Riforma fondiaria, la Giunta di Basilicata approva il nuovo regolamento ALSIA

Nella seduta del 25 marzo, riviste le norme su dismissione e gestione dei beni. Più bassi i prezzi d'acquisto e i canoni d'uso

Data : 25 March 2022

E’ stato approvato dalla Giunta regionale di Basilicata nella seduta del 25 marzo 2022 il nuovo Regolamento dell’ALSIA, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, per la dismissione dei beni della ex Riforma Fondiaria. Con questo provvedimento, che ora dovrà passare nelle Commissioni consiliari regionali prima di diventare esecutivo, sarà superata la precedente regolamentazione approvata con la Delibera di Giunta n. 5 del 7 gennaio 2019.

“Siamo giunti alla conclusione di un percorso complesso, ma condiviso e partecipato, avviato circa due anni fa dal mio predecessore, Francesco Fanelli – ha sottolineato Vincenzo Baldassarre, Assessore alle Politiche Agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata – per andare incontro alle giuste esigenze del mondo agricolo lucano con risposte concrete. E’ stato infatti necessario predisporre e approvare due modifiche alle leggi sulla materia, per rendere il nuovo regolamento compatibile con il quadro normativo regionale. A questo proposito è doveroso riconoscere anche il grande lavoro di squadra – ha aggiunto Baldassarre - in questo delicato processo di revisione, svolto anche dai direttori generali Donato Del Corso e Emilia Piemontese”.

“Il nuovo regolamento – ha commentato il direttore dell’ALSIA, Aniello Crescenzi – è stato proposto dall’ALSIA su specifico mandato normativo della Regione Basilicata per adeguare i criteri e le modalità di gestione e dismissione del patrimonio regionale di Riforma fondiaria alle varie realtà locali regionali. Si tratta di un passaggio istituzionale importante, che innanzitutto contiene drasticamente il prezzo dei beni rispetto alla precedente regolamentazione. In secondo luogo – aggiunge Crescenzi - accelera e semplifica le procedure di dismissione e di gestione dei beni agricoli ed extragricoli, riducendo tra l’altro i canoni d’uso e dando finalmente nuovo impulso alla liberalizzazione e alla circolarità del capitale fondiario riveniente dalla Riforma Fondiaria”.

Redazione