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Biodiversità viticola lucana conservata nelle Aziende dell'ALSIA

"Bosco Galdo" e "Pollino" ospitano il germoplasma autoctono sinora recuperato. Già assegnato a 8 varietà il codice del Registro Nazionale
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Data:28 Sep 2020

L’attività di sperimentazione vitivinicola, gestita dall’ALSIA, si concretizza nell’AASD (Azienda Agricola Sperimentale Dimostrativa) “Bosco Galdo” di Villa d’Agri, comune di Marsicovetere (PZ), dove è raccolto tutto il germoplasma viticolo lucano fin ora recuperato, ovvero le varietà autoctone e quindi i cloni adatti all’omologazione.

L’identificazione varietale della vite è stata affrontata con tecniche moderne di analisi del DNA (estratto da alcune foglioline) che ha consentito di ottenere l’impronta genetica della vite, ovvero il suo profilo molecolare, e di fare un confronto con la banca dati del Centro di ricerca per la viticoltura (CREA VE) di Turi (BA), portando all’identificazione di quasi tutte le viti campionate.

Questo studio, durato alcuni anni, ha ottenuto le basi scientifiche e i cloni necessari per l’utilizzo di materiale vegetale sano e certificato che permetterà di incrementare la diffusione e la commercializzazione dei nostri vitigni autoctoni nel territorio regionale e lanciare una nuova sfida ai mercati internazionali. Le conoscenze acquisite permetteranno di programmare non solo il miglioramento del patrimonio viticolo regionale ma anche di introdurre dei vitigni unici e sconosciuti, e comunque i risultati di questa ricerca non sono il punto di arrivo ma il punto di partenza.

In un’altra AASD dell’ALSIA, l'azienda “Pollino” di Rotonda (PZ), sono conservati tutti i cloni autoctoni ritrovati nell’area del Lagonegrese mentre, realizzati con lo scorso PSR basilicata 2007/2013 attraverso il progetto SALBIOVIT del CREA VE di Turi e dell’UniBas, sono stati istituiti altri 5 campi sperimentali in Basilicata e precisamente nelle aree a DOC per i vini Aglianico, Matera e Terre dell’Alta Val d’Agri. I campi di confronto sono stati impostati secondo quanto previsto dal protocollo di selezione clonale, di cui al decreto ministeriale 24 giugno 2008.

I vigneti presenti nell’azienda Bosco Galdo, impiantati dal 2012, sono produttivi già dal 2014, e da allora, utilizzando anche il vigneto campo collaudo del CREA VE di Turi (BA) in località Lamarossa, l’ALSIA ha potuto verificare in ambiti territoriali differenti i comportamenti delle singole varietà.

Varietà in osservazione presso il campo collaudo dell’AASD Bosco Galdo, molte delle quali hanno già ottenuto l’assegnazione del codice RNVV (Registro Nazionale delle Varietà di Vino).

Varietà

Gazzetta Ufficiale

Codice RNVV

COLATAMURRO N.

N. 132 del 07/06/2019

882

GIOSANA B.

N. 132 del 07/06/2019

886

PLAVINA N.

N. 132 del 07/06/2019

893

S. SOFIA B.

 N. 132 del 07/06/2019

898

CASTIGLIONE N.

N. 149 del 17/06/1970

056

DAMASCHINO B.

N. 98 del 24/04/1971

072

MOSCATO GIALLO

N. 149 del 17/06/1970

154

MONTONICO B.

N. 149 del 17/06/1970

151

AGLIANICO BIANCO

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CASSANO

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JUSANA

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MALVASIA AD ACINO PICCOLO

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Le suddette varietà in osservazione, sottoposte alle prove necessarie e sulla base dell’esito delle prove sperimentali di adattabilità effettuate in conformità con il protocollo previsto dalla normativa nazionale, sono ritenute idonee alla coltivazione in Basilicata avendone verificato l’attitudine alla produzione di uve da vino di buona qualità.

Le prove di microvinificazione sono state condotte per i primi anni presso la cantina sperimentale del CREA VE di Turi (BA) e successivamente, nelle ultime 3 vendemmie, anche presso la sala di microvinificazione dell’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura di San Brancato, comune di Sant’Arcangelo (PZ) con l’ausilio tecnico dell’ALSIA.

I risultati di oltre 5 Panel Test sono stati positivi e consentono a queste nuove varietà di poter essere inserite nello schedario viticolo regionale per l’idoneità delle varietà alla coltivazione, consentendo le denunce annuali delle produzioni vitivinicole.

Delle nostre uve da vino autoctone, recuperate anche a salvaguardia della biodiversità, abbiamo potuto osservare che grazie alle loro notevoli potenzialità enologiche, tante di esse potranno migliorare la tipicità della produzione viti-vinicola lucana innalzandone la competitività. Competitività data dalla unicità della offerta, che si trasforma in opportunità per i viticoltori della Basilicata, purtroppo per un periodo temporale limitato. Ecco perché in questo momento è necessario agevolare l’ottenimento delle varietà autoctone, incentivarne nuovi impianti e sulla base delle conoscenze indirizzare correttamente i viticoltori.

Tutelare il patrimonio genetico è un obbligo, utilizzarlo a beneficio del territorio è una grande opportunità.