Drupacee, caduta foglie importante "appuntamento fitosanitario"

Con interventi in questa fase fenologica si ottiene una buona prevenzione nei confronti di diversi patogeni. I consigli dei tecnici ALSIA

caduta foglie del pesco

caduta foglie del pesco

Data : 20 November 2021

Nei campi di drupacee che hanno subito infezioni batteriche di una certa consistenza (i batteri fitopatogeni più frequenti sono Xanthomonas arboricola pv pruni e Pseudomonas syringae pvs), soprattutto dove i danni hanno interessato i frutti ed i rami, occorrerà prevedere trattamenti specifici a base di rame ad inizi, piena e fine caduta foglie.

La fase fenologica di caduta foglie è un importante "appuntamento fitosanitario" perché, effettuando un trattamento in questo momento, si ottiene un’ottima azione preventiva verso diversi patogeni. Scopo del trattamento nella fase di caduta foglie, infatti, è prevenire, o almeno contrastare, l’insediamento nelle cicatrici fogliari di alcuni funghi e batteri fitopatogeni i quali manifesteranno la loro azione patogenetica solo alla ripresa vegetativa. La fase è raggiunta non quando gli alberi hanno perso tutte le foglie ma quando ne sono cadute circa il 50%.

Negli impianti di drupacee che non hanno avuto problemi di batteriosi basterà prevedere il consueto trattamento preventivo contro bolla (Taphrina deformans) e corineo (Coryneum beijerinckii) in piena caduta foglie (quando circa l’80% delle foglie si sono staccate) con prodotti a base di ziram, mancozeb, captano o rame, adoperando quest’ultimo con cautela su pesco ed albicocco per i quali può essere fitotossico su piante non ben lignificate. Lo scopo principale del trattamento a “caduta foglie” è raggiungere ed eliminare i propaguli dei due funghi prima che questi possano germinare e colonizzare le cicatrici fogliari non ancora ben suberificate.

Michele Troiano