Focus

Vivaisti lucani verso l'Europa, puntando su formazione e qualità del prodotto

Intervista a Vito Vitelli, direttore del Covil, il Consorzio Vivaisti Lucani
didascalia.

Vito Vitelli, direttore del Covil.

Data:17 Jul 2020

Per la difesa delle piante, norme europee sempre più stringenti anche per il comparto vivaistico. In Basilicata, la sfida si affronta con il costante monitoraggio sul territorio attraverso programmi di prevenzione che coinvolgano non solo gli operatori di settore, ma anche le istituzioni e l'Università.

"I  punti caldi per il comparto sono molti - conferma il direttore del Covil (Consorzio vivaisti lucani), Vito Vitelli. Nell'anno internazionale dedicato alla salute delle piante, è più che mai necessario creare un percorso comune che unisca tutte le realtà europee applicando norme in comune. Un impegno non semplice. Le linee di principio sono nobili e interessanti – spiega Vitelli – ma la loro applicazione diventa molto complicata, perchè richiede investimenti ai quali non tutti sono pronti. C'è poi da affrontare il fenomeno dei furbetti di turno, di coloro cioè che a volte riescono a farla franca senza rispettare le regole. Per questo è fondamentale che i controlli siano serrati,per evitare che il mercato si muova su condizioni inadeguate”.

I cambiamenti, d'altronde, hanno riguardato molti aspetti e richiesto un cambio di passo del settore. “Abbiamo vissuto una rivoluzione completa delle normative legate alla produzione del materiale – prosegue Vitelli - con maggiori controlli legati soprattutto alla tracciabilità e alla filiera, che viene ricostruita a partire dal seme, per proseguire poi con gli altri passaggi che vengono controllati prima di ottenere il riconoscimento necessario. Il tema centrale non deve essere la diffusione di un clima da polizia ma, al contrario, la collaborazione e la volontà di impegnarsi tenendo in considerazione un costo che non è fine a sé stesso, ma finalizzato a un prodotto più garantito. E questo – aggiunge – vuol dire compiere questo percorso insieme ai consumatori, nel nostro caso gli agricoltori,  che devono essere sempre più consapevoli e aiutarci a combattere la concorrenza sleale che passa a volte attraverso i mercatini rionali o gli angoli delle strade”.

E il vivaismo lucano non è esente da questo fenomeno che si è esteso a livello nazionale. “Questo riguarda tutti: anche qui, se c'è chi vende le piante di ulivo sotto banco, nessuno può escludere ad esempio che in futuro la Xylella possa arrivare da noi, visto che ha già raggiunto l'area tarantina. In questo senso i servizi fitosanitari sono fondamentali per tutelarci in modo regolare e affidabile”.

L'acquisto di materiale non garantito e con una filiera incerta, per questo, non contribuisce a mantenere alta la qualità. "Il rafforzamento dei servizi del Consorzio, grazie ai suoi tecnici, è uno strumento che si sta confermando fondamentale - aggiunge ancora Vitelli. Anche per i vivaisti il lockdown imposto dall'emergenza covid-19 non ha aiutato, ma sembra che finalmente il peggio sia passato. Abbiamo risentito molto dei problemi legati alla logistica, in particolare nel periodo di chiusura totale – chiarisce Vitelli – e siamo rimasti completamente fermi. Ma almeno da un mese possiamo finalmente parlare di un ritorno verso la normalità sul mercato nazionale che, per quanto ci riguarda, si muove nelle regioni del centro-sud, dal Lazio alla Sicilia, alla Puglia e  Sardegna. Non si tratta di un sistema legato solo alle piante ma anche al lavoro dei nostri tecnici, alle metodologie innovative per prodotti di qualità che aiutano il settore a migliorare. Accompagniamo gli agricoltori in un percorso di formazione che non trascura nessun aspetto, e mira a fare in modo che le piccole realtà agricole comincino a ragionare come aziende”.

Galleria immagini

×

Agrifoglio n. 97 -  

Temi
SeDI
Autori
Antonella Ciervo

Fpa srl