Metapontino, la grandinata del 10 maggio ha danneggiato colture arboree e ortive

Potrebbe essere necessario intervenire con prodotti per favorire la cicatrizzazione delle ferite. I consigli dei tecnici ALSIA

Alcuni dei danni della grandinata del 10 maggio nel Metapontino

Alcuni dei danni della grandinata del 10 maggio nel Metapontino

Data : 12 May 2022

Lo scorso 10 maggio un'intensa grandinata ha interessato il territorio di alcuni comuni del Metapontino colpendo la produzione, in particolare di colture arboree ed ortive. Tutte le colture fruttifere, quali pesche, nettarine, albicocche e susine, che erano in fase di ingrossamento frutto o di maturazione, hanno subito danni a carico dei frutti.

La grandine ha creato delle ferite sui frutti, sulle foglie e sui rami che, dal punto di vista fitosanitario, rappresentano delle soluzioni di continuità per l’ingresso di vari tipi di patogeni i quali, da un lato, potrebbero aggravare i danni diretti sulla produzione colonizzando i frutti e sviluppando marciumi, e dall’altro potrebbero infettare gli organi legnosi e le foglie (agenti di cancri rameali o di carie).

Pertanto, per ridurre la possibilità di infezioni fitosanitarie si consigliano interventi alle piante con prodotti che favoriscano la cicatrizzazione senza risultare fitotossiche ed ostacolino l’ingresso di agenti di marciumi e cancri.

Per questa ragione risultano efficaci prodotti di contatto a base di zolfo, captano o dodina (vedere su quali colture sono autorizzati). È consigliabile associare questi prodotti con un sistemico come tebuconazolo perché così si aumenta l’efficacia della copertura. Per le colture a conduzione biologica si potrà usare proteinato di zolfo, polisolfuro di calcio o zolfo. Tutti i prodotti menzionati dovranno essere usati alle dosi indicate in etichetta e, nel caso di frutti ancora commercializzabili, rispettando i tempi di carenza.

È da sconsigliare l’uso del rame che, in questa fase, sulle ferite esposte della giovane vegetazione potrebbe avere effetti fitotossici, inducendo cascola dei frutti e filloptosi. Il rame, invece, dovrà necessariamente essere utilizzato su olivo per ridurre le infezioni da rogna batterica.

È da segnalare, infine, la possibilità di utilizzare prodotti non fitosanitari ma per la nutrizione vegetale che, distribuiti sulla vegetazione, con la cessione di micronutrienti possono aiutare la pianta a superare lo stress dell’evento grandinigeno e contribuire, con un’azione sui meccanismi di ossidazione, alla cicatrizzazione delle ferite.

E' possibile richiedere consigli sugli interventi da effettuarsi ai tecnici dell'ALSIA, scrivendo a urp@alsia.it

Michele Troiano