La Fondazione E. Mach decodifica i cromosomi del pero Bartlett

Il lavoro in sinergia con enti e università di tutto il mondo

Alcuni dei ricercatori della Fondazione Edmund Mach

Alcuni dei ricercatori della Fondazione Edmund Mach

Data : 18 December 2019

Un lavoro durato due anni, partito grazie alla collaborazione fra Fondazione Edmund Mach e l'Università Californiana di Davis e che ha condotto alla decodifica completa dei 17 cromosomi che compongono il genoma del pero Bartlett. La scoperta, annunciata dalla Fem (https://www.fmach.it/Comunicazione/Ufficio-stampa/Comunicati-Stampa/Decifrati-i-17-cromosomi-del-pero-un-altro-grande-successo-della-ricerca-FEM), conclude una attività che ha visto la Fondazione impegnata anche  insieme all'Università di Ghent(Belgio), Institute for plant and food research (Nuova Zelanda), Inra (Francia), Università di Tubingen (Germania) Università di Wageningen (Olanda) e per l'Italia con il Crea.

La ricerca è stata finanziata anche dalla Provincia di Trento. Si è dato così vita a un consorzio dedicato al sequenziamento e all'assemblaggio del genoma del pero europeo. Per il presidente di Fem, Andrea Segrè, è una ulteriore testimonianza dell'alto valore scientifico della ricerca genomica nonchè del netwotk internazionale in cui siamo inseriti. Lo studio ci ha permesso di acqusirire conoscenze tecnico-scientifiche che  possiamo trasferire su altre specie di rilevanza economico-agricola del territorio".

Il pero vede in Emilia Romagna una delle aree principali per la sua coltivazione con una superficie complessiva di 30 mila ettari ma rappresenta anche una realtà di tutto rispetto per la frutticoltura del Trentino. Nelle aziende alla Fondazione Mach sono in corso da anni alcune prove sperimentali legate anche al melo con approfindimenti sulle forme di allevamento e produttività di alcune combinazioni di varietà e portinnesto". La scoperta conferma l'alto grado di ripetitività di questo genoma e individua 37.400 geni codificanti proteine. 

Antonella Ciervo