Piantiamo un albero da frutto antico

Da San Paolo Albanese parte un'intesa pubblico-privata per la valorizzazione dell'agrobiodiversità che interesserà tutta l'area Sud della Basilicata
didascalia.

Vecchio mandorlo.

Data:12 Aug 2022

Con un protocollo di intesa, il 22 luglio 2022, è stato sottoscritto un accordo tra il Comune di San Paolo Albanese, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, il Gal “Cittadella del Sapere”, il Comitato Pro Loco UNPLI Basilicata, l’Associazione Vavilov e la Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’Area Sud della Basilicata (Pollino – Lagonegrese), per realizzare iniziative congiunte di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio naturale agroalimentare e culturale. L’obiettivo, poi, è di estendere, anno dopo anno, la operatività del protocollo stesso all’intera Area Sud della Basilicata. Si tratta, in effetti, di promuovere una buona pratica, già sperimentata con successo, intorno alla quale poter avviare forme stabili di collaborazione nella elaborazione e nello svolgimento di programmi condivisi di studio, di ricerca, di sperimentazione, di educazione e di interpretazione naturalistica sul patrimonio ambientale ed agroalimentare e di formazione e di divulgazione degli esiti acquisiti nei piccoli comuni, nelle piccole realtà territoriali di montagna, dove le materie prime e i prodotti sono protagonisti di eccellenza, raccontano esperienze umane secolari e valorizzano le identità locali.

L’area Sud della Basilicata è un territorio, con variazioni altimetriche che vanno dalle poche centinaia di m.l.s.m. ad oltre i 2000 metri, dove la maggior parte delle aziende è dedita alla agricoltura tradizionale, con forme di conduzione quasi tutte dirette. Le loro coltivazioni arboree, vigneti, oliveti, frutteti, con colture in generale non specializzate, sono originate quasi tutte da fabbisogni familiari. In quest’area il patrimonio dell’agrobiodiversità alimentare e del cibo è, perciò, dal punto di vista sia naturalistico sia produttivo, sia socio-economico, sia culturale, una grande ricchezza. L’ecosistema naturale, ambientale, paesaggistico, su cui poggiano le filiere agro-alimentari e i “giacimenti” di biodiversità di interesse agricolo e alimentare e di prodotti per la cucina e per la tavola, è la sintesi di una stratificazione, nel tempo, del lavoro di uomini e donne e delle loro culture. Racconti e trattati di esperti descrivono, oggi, in modo sempre più argomentato, il valore delle filiere agroalimentari, dei prodotti enogastronomici, del cibo di questa terra, partendo dalla geografia dei luoghi, dei territori, per approdare alla sociologia, all’antropologia, alla cultura, alla storia delle comunità che vi abitano.

L’area Sud della Basilicata è per la maggior parte “area protetta”. Oltre a proteggere un ricco patrimonio di biodiversità di interesse agricolo ed alimentare, racchiude nel suo ambito anche molte attività già di “filiera corta”; richiede, pertanto, politiche ambientali ed agroalimentari a misura di un’agricoltura tradizionale, basata su relazioni umane e sociali di prossimità. I contadini, i pastori, gli agricoltori “custode”, le comunità rurali, che vivono nei piccoli borghi e che lavorano nelle campagne, presidiano da sempre, con la loro presenza, con il loro legame, con la loro cultura, la natura e la terra, difendono la “civiltà” che i loro antenati hanno costruito e lasciata in eredità, curano i “beni comuni” e concorrono alla rigenerazione dell’intera area.

Il protocollo di intesa è uno strumento, con il quale il Comune di San Paolo Albanese, in collaborazione con l’Alsia, il Gal, l’UNPLI Basilicata, l’Associazione Vavilov e la Comunità del Cibo, si propone di perseguire, entro le finalità generali, anche quelle di recupero, di conservazione, di tutela e di valorizzazione delle colture agricole tradizionali dell’olivo, del mandorlo e del gelso nero. Si propone, inoltre, la realizzazione di interventi di recupero e di messa in sicurezza di vecchi mandorli e gelsi neri a rischio; la promozione di una campagna di cura e di coltivazione di vecchi alberi di mandorli abbandonati; la creazione di un sito di conservazione di piante di mandorlo e gelso nero.

Con il protocollo gli enti sottoscrittori, nel rispetto dei compiti istituzionali e delle competenze disponibili di ciascuno, si impegnano ad attuare azioni congiunte per favorire le migliori condizioni per la realizzazione delle iniziative e degli interventi programmati.

Per i fini contenuti nel protocollo stesso, in particolare, sono impegnati:

  • il Comune di San Paolo Albanese a mettere a disposizione i terreni di proprietà comunale e il “Giardino Botanico” in località Fontanelle; a coinvolgere, nelle iniziative da intraprendere, i proprietari privati di olivi, mandorli, gelsi ed altri alberi da frutto ed altre specie vegetali endemiche che dovessero essere oggetto di studio, analisi, controlli, recupero; a mettere a disposizione il personale dell’Ente per una fattiva collaborazione;
  • l’Alsia, anche attraverso il supporto operativo dell’A. A. S. D. Pollino, a fornire il supporto tecnico, amministrativo e gestionale di propria competenza e a collaborare nella elaborazione, promozione, organizzazione e attuazione delle iniziative, delle attività e degli interventi programmati;
  • il Gal “Cittadella del Sapere” a fornire ogni utile supporto tecnico, amministrativo e gestionale nella elaborazione, promozione, organizzazione e attuazione delle iniziative, delle attività e degli interventi di tutela e valorizzazione dell’agrobiodiversità, del paesaggio rurale, della cultura locale; di sviluppo e potenziamento del sistema produttivo locale tradizionale; di promozione dell’ospitalità e del turismo rurale;
  • il Comitato Pro Loco UNPLI Basilicata a mettere a disposizione le sedi e a coinvolgere le risorse umane, i volontari delle Pro-loco per tutte le iniziative di interesse comune, nonché i materiali, la documentazione specifica per lo svolgimento delle attività previste dal presente protocollo; a fungere da struttura di coordinamento delle Pro Loco associate e delle loro attività, attivando un efficiente servizio di segreteria, avvalendosi ove è possibile delle strutture periferiche;
  • l’Associazione Vavilov, quale associazione di agricoltori custodi, a fornire ogni supporto organizzativo ed operativo e a collaborare nella individuazione, organizzazione, promozione e realizzazione delle iniziative, delle attività e degli interventi programmati;
  • la Comunità del Cibo a svolgere funzioni di animazione, di sensibilizzazione, di promozione, di comunicazione, di informazione, di divulgazione e di rete con tutti gli operatori della filiera agroalimentare.

La prima iniziativa è nata, nel 2018, dall’idea e dalla determinazione dell’Associazione Vavilov che ha svolto una mirabile campagna di recupero, di conservazione, di tutela e di riproduzione della “Dolce di Chiaromonte”, una antica varietà di oliva dolce tipica di alcune terre tra le valli dei fiumi Sinni e Serrapotamo. La varietà, già iscritta nel “Registro nazionale delle varietà di piante da frutto”, contava ormai solo pochi esemplari; la sua riproduzione, tramite marze fornite da alcuni agricoltori custodi, ha reso disponibili 250 piantine di “Dolce di Chiaromonte”, “adottate” e piantate nei propri terreni e giardini da soci di Vavilov e da altri aderenti all’iniziativa, che si sono fatti protagonisti attivi di una piccola ma estremamente significativa campagna di valore sia botanico sia etico. La “buona pratica” della campagna per la “Dolce di Chiaromonte” è diventata, così, una storia di successo che, ora, si vuole replicare.

In tema di buona pratica, una traccia del cammino di recupero, di conservazione e di tutela della biodiversità agricola nel Parco del Pollino, svolto dall’Alsia con la fattiva collaborazione degli agricoltori-custodi della associazione Vavilov, d’intesa con l’Ente Parco Nazionale del Pollino”, si scopre a San Paolo Albanese, presso il giardino botanico in località “Fontanelle”, dove, il 30 aprile 2013, in ambiente di seminaturalità, con “il tratturo dei frutti ritrovati”, sono stati realizzati innesti di varietà di melo e di pero a rischio estinzione.

Agrifoglio n. 110 -  

Temi
Comunità del Cibo
Autori
Annibale Formica

Presidente della Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’area Sud della Basilicata (Pollino-Lagonegrese)