Regolazione barre irroratrici, come risparmiare più del 20-30% di prodotti fitosanitari

Concluse le due giornate dimostrative organizzate dall'ALSIA a Bernalda e Rotondella. Presto altri appuntamenti sul territorio lucano

un momento degli incontri organizzati dall'ALSIA

un momento degli incontri organizzati dall'ALSIA

Data : 07 April 2022

Le tecniche di regolazione delle macchine irroratrici per la distribuzione dei prodotti fitosanitari non sono ancora molto note tra i tecnici e gli operatori del settore, come pure le innovazioni tecnologiche oggi disponibili che possono migliorare notevolmente l'efficacia, la sostenibilità e l'economicità dei trattamenti fitosanitari. E' per questo motivo che hanno suscitato molto interesse le 2 giornate dimostrative organizzate sull'argomento il 30 ed il 31 marzo scorso dall’ALSIA, in collaborazione con l’Agenzia di Sviluppo LAORE-Sardegna e Braglia srl, nonché con la società cooperativa ARPOR e AssoFruitItalia, nell’ambito del progetto FitoConsult del PSR Basilicata 2014-20 (sottomisura 2.1).

La prima giornata, tenutasi nell’Azienda Davide Carbone di Bernalda (MT), è stata dedicata alle barre irroratrici sulle colture ortive, mentre la seconda, realizzata nella Cooperativa TRISAIA di Rotondella (MT), agli “atomizzatori” per i trattamenti nei frutteti. Alle prove di ciascuna delle due giornate, nonostante le condizioni climatiche non proprio favorevoli, hanno partecipato fino al tramonto più di una trentina di persone tra agricoltori e tecnici agrari.

Le barre irroratrici e gli atomizzatori sono le macchine più diffuse in Basilicata per eseguire i trattamenti fitosanitari, rispettivamente sulle colture erbacee e su quelle arboree, e la loro corretta regolazione è fondamentale per ridurre gli sprechi, la dispersione fuori bersaglio e l’efficienza di azione. La regolazione, infatti, consente di adattare la macchina alle necessità di campo e migliorare l’efficacia dei trattamenti definendo il volume della miscela ed i parametri operativi. In particolare, gli ugelli ad induzione di aria (comunemente definiti “antideriva”) consentono di contenere le perdite per deriva e gocciolamento con una bagnatura del bersaglio più uniforme e, quindi, più efficace.

Arturo Caponero, responsabile del Servizio regionale di controllo e regolazione delle irroratrici dell’ALSIA, Massimiliano Mochetti di Braglia s.r.l., e  Salvatore Aresu, responsabile del servizio LAORE di controllo delle irroratrici, hanno mostrato come definire semplicemente (anche con l’aiuto di app sul telefono cellulare) i parametri ottimali di lavoro dell’irroratrice, come calcolare il corretto volume di irrorazione adattandolo alle dimensioni ed alle caratteristiche della massa vegetale, e come scegliere gli ugelli più adatti al tipo di trattamento.

Una barra irroratrice ed un atomizzatore, gentilmente messi a disposizione da due aziende agricole, sono stati controllati da un Centro prova lucano accreditato e utilizzati dapprima nelle normali condizioni aziendali, e successivamente con gli opportuni adattamenti e con ugelli di nuova generazione. Il risultato è stato evidente, sia sui banchi prova che nelle colture, grazie all’uso di cartine idrosensibili che hanno consentito agli operatori di osservare le caratteristiche delle gocce prodotte ed i livelli di bagnatura.

La regolazione razionale della macchina, è stato dimostrato, può da sola consentire di risparmiare il 20-30% di prodotto fitosanitario semplicemente riducendo il fuori bersaglio che, tra l’altro, inquina inutilmente l’ambiente. Ma il risparmio può aumentare sensibilmente se si agisce sul volume di miscela (minori tempi morti di carico e scarico), sulla pressione (minore sforzo del motore e degli organi in pressione e riduzione del consumo di carburante), sulla ventola, ecc.

Visto l’interesse suscitato tra i partecipanti e l’esigenza di trasferimento dell’innovazione nel settore della distribuzione dei prodotti fitosanitari espressa dalle associazioni che hanno collaborato con l’ALSIA, altre giornate dimostrative pratiche saranno organizzate in altri territori e su altre colture della Basilicata.

Arturo Caponero