Focus

Il nuovo regime fitosanitario dell'UE

Maggiore protezione delle attività agricole e forestali europee, impedendo l'ingresso e la diffusione di organismi nocivi extraeuropei
didascalia.

Vivaio in struttura serricola. Il "nuovo regime fitosanitario", tra le altre cose, introduce sostanziali novità in questo comparto.

Data:29 Jul 2020

Gli intensi rapporti economici che hanno portato alla globalizzazione dei mercati hanno incrementato in modo esponenziale il rischio di esportare in nuovi territori temibili organismi nocivi precedentemente confinati dall’isolamento geografico dei continenti o dalle barriere naturali.

L’introduzione e diffusione in nuovi areali di organismi nocivi alla salute delle piante minaccia la diversità biologica del nuovo ambiente dato che spesso questi organismi sono in grado di diffondersi rapidamente, alterando l’ambiente e competendo con le specie locali, compromettendo gravemente la salute delle piante, oltre ad avere, come conseguenza della loro presenza, gravi impatti economici e sociali.

Al fine di sensibilizzare il mondo sui crescenti rischi a cui è esposta la salute delle piante nel dicembre 2018, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che ha dichiarato il 2020 Anno internazionale della salute delle piante (IYPH). Proteggere le piante da parassiti e malattie rappresenta un investimento oculato: è infatti molto più conveniente prevenire le emergenze fitosanitarie che fronteggiarle.

I parassiti e le malattie delle piante sono spesso impossibili da eradicare e per tale motivo la prevenzione è fondamentale per evitare l'impatto devastante che questi hanno sui mezzi di sussistenza e sulla sicurezza alimentare. Tutti noi, in diversa proporzione, dobbiamo quindi pensare che abbiamo un ruolo da protagonisti per la tutela della salute delle piante.

In concomitanza con l’anno internazionale perla salute delle piante, il 2020 rappresenta anche l’anno in cui trova piena applicazione il nuovo regime fitosanitario della UE, entrato in vigore ufficialmente il 14 dicembre 2019. In linea con quanto precedentemente esposto, la Commissione Europea considera il fattore fitosanitario di cruciale importanza per un'agricoltura, un'orticoltura ed una silvicoltura sostenibili e competitive.

Per ottenere colture redditizie e garantire occupazione, innovazione e sicurezza alimentare servono sementi sane e materiale di moltiplicazione sano. Proteggere la sanità delle piante è essenziale per preservare il patrimonio forestale, paesaggistico e le aree verdi pubbliche e private nell'Unione. La sanità delle piante è importante anche ai fini della tutela della biodiversità e dei servizi ecosistemici.

A Supporto di quanto esposto, una indagine condotta dalla Commissione ha evidenziato come l’analisi costi-benefici per gli investimenti in un sistema fitosanitario forte ed efficiente risulterebbe di 1:500. In altre parole, ogni euro investito per la prevenzione ne fa risparmiare 500 che verrebbero spesi per l’applicazione delle misure fitosanitarie.

Anche per il territorio della UE, al pari del resto del mondo, gli organismi nocivi provenienti da altri continenti sono particolarmente pericolosi e gli impatti economici, sociali ed ambientali risultano insostenibili. L’insediamento di parassiti e patogeni delle piante da quarantena determina infatti:

  • perdite quantitative e qualitative del raccolto;
  • costi aggiuntivi delle misure di controllo;
  • costi aggiuntivi di raccolto e selezione;
  • costi di reimpianto;
  • perdite dovute alla necessità di coltivare piante sostitutive;
  • effetti sulle pratiche di produzione esistenti;
  • effetti su altre piante ospiti nel luogo di produzione;
  • effetti sull'insediamento, sulla diffusione e sull'impatto di altri organismi nocivi, dovuti alla capacità dell'organismo nocivo in questione di agire da vettore per altri organismi nocivi;
  • effetti sui costi di produzione o sulle domande di mezzi di produzione, compresi costi di controllo e costi di eradicazione e contenimento;
  • effetti sui profitti dei produttori, risultanti dalle modifiche dei costi di produzione, delle rese o dei livelli di prezzo;
  • modifiche della domanda dei consumatori nazionali o esteri di un determinato prodotto, risultanti da modifiche della qualità;
  • effetti sui mercati nazionali e di esportazione e prezzi pagati;
  • effetti sull'occupazione.

Pertanto, il nuovo regime fitosanitario della UE intende proteggere le attività agricole e forestali europee impedendo l'ingresso e la diffusione di organismi nocivi extraeuropei e rappresenta uno strumento indispensabile per proteggere la salute, l'economia e la competitività del settore della produzione vegetale dell'UE, nonché per sostenere la politica di apertura degli scambi commerciali dell'Unione.

Il precedente quadro normativo, alla base del quale vi era la Direttiva 2000/29/CE, dalla sua creazione nel 1977 ha protetto solo in parte l'Unione dall'introduzione e dalla diffusione di molti organismi nocivi, ed è pertanto stato oggetto di critiche, in quanto considerato non più funzionale a prevenire il crescente afflusso di nuovi parassiti e patogeni delle piante.

Le principali critiche hanno riguardato:

  • l'insufficiente attenzione riservata alla prevenzione in relazione all'aumento delle importazioni di merci ad alto rischio;
  • la necessità di rendere prioritari gli organismi nocivi a livello dell'UE;
  • la necessità di strumenti migliori per il controllo della presenza e della diffusione naturale degli organismi nocivi qualora essi raggiungano il territorio dell'Unione;
  • la necessità di ammodernare e aggiornare gli strumenti riguardanti gli spostamenti intra-UE (passaporti delle piante e zone protette);
  • la necessità di reperire risorse aggiuntive.

Parallelamente, nell’ultimo decennio le gravi infestazioni che hanno colpito il settore primario, favorite dai cambiamenti climatici che consentono ad alcuni organismi nocivi di sopravvivere in Europa mentre ciò prima non era possibile, hanno contribuito a rendere consapevoli la società e la politica in merito ai costi e agli impatti di una protezione inadeguata.

Al fine di rendere più efficace l’attività fitosanitaria è stato quindi emanato il Regolamento (UE) 2016/2031 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2016 relativo alle misure di protezione contro gli organismi nocivi per le piante, che sostituisce e abroga la direttiva 2000/29/CE.

Il nuovo Regolamento stabilisce le norme per determinare i rischi fitosanitari rappresentati da qualsiasi specie, ceppo o biotipo di agenti patogeni, animali o piante parassite dannosi per le piante o i prodotti vegetali e le misure per ridurre tali rischi a un livello accettabile. Il Regolamento (UE) 2016/2031 non comprende le disposizioni relative ai controlli ufficiali effettuati dalle autorità competenti per verificare se gli operatori professionali rispettano la legislazione fitosanitaria.

I controlli sono ora trattati esclusivamente dal Regolamento (UE) 2017/625 del 15 marzo 2017 relativo ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali che sostituisce il Regolamento (CE) n. 882/2004 equiparando il sistema dei controlli per la salute delle piante a quelli della salute umana e animale.

Il Regolamento (UE) 2016/2031, diversamente dalla direttiva 2000/29/CE, non prevede inoltre disposizioni relative alle spese che possono beneficiare del contributo finanziario dell'Unione. Tali disposizioni sono contenute nel Regolamento (UE) N. 2014/652 del 15 maggio 2014 che fissa le disposizioni per la gestione delle spese relative alla filiera alimentare, alla salute e al benessere degli animali, alla sanità delle piante e al materiale riproduttivo vegetale.

Infine, il Regolamento (UE) 2016/2031 è complementare al Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive emanato nell'ambito della strategia sulla biodiversità dell'UE.

I quattro regolamenti sono a loro volta implementati da specifici Regolamenti di Esecuzione che ne contestualizzano l’applicazione.

Alla luce di quanto esposto risulta quindi appropriato parlare di “nuovo regime fitosanitario” derivante dall’applicazione di una molteplicità di Regolamenti che, in modo differente ma complementare, contribuiscono a definire e realizzare le attività fitosanitarie.

Numerose sono le novità introdotte dal nuovo quadro normativo, tra le principali ricordiamo:

  • la riclassificazione degli organismi nocivi da quarantena in organismi nocivi da quarantena rilevanti per la Ue e organismi nocivi da quarantena prioritari per la UE;
  • l’individuazione degli organismi nocivi regolamentati non da quarantena;
  • la programmazione di piani di indagini pluriennali;
  • la definizione dei piani di emergenza e dei piani di azione per gli organismi nocivi da quarantena prioritari per la UE;
  • la ridefinizione di operatore professionale ed utilizzatore finale;
  • l’obbligo di comunicare i rischi e le emergenze fitosanitarie agli operatori professionali ed ai cittadini;
  • la responsabilità nella gestione degli organismi nocivi da parte degli operatorii professionali;
  • l’istituzione del Registro ufficiale degli Operatori professionali;
  • la revisione delle modalità di emissione del passaporto delle piante;
  • l’introduzione della tracciabilità e la redazione di piani di gestione del rischio per gli operatori professionali.

Tra gli aspetti innovativi citati si sottolinea come i nuovo regime fitosanitari comunitario attribuisca un ruolo strategico agli operatori professionali nella prevenzione della diffusione degli organismi nocivi. Un approccio totalmente innovativo prevede infatti che l’operatore professionale al quale sono fornite piante e prodotti vegetali, ai quali si applicano misure per ONQ rilevanti UE, registri i dati che gli consentono di identificare il fornitore di ogni unità di vendita di pianta ricevuta. Analogamente  un operatore professionale che fornisce piante e prodotti vegetali, ai quali si applicano misure per ONQ rilevanti UE, registra i dati che gli consentono di identificare il destinatario di ogni unità di vendita di pianta movimentata. Gli operatori professionali inoltre istituiscono sistemi o procedure di tracciabilità atti a consentire l'identificazione degli spostamenti delle piante e dei prodotti vegetali all'interno e tra i loro siti.

In conclusione, si può affermare che il nuovo quadro normativo è moderno, in linea con gli standard internazionali, ed apparentemente funzionale al raggiungimento degli obiettivi che si prefigge contribuendo alla realizzazione della strategia “One Health”, basata sul riconoscimento che la salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema sono legate indissolubilmente.

La grande trasformazione della materia fitosanitaria avvenuta con l’emanazione del Reg. UE 2016/2031 ha determinato una nuova visione ed un nuovo approccio da parte degli Stati Membri nella gestione del sistema fitosanitario. In tale contesto anche a livello nazionale in Italia è prossima l’emanazione di un nuovo Decreto Legislativo che andrà a sostituire il 214/2005 per contestualizzare sul nostro territorio i contenuti del nuovo regime.

Tra gli aspetti innovativi introdotti dalla nuova norma nazionale, particolare rilievo assume l’attribuzione del potere deliberativo agli atti emanati dal Comitato fitosanitario nazionale e un nuovo modello di gestione delle emergenze fitosanitarie con l’istituzione del Segretariato per le emergenze fitosanitarie e delle Unità territoriali per le emergenze fitosanitarie. Sarà prevista inoltre, nel caso di rinvenimento di organismi nocivi particolarmente impattanti, la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza fitosanitaria straordinaria di rilievo nazionale.

L’auspicio è che l’iter legislativo del nuovo Decreto Legislativo sia veloce e confermi l’impostazione della nuova norma che permetterà di valorizzare e rendere più efficacie il ruolo e le azioni del Servizio fitosanitario nazionale.

Parallelamente alla nuova norma è comunque necessario provvedere ad un reale potenziamento del Sistema fitosanitario, cronicamente carente di personale, e contemporaneamente lavorare per accrescere nel nostro paese la “cultura fitosanitaria”. E’ necessario che sempre più venga riconosciuto il ruolo fondamentale che la materia fitosanitaria riveste per la tutela della salute delle piante, ma soprattutto come strumento irrinunciabile a sostegno delle imprese italiane e della loro competitività sui mercati internazionali.

Agrifoglio n. 97 -  

Temi
SeDI
Autori
Beniamino  Cavagna

Servizio Fitosanitario, Regione Lombardia