Zootecnia, Fanelli: elevare standard e qualità degli allevamenti

Conferenza stampa dell’assessore e del presidente dell’Ara lucana, Palmino Ferramosca, sull’asta on line degli arieti di razza Merinizzata Italiana che si terrà dal 14 al 18 dicembre

Data : 03 December 2020

L’assessore alle Politiche agricole e forestali, Francesco Fanelli e il presidente dell’Ara Basilicata, Palmino Ferramosca hanno tenuto questa mattina, presso il centro selezione torelli Podolica di Laurenzana (PZ), una conferenza stampa sull’asta on line degli arieti di razza Merinizzata Italiana che si terrà dal 14 al 18 dicembre attraverso il sito dell’Ara Basilicata. 

Vengono messi all’asta, dei 60 capi introdotti a luglio al Centro Genetico di Laurenzana e provenienti da allevamenti del Lazio, Molise e Basilicata, 47 arieti selezionati che hanno concluso il 41° ciclo di Performance test.  

La razza merinizzata italiana è prevalentemente diffusa nelle regioni meridionali di Abruzzo, Molise, Puglia, Lazio meridionale e, appunto, Basilicata. È una razza di recentissima costituzione dato che la nascita ufficiale risale al 1989. La diffusione in Basilicata discende certamente dall’incrocio delle tradizionali razze di Gentile di Puglia e Sopravvissana.

“In questo periodo di pandemia tali iniziative – commenta l’assessore Fanelli - servono a lanciare segnali importanti di continuità delle attività. Il comparto degli ovini è molto importante per la Basilicata.  Attraverso l’asta dei migliori arieti conseguiamo l’obiettivo di elevare lo standard qualitativo dei nostri allevamenti. Si tratta di una azione in piena sintonia con le altre attività messe in capo dal Dipartimento alle politiche agricole e forestali come quella sul miglioramento genetico. 

La nuova programmazione europea con la massa finanziaria che sarà messa a disposizione del nostro Paese sia con la nuova PAC che con il Recovery Found  - osserva Fanelli - deve essere l’occasione imperdibile per intervenire immediatamente in attività di miglioramento, ammodernamento ed innovazione delle strutture aziendali, nel sostenere e migliorare il benessere animale sia nella infrastrutturazione e miglioramento dei pascoli e sia nella valorizzazione e costruzione della filiera  della carne di agnello lucano ma anche nel riconoscimento del ruolo sociale ed ambientale del pastore quale custode insostituibile del nostro territorio”.  La razza Merinizzata Italiana è una razza da carne dotata di caratteristiche di rusticità e adattamento al nostro clima ed alle nostre condizioni di allevamento, raggiungendo un buono sviluppo somatico, con buoni ritmi di crescita e buon Indice di conversione e frequente gemellarità. Con una media di due parti l’anno. “

L’allevamento ovino nella nostra regione oggi conta oltre 220 mila capi, di cui la maggior parte di razza merinizzata – sottolinea  il presidente dell’Ara Basilicata, Palmino Ferramosca - e svolge, oltre ad un importante ruolo economico ed occupazionale, una determinante azione di salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente e delle caratteristiche naturali del nostro territorio. La tipologia di allevamento praticato è prevalentemente allo stato brado con utilizzo del pascolo anche attraverso la pratica della transumanza. L’attività di selezione e di assistenza tecnica svolta giornalmente dall’Ara Basilicata, l’attività di miglioramento genetico attuato anche con i cicli di performance test di Laurenzana –  evidenzia Ferramosca - consentono all’allevamento ovino lucano di poter vantare oltre ad un numero consistente di capi anche un livello di specializzazione invidiato dagli altri territori”. Soddisfazione è stata espressa dal presidente AssoNaPa, Battista Cualbu, per il quale “si tratta di una  ‘prima assoluta’ in questa forma, resasi obbligatoria a causa delle restrizioni imposte per il contenimento della diffusione del Coronavirus, grazie alla collaborazione tra AssoNaPa e Ara  Basilicata. Il tema del ritorno di interesse per l’ovinicoltura, anche per le nostre razze a spiccata attitudine carne, frutto del lavoro selettivo degli allevatori e della volontà di allargare e sostenere il patrimonio di biodiversità degli ovini nei territori della dorsale appenninica del Centro-Sud Italia, può trovare un ampio riscontro pure in iniziative di carattere più strettamente economico come quella dell’asta. Per questo – conclude -  Cualbu -  ci aspettiamo un’adesione massiccia da parte degli allevatori ”.




Giovanni Martemucci