Il tartufo bianco del Serrapotamo entra nei Pat (Prodotti agroalimentari tradizionali)

Il Ministero ha riconosciuto l'eccellenza lucana prodotta in alcuni comuni del sud della Basilicata coltivati fra i 250 e i 600 metri d'altitudine

Tartufi bianchi del Serrapotamo

Tartufi bianchi del Serrapotamo

Data : 29 January 2020

Il tartufo bianco del Serrapotamo è entrato fra i Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) del Ministero per le Politiche agricole. Il tubero è caratteristico di aree del sud della Basilicata (Carbone, Calvera, Teana, Chiaromonte, Fardella, Francavilla  e Castronuovo in Sinni) nelle quali i terreni umidi che si estendono lungo le vie parallele ai fiumi e sulle golene a un'latitudine che va dai 250 ai 600 metri, influenza positivamente lo sviluppo del tartufo bianco, apprezzato per le sue particvolari qualità: superficie liscia e vellutata, colore da ocra pallido a crema scura con una polpa interna che va dal bianco grigiastro al nocciolo, a seconda del grado di maturazione, del terreno e della pianta simbiote con piccole venature bianche. 
Nell'utilizzo gastronomico, il tartufo bianco del Serrapotamo viene preferito crudo, tagliato a lamelle e per il suo profumo aromatico è scelto per condire molte delle pietanze caratteristiche della cucina lucana. 

Redazione