Regione Basilicata, Emilia Piemontese alla Direzione del Dipartimento Politiche agricole, alimentari e forestali

"Rafforzare la competitività delle aziende e nascita di start-up di giovani imprenditori, con un occhio all’ambiente"
didascalia.

Emilia Piemontese.

Data:08 Nov 2021

È la più giovane tra i nuovi direttori generali dei Dipartimenti nominati nello scorso ottobre dal Presidente della Regione Vito Bardi, ed è la seconda donna a ricoprire la carica di direttore generale del Dipartimento regionale Politiche agricole e Forestali. Emilia Piemontese ha preso servizio lo scorso due novembre al vertice amministrativo della struttura che governa il settore primario lucano.

Nata ad Andria, vive a Potenza. Laureata con lode in Scienze politiche all’Università di Bari, ha frequentato la Scuola superiore dell’Amministrazione dell’Interno ed ha all’attivo diversi master in management pubblico. Pratica, disponibile all’ascolto e ottimista, già comandante del Corpo di polizia provinciale della Provincia di Potenza, da dirigente regionale ha guidato vari Uffici occupandosi dapprima di ambiente e poi di agricoltura. Andiamo a conoscerla meglio. e soprattutto andiamo a comprendere le sue idee sul settore primario e sull’interazione con l’ambiente e le priorità che intende affrontare nell’immediato futuro. 

Come ha preso la notizia di questo nuovo importante incarico ai vertici del Dipartimento Politiche agricole e Forestali?

“Ricevere l’incarico di direttore generale della Direzione per le Politiche agricole, Alimentari e Forestali dal presidente Bardi è stata la conferma di un atto di fiducia nei miei confronti da parte dell’Amministrazione regionale. Una nomina che ho accettato con orgoglio e a cui ho risposto immediatamente confermando la mia piena disponibilità nel ricoprire questo ruolo di particolare prestigio, soprattutto a fronte della consapevolezza di quanto oggi l’agricoltura pesi in termini di valore aggiunto sull’economia della Regione”.

Prima di iniziare il suo rapporto di lavoro in Regione lei ha rivestito ruoli di responsabilità in altri enti sul territorio occupandosi comunque sempre di tematiche agro-ambientali.

“Sì, prima dell’attuale nomina avevo già ricoperto particolari ruoli di responsabilità in altre amministrazioni. Nel 2002 presso la Provincia di Potenza come comandante della Polizia provinciale occupandomi di Polizia Giudiziaria, Ittico-venatoria e di reati ambientali, oltre che di tutela del territorio. A partire dal 2015 ho invece iniziato a ricoprire ruoli da dirigente nella Regione Basilicata al Dipartimento Ambiente, occupandomi delle complesse vicende riguardanti le estrazioni petrolifere e le autorizzazioni in tema ambientale e dopo al Dipartimento Politiche agricole (negli Uffici Ueca/Ufficio erogazioni comunitarie in agricoltura e Zootecnia, ndr). In ogni caso ambiente e territorio hanno rappresentato il fil rouge del mio percorso lavorativo e in qualche modo continueranno ad esserlo in quanto settori trasversali della nostra economia e direttamente collegati con le politiche rurali della regione, che sempre più parlano di sostenibilità ambientale, di gestione sostenibile del suolo, di tutela delle biodiversità e di riduzione di impatti negativi in termini di emissioni e immissioni nell’ambiente.

Tutti problemi da affrontare in modo improrogabile, come ribadito dapprima al vertice dei capi di Stato e di governo del G20 svolto a fine ottobre a Roma e poi nella Conferenza Onu sul clima tenuta a novembre a Glasgow in Scozia.

“Assolutamente improrogabili! Non dimentichiamo, tra l’altro, l’importante sfida cui siamo chiamati dal Green Deal (Patto verde europeo, ndr), il Piano d’azione predisposto dall’Europa che ci invita responsabilmente ad affrontare i temi dell'uso efficiente delle risorse passando a un'economia pulita e circolare, ripristinando la biodiversità e avendo come obiettivo quello, molto ambizioso, di destinare almeno il 25% del totale dei terreni agricoli all'agricoltura biologica entro il 2030”.

Torniamo alla Basilicata. Come vede il settore primario, e nel suo nuovo percorso alla Direzione del Dipartimento quali sono le priorità che pensa di seguire?

“Sicuramente quelli sopra citati saranno alcuni degli obiettivi che, con l’assessore Fanelli, ci vedranno impegnati. Occorre perseguire la strategia della biodiversità e peraltro promuovere la strategia Dal produttore al consumatore (farm to fork), accompagnando lo sviluppo delle filiere, dalle tradizionali alle più recenti. Altro obiettivo sarà il recupero del patrimonio identitario della ruralità lucana a partire dai percorsi della transumanza. Tutto ciò sarà finalizzato a rafforzare la competitività delle nostre aziende sui mercati e ad accompagnare la nascita di start-up di giovani imprenditori nei vari comparti agricoli. In tale quadro attenzione sarà dedicata agli Istituti a indirizzo agrario del nostro territorio per sensibilizzare e coinvolgere le nuove generazioni di tecnici e imprenditori agricoli”. 

Qual è il rapporto tra il Dipartimento e l’utenza? Come eventualmente ritiene possa essere migliorato?

“Ormai da tempo il Dipartimento, oggi Direzione Generale per le Politiche agricole, Alimentari e Forestali, opera in stretta sinergia con tutte le Organizzazioni professionali agricole attraverso un dialogo costante rafforzato dai Tavoli verdi organizzati proprio per facilitare la piena condivisione delle strategie, delle scelte e degli investimenti in agricoltura. Al contempo il Dipartimento ha costruito negli anni un rapporto sinergico direttamente con il tessuto produttivo, attraverso incontri mirati per singola filiera. Il mio impegno sarà quello di continuare con una forte azione di ascolto sul territorio, consapevole della necessità di un rapporto costante con le singole aziende finalizzato a calibrare al meglio, individuando le specifiche esigenze, le azioni di sostegno oltre che di promozione che andremo a realizzare. Inoltre, rafforzeremo anche le azioni di informazione e sensibilizzazione ai nuovi bandi del Programma di sviluppo rurale attraverso momenti mirati di divulgazione”.

Relativamente alle strutture dipartimentali e alle procedure pensa a dei cambiamenti, per esempio una digitalizzazione tesa allo snellimento delle procedure, visto che con la pandemia tali criteri sono stati ulteriormente sviluppati?

“Già da tempo in agricoltura la digitalizzazione delle procedure ha rappresentato un importante passo in avanti, permettendo una rilevante riduzione dei tempi delle istruttorie. Penso ovviamente al Siarb/Sistema informatico agricolo della Regione Basilicata e alle nuove funzionalità del Sian/Sistema informativo agricolo nazionale, che hanno permesso di gestire in modo strutturato e tracciabile le procedure ponendosi anche quale strumento di controllo per ridurre i rischi di frodi. Si continuerà a lavorare in tale senso per portare a termine la piena funzionalità dei sistemi già adottati”.

Infine una domanda sull’ALSIA. Quale ruolo immagina per l’Agenzia? Seguiterà a occuparsi delle stesse attività?

“L’Alsia è da sempre considerato un braccio operativo del Dipartimento e sicuramente continuerà ad occuparsi di quanto ha già fatto negli anni, con un occhio particolare alla ricerca e ai sistemi agroalimentari. Quello che si auspica è il potenziamento delle attività e delle azioni sino ad oggi implementate in un’ottica di condivisione finalizzata anche ad una più armonica e comune azione di divulgazione dei risultati”.

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Autori
Filippo  Radogna

Dipartimento Politiche agricole e Forestali - Regione Basilicata

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