La Farina di cece di Latronico a pieno titolo tra i PAT

Ottenuta da un seme antico recuperato dall'ALSIA, si macina con mulino a pietra
didascalia.

Farina di cece di Latronico.

Data:27 Jul 2020

Dal cece di Latronico, arrivato in questi luoghi in tempi lontanissimi insieme ai Greci, si ricava una farina dalle qualità altrettanto apprezzate. Su segnalazione dell’ALSIA, il Ministero della Politiche agricole alimentari e forestali ha riconosciuto la farina di cece di Latronico (PZ) tra i Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) nell’ultimo aggiornamento dell’elenco nazionale, pubblicato sul supplemento ordinario n. 9 alla Gazzetta Ufficiale n.42 del 20 febbraio 2020.

Il recupero del seme antico è avvenuto grazie al lavoro di selezione e caratterizzazione dell'Azienda ALSIA “Pollino” di Rotonda (PZ), che ha dato vita ad un progetto, portato avanti da imprenditori agricoli, pensionati e casalinghe che sono i veri  “custodi” del cece di Latronico.

La farina si ottiene dalla macinatura degli ecotipi di cece tondino e rosso di Latronico e si caratterizza dal colore paglierino o dorata e dal colore brunastro. La macinatura è effettuata rigorosamente a bassa velocità e con mulino a pietra. Granulare e dal sapore intenso, questa particolare farina è ricca di proteine, fibre, carboidrati e viene utilizzata per numerose ricette tradizionali. Il fatto che è priva di glutine  la rende ancora più apprezzata perché può essere consumata anche da chi soffre di questa intolleranza alimentare. Di solito si conserva in ambienti asciutti e freschi in sacchetti di yuta per diverso tempo.

Da qui anche il nome di cece “ribelle”, dove l'aggettivo “ribelle” è proprio legato al concetto di resilienza, alla capacità di riemergere nonostante le avversità.Grazie ad una ricerca storico-antropologica legata al fenomeno del Brigantaggio, come scrive nella relazione storica Egidia Gioia, “ dai racconti degli anziani del paese è emerso che già in epoca pre-unitaria nell' area Sud di Basilicata esistevano dei campi coltivati di ceci, che venivano utilizzati dai Briganti, nascosti sulle montagne per ricavarne farina (macinata in un mulino che sorgeva lungo l'argine del Fiume Sinni), da utilizzare per la pasta e il pane”.

La farina di cece di Latronico è uno dei tanti impieghi di questo legume che ne testimoniano la capacità di adattamento e trasformazione rispetto alle diverse esigenze di consumo.

Tra le ricette tradizionali che ancora oggi non possono mancare sulle tavole di Latronico ci sono le 'Tapparedd e Cicir', quadrettini di pasta conditi con i ceci cotti alla pignatta e soffritto di aglio, olio  e peperoncino e una versione dolce prelibatissima: i Panzarott chi Cicir, panzerottini con ripieno di ceci passati, zucchero, cacao e cannella.

 

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