Fagioli rampicanti, in Basilicata completato il terzo anno di "selezione partecipata"

Insieme agli agricoltori, prosegue il percorso di miglioramento genetico avviato dall'ALSIA per questo interessante legume

semi di fagiolo rampicante

semi di fagiolo rampicante

Data : 17 February 2021

Una coltura deve essere “intelligente”: perché la diversità propria di un miscuglio, e in generale delle colture, è l’unica arma contro il cambiamento climatico. E’ quanto è emerso il 16 febbraio nel corso dell’evento organizzato dall’Agenzia in videoconferenza e diretta streaming per la valutazione della granella secca di fagioli rampicanti. Un evento che chiude il terzo anno di attività del progetto di miglioramento genetico del fagiolo rampicante attraverso la selezione partecipata, avviato dall’ALSIA nel 2017 con la collaborazione dei famosi genetisti Salvatore Ceccarelli e Stefania Grando. Entrambi collegati alla videoconferenza, i due esperti internazionali hanno introdotto i numerosi partecipanti alla valutazione della granella insieme a Domenico Cerbino, responsabile dell’Azienda dell'ALSIA “Pollino” di Rotonda (PZ). 

“Da alcuni anni – ha detto il direttore dell’ALSIA, Aniello Crescenzi, presentando i lavori dell’incontro del 16 febbraio – c’è una forte riscoperta dei legumi per l’alimentazione umana. E grande attenzione è rivolta proprio ai fagioli rampicanti, per i quali anche l’industria mostra interesse da quando il loro crescente utilizzo nelle zuppe ha risolto i problemi della tenuta della cottura”. La selezione fu avviata attraverso la coltivazione di 28 varietà antiche, quattro commerciali e sette miscugli, ed è unico nel suo genere in Italia per i legumi. “Il progetto di selezione partecipata – ha aggiunto Crescenzi - punta al miglioramento genetico dei fagioli rampicanti in Basilicata attraverso uno dei sistemi più pratici e moderni di tutela e valorizzazione delle agrobiodiversità. In tal modo dando risposte “locali” ai cambiamenti climatici, a vantaggio della sicurezza alimentare e della tutela dell’ambiente”.

Sono stati 60 i campioni di granella secca di fagiolo rampicante valutati nel corso dell’evento. Un evento “atipico”, senza dubbio, per l’impossibilità di organizzare l’attività in presenza a causa delle restrizioni legate alla emergenza sanitaria da covid-19. “Nonostante questo – ha commentato Salvatore Ceccarelli – trattandosi di un giudizio prettamente visivo, anche on‑line si possono ottenere risultati molto interessanti da questo processo. Con la valutazione della granella secca - ha sottolineato - si chiude per il terzo anno consecutivo il contributo prezioso degli agricoltori – proprio per questo parliamo di valutazione partecipata – al miglioramento genetico della coltura. Un contributo che si svolge in campo, con le valutazioni sui baccelli, e poi sulla granella secca. Le 2 valutazioni, insieme alle caratteristiche agronomiche delle piante, fanno parte della scheda di valutazione dei vari tipi di fagiolo”.

Il progetto dell’ALSIA per la selezione partecipata del fagiolo rampicante discende dal censimento realizzato dall’Agenzia su tutte le antiche varietà di fagiolo presenti prima nell’area Sud della Basilicata, e poi in tutta la regione. Delle varietà censite, l’Agenzia ha effettuato le caratterizzazioni morfologiche, fenologiche e genetiche. Il materiale raccolto è stato iscritto nel repertorio regionale delle varietà a rischio di estinzione, poi nell’anagrafe nazionale, e quindi custodito nella banca del germoplasma “Francesco Sassone” ubicata nella stessa Azienda “Pollino”. Tutto il lavoro ha trovato ampia descrizione nel numero 14 dei “Quaderni dell’ALSIA”, supplemento monografico di “Agrifoglio”, la rivista dell’ALSIA giunta al 17° anno di pubblicazione.

“Perché una coltura possa definirsi veramente intelligente - ha detto Stefania Grando - oltre che rispondere ai cambiamenti climatici, deve far bene anche a chi la produce e a chi la consuma. E con il fagiolo rampicante selezionato a Rotonda dall’Azienda “Pollino”, abbiamo tutte queste componenti. Con l'abbondante materiale vegetale raccolto – ha raccontato Grando – si sviluppò un’idea che ha avuto poi interessanti risvolti commerciali. Non parlavamo solo di linee pure, ma anche di miscugli, che potevano però avere un valore a parità di tempo cottura. Per ottenere questa necessaria informazione, si pensò di coinvolgere docenti e studenti dell’Istituto alberghiero di Maratea, la cui collaborazione fu veramente preziosa. Loro stessi cominciarono a mescolare i diversi tipi di fagioli, ottenendo miscugli diversi e provando diversi tempi di cottura, tanto che ora quei miscugli si affacciano anche al mercato”.

Con le varietà di fagiolo raccolte, grazie ai consigli preziosi di Ceccarelli e Grando, furono create nei terreni dell'Azienda "Pollino" 60 parcelle. Nell'evento del 16 febbraio, i due genetisti hanno quindi sottoposto agli altri intervenuti una scheda di valutazione per i 60 campioni di seme, con 4 possibili gradi di giudizio.

Grandi apprezzamenti da parte di tutti i partecipanti per il lavoro realizzato dall’Azienda “Pollino”. “Il lavoro fatto dall’ALSIA – ha detto Stefania Grando - è il modo vero per mettere la biodiversità nelle mani degli agricoltori: istituzioni e agricoltori insieme, così come virtuosamente si è realizzato in questi anni in Basilicata, rendono possibile il raggiungimento di obiettivi prestigiosi”. Della stessa idea Salvatore Ceccarelli: "Noi andiamo in giro per l’Italia – ha detto – e conosciamo il lavoro realizzato in tantissimi altri comprensori. Dico allora agli agricoltori lucani: siate fieri, perché in giro non ci sono molti altri casi così positivi come quelli che riesce ad attivare l’ALSIA insieme ai grandi protagonisti del territorio: gli agricoltori”.

CLICCA QUI e guarda il video integrale della selezione della granella secca (16 febbraio 2021).

Redazione

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