Con Innova.Luppolo il Crea studia gli usi alternativi alla produzione della birra

In Basilicata tre campi catalogo del progetto seguiti in collaborazione con l'Alsia

Data : 01 September 2020

Si chiama “Innova.Luppolo”  ed è il progetto con cui il Centro olivicoltura, frutticoltura e agrumicoltura di Roma del Crea sta lavorando alla sperimentazione di usi alternativi alla produzione di birra.

La coltivazione di luppolo, infatti, è ancora poco diffusa in Italia. Sono stimati circa 100 ettari che potenzialmente potrebbero prestarsi ad altri utilizzi.

In particolare il Crea ha focalizzato l’attenzione su un diverso impiego dei coni in modo che un'azienda agricola possa trovare, in futuro, con una filiera organizzata, una fonte integrativa di reddito. 

Tre dei campi catalogo del progetto sono in Basilicata e seguiti in collaborazione con l'Alsia. Altri due si trovano  uno in Abruzzo e uno in Friuli Venezia Giulia costituito. Alla valutazione del Crea da un punto di vista chimico, sia genetico, sia fenotipico  sono le accessioni spontanee che si stanno scoprendo con  un buon contenuto di sostanze bioattive.
In Basilicata si sta puntando sugli usi officinali del luppolo, un progetto che ha già incrociato l'interesse dell'industria.

Il  progetto “Innova.Luppolo” intende creare un database di luppoli autoctoni, catalogati in modo che siano chiare le attitudini di ciascuno, se più brassicole o più officinali, che sia di supporto ad un futuro programma di breeding.

Molto interessante anche l'utilizzo in ristorazione dei germogli di luppolo. Per quanto riguarda la normativa sulle piante officinali, il riferimento è il decreto legislativo n. 75 del 2018 che disciplina la coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali. Lo stesso provvedimento legislativo prevede l'istituzione di un elenco delle specie di piante officinali coltivate con diverse applicazioni, da usi alimentari a cosmetici, da usi farmaceutici a liquoristici, ecc. Il Crea ha proposto l'introduzione del luppolo in quell'elenco che però al momento è in attesa dell'approvazione da parte dei ministeri interessati per poi passare all'approvazione finale in Conferenza Stato Regioni.

M. Agata