Michele Dragone: "Primi col rosé, verso la quinta generazione"

Parla il produttore materano di "Ego Sum", insignito del premio "Campione del mondo da vitigni autoctoni"
didascalia.

La famiglia Dragone.

Data:31 Jan 2020

Uva di Primitivo di Matera coltivata a 265 metri, raccolta manuale e fermentazione a 16°, vicino a una città millenaria come Matera e a pochi passi da quella che è stata definita la cappella Sistina del Mezzogiorno, la Cripta del Peccato originale. Il rosè "Ego sum" delle cantine Dragone ha tutte le caratteristiche per essere una eccellenza, come ha confermato il recente riconoscimento assegnato nel corso del Challenge internazionale Euposia organizzata da The Italian Wine Journal. Alla punta di diamante delle produzioni dell'azienda vinicola materana, infatti è andato il premio di "Campione del mondo rosè da vitigni autoctoni".

"Il premio di levatura mondiale offre maggiore visibilità e importanza, senza dubbio - spiega Michele Dragone, esponente della quarta generazione dell'azienda di famiglia - e ci consente anche di entrare in ambiti più blasonati nel settore del food e della ristorazione". 

Essere azienda leader nel settore vinicolo vuol dire anche osservare con maggiore attenzione l'evoluzione del mercato che, al momento, indica segnali positivi nel settore vinicolo, anche se la Basilicata ha ancora molto da fare. "Il problema è sempre lo stesso: l'assenza istituzionale per la valorizzazione dell'agroalimentare lucano come invece accade in altre realtà. Penso, ad sempio a modelli più consolidati come quello del Trentino o della Toscana. L'azione dovrebbe riguardare, in modo più ampio, tutto ciò che accade sul territorio che si muove intorno al nostro comparto".

La storia della famiglia Dragone nasce nel 1882, ma l'attività aziendale si sviluppa in particolare intorno ai primi anni '20 del secolo scorso, con la creazione della cantina di via S. Biagio, seguita nel 1955 dalla produzione della prima etichetta dei Dragone e dal trasferimento dell'azienda nella tenuta di Pietrapenta. "Abbiamo sempre puntato sul carattere familiare della nostra azienda - conferma Dragone - anche se oggi siamo impegnati sui mercati esteri, pur mantenendo una impostazione familiare anche nell'organizzazione interna. Quinta generazione in vista? Lo spero". Lo sguardo ai mercati esteri, con una storia alle spalle cone quella della famiglia Dragone, è un passo più che dovuto e sta già dando risultati significtivi. "Ci muoviamo anche sul  mercato statunitense  nonostante i dazi, ma lo stesso problema lo abbiamo anche in Canada dove ci sono meccanismi altrettanto stringenti. Ostacolano un po' i movimenti, ma riusciamo a organizzarci lo stesso". 




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