Anagrafe nazionale della biodiversità, inserite anche specie della Basilicata

Dal pero al gelso, fino a sei specie caprine. Premiato il lavoro dell'Alsia custodito nella Banca del Germoplasma "Franco Sassone" di Rotonda
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La banca del germoplasma "Franco Sassone" dell'Azienda Alsia "Pollino", a Rotonda (PZ).

Data:29 Feb 2020

Il recente inserimento di 355 varietà vegetali e di 6 razze caprine della Basilicata all’interno dell’Anagrafe Nazionale istituita dal Ministero per le Politiche agricole, Alimentari e Forestali, segna un importante momento nell’attività di ricerca e approfondimento, per la tutela della nostra biodiversità. E l'intenso lavoro svolto dall’Alsia (Agenzia lucana di Sviluppo e innovazione in Agricoltura) e dal Dipartimento Politiche agricole e forestali della Regione Basilicata ha portato a risultati di grande valore. 

Alcuni passaggi legislativi fissano il perimetro nel quale muoversi e grazie al quale garantire riconoscimenti importanti per le varietà agricole alimentari. Si va dalla legge istitutiva dell'anagrafe, la n. 194 dell’1 dicembre 2015, fino al decreto ministeriale n. 39407 del 9 dicembre scorso, che ha ampliato l’elenco delle risorse genetiche vegetali e animali delle diverse regioni italiane. Mai come in questa fase storica e con fenomeni come quelli della falsificazione dei prodotti agroalimentari in costante ascesa, diventa fondamentale poter contare su strumenti che garantiscano i territori di riferimento contribuendo a ridurre lo spopolamento dei piccoli centri e a combattere la perdita del patrimonio genetico.

Il ruolo e il valore delle specie alimentari e agricole e l’importanza che svolgono per evitare di far sprofondare la nostra civiltà in consuetudini che cancellano la memoria dei nostri territorio, è sotto gli occhi di tutti.

Per quanto riguarda la Basilicata, la lista è estremamente variegata e, nel caso delle specie vegetali, è attualmente mantenuta nei luoghi di conservazione delle aziende agricole sperimentali dell’Alsia e nella Banca del Germoplasma “Franco Sassone” di Rotonda (PZ). A questi due siti si aggiungono anche le aziende degli agricoltori custodi che sono riconosciuti dalla Regione Basilicata grazie alla legge regionale 26/2008. Queste figure degli agricoltori custodi, in particolare, rappresentano la garanzia di conservazione delle risorse genetiche che altrimenti rischierebbero l’estinzione o l’erosione genetica.

Al comparto agricolo della Basilicata, dunque, è riconosciuto il valore di alcune specie come il castagno, il cece, il nocciolo, la zucca, il fico, il melo, il pomodoro, il pero, il gelso, l’olivo, il fagiolo, l’albicocco, il mandorlo, il ciliegio, il susino, la vite, il mais, la patata, il frumento, la melanzana, il finocchietto. Tra le varietà più numerose emergono il melo (68 specie) e il pero (104 specie). Per quanto riguarda il settore zootecnico, nell’Anagrafe sono state iscritte 6 razze caprine (fra garganina, derivata di sira, jonica e di Potenza, oltre al cavallo murgese).

L’anagrafe della Biodiversità riunisce attorno allo stesso tavolo un circuito virtuoso di strumenti che rientrano nel Sistema nazionale di tutela e valorizzazione composto, oltre che dall’Anagrafe nazionale della biodiversità, anche dalla Rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, dal Portale nazionale e dal Comitato Permanente. 

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Agrifoglio n. 92 -  

Temi
Biodiversità
Autori
Antonella  Ciervo