Focus

La protezione delle piante, oggi e domani

Il contributo dell'AIPP (Associazione Italiana per la Protezione delle Piante) alla corretta informazione degli addetti
didascalia.

Cimice asiatica su pero.

Data:23 Jul 2020

La protezione delle piante dalle avversità (malattie, fitofagi, stress abiotici) rappresenta sempre più argomento di dibattito a livello nazionale ed internazionale, in quanto i suoi effetti possono avere importanti risvolti tecnici, economici e sociali. Si pensi a quanto sta accadendo in Salento per la terribile epidemia di Xylella fastidiosa, che sta decimando il patrimonio olivicolo, e quanto stiamo osservando in alcune regioni dell’Italia settentrionale per gli attacchi a fruttiferi ed ortive di cimice asiatica, che potrebbe diventare un problema anche per l’Italia meridionale. Questi elementi “locali” si intrecciano con una situazione europea ed internazionale più ampia e controversa che da una parte prevede, fra le altre misure, una riduzione entro il 2030 del 50% dell’uso e del rischio degli agrofarmaci (con l’European Green Deal nella strategia dedicata all’agroalimentare “from farm to fork”), mentre dall’altra, uno degli obiettivi prioritari delle Nazioni Unite consiste nella riduzione della fame nel mondo (Obiettivo prioritario n. 2 ZeroHunger fra i Sustainable Development Goals) ed il dimezzamento delle perdite e degli sprechi di prodotti alimentari, sempre per il 2030.

È noto che circa un terzo, e talvolta anche più, di quanto prodotto viene perso nella catena cha va dal campo alla tavola (from farm to fork) e buona parte di tali perdite avvengono a causa di avversità delle piante, sia in campo, sia in postraccolta, settore nel quale la fanno da padrone i diversi agenti di marciumi, in primis muffa grigia, seguita da moliniosi e Penicillia.

Cosa può fare il settore della protezione delle piante in questo contesto? Ci troviamo nel 2020, che è stato dichiarato dalla FAO e dall’ONU “Anno Internazionale per la Salute delle Piante” (International Year of Plant Health, IYPH2020), per sottolineare quanto la protezione delle piante sia importante per la sopravvivenza dell’intero pianeta, ed in particolare per le forme di vita più aggressive verso le altre, costituite da noi umani. Paradossalmente, proprio questo inizio d’anno ha visto la scomparsa di due figure “mitologiche” per la protezione delle piante. A gennaio ci ha lasciati il professor Giovanni Paolo Martelli, virologo di fama internazionale che, fra le tante altre cose, ha diretto per un trentennio il consesso che si occupa di malattie da virus e organismi virus simili della vite (International Council for the Study of Virus and Virus-like Diseases of the Grapevine, ICVG) e che non ha disdegnato, nella sua carriera, lo studio in una fase iniziale di malattie fungine, nel mezzo di fitofagi vettori di virus, e in coda, vedendo un campione di olivi con sintomi che allarmavano da mesi una serie di addetti ai lavori, ha detto “chissà che non si possa trattare di Xylella fastidiosa”. La seconda figura tanto cara agli addetti alla protezione delle piante è quella del dottor Giuseppe Laccone, che per decenni abbiamo atteso per apprendere, nella consueta trasmissione televisiva, gli aggiornamenti nella gestione di avversità che affliggevano, o potevano affliggere nel prossimo futuro, le nostre colture.

Come dice il dottore, e ancor più il dottore delle piante, “prevenire è meglio che curare”. Pertanto, l’addetto di oggi, e ancor più quello di domani, alla protezione delle piante, deve avere un quadro più ampio possibile delle diverse strategie disponibili, sia per la protezione in agricoltura integrata, sia per quella in agricoltura biologica. L’AIPP (Associazione Italiana per la Protezione delle Piante) può fare il possibile, di concerto con le altre strutture e associazioni coinvolte nella protezione delle piante (e fra queste lasciatemi citare l’ARPTRA e la SOI), per creare occasioni di incontro e dibattito, possibilmente libero da interessi e pregiudizi corporativi, far circolare informazioni corrette, e coinvolgere i diversi attori (docenti, ricercatori, tecnici di Enti pubblici, società private e liberi professionisti, ispettori fitosanitari, consulenti, studenti) in un processo virtuoso che porti ad un continuo miglioramento della sostenibilità economica e sociale delle produzioni agricole.

Qualche piccolo passo è stato fatto, a partire dallo scorso aprile, con l’avvio di una serie di webinar sulla protezione delle piante, chiamati WebinarAIPP, su argomenti di interesse dei Soci, ed i riscontri che si sono avuti con quelli sui vitigni resistenti alle malattie, sui modelli previsionali, sulla Huanglongbing e sulle tignole della vite sono stati positivi, anche a giudicare dalla partecipazione al dibattito durante gli incontri e dalle visualizzazioni dei video sul canale YouTube di AIPP. Inoltre, AIPP ha patrocinato altri webinars sulla protezione in biologico o su Xylella fastidiosa, che hanno riscosso un certo interesse. Ad ogni modo, se le attività non si comunicano al meglio, queste possono restare appannaggio di pochi. Un grande lavoro è stato svolto per la pagina Facebook di AIPP, che ha visto un incremento esponenziale degli iscritti, con i suoi numerosi gruppi tematici, che diffonde le informazioni ad un pubblico sempre più ampio, coadiuvati da un account twitter e da un neonato profilo Instagram, sul quale potranno trovare informazioni i Soci e i non (ancora) Soci. L’integrazione delle diverse competenze necessarie alla protezione delle piante potrà fornire agli addetti ai lavori e ai giovani in formazione strumenti idonei allo svolgimento dell’attività lavorativa ed un network informativo attraverso il quale si potranno acquisire conoscenze aggiornate, per un’agricoltura che fornisca frutti sempre più buoni lasciando un’impronta sempre più leggera.

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Agrifoglio n. 97 -  

Temi
SeDI
Autori
Gianfranco  Romanazzi

Presidente dell’Associazione Italiana per la Protezione delle Piante (AIPP)