Il controllo precoce delle crittogame dell'olivo

E' in primavera che alcuni funghi colonizzano la vegetazione con infezioni latenti
didascalia.

Olive "mummificate" dall'infezione di lebbra.

Data:26 Apr 2020

In questo periodo potrebbero evidenziarsi i nuovi attacchi degli scolitidi (Phloeotribus scarabeoides, Hylesinus oleiperda) dell’olivo che, scavando gallerie, producono cumuletti di rosura sui rami, in corrispondenza dei fori di penetrazione che spesso sono all’ascella dei rami. Questi coleotteri generalmente attaccano piante debilitate ma stiamo osservando una recrudescenza del problema, soprattutto negli oliveti fitti (superintensivi) dove probabilmente le concimazioni e le irrigazioni più spinte predispongono a queste infestazioni. E’ da considerare che gli interventi diretti (trattamenti insetticidi) contro gli scolitidi sono di scarsa efficacia e, pertanto, non consigliabili, mentre è importante rimuovere le cause predisponenti, come gli stress idrici o la presenza di rami secchi e depositi di legna di potatura.

Negli oliveti in cui nello scorso anno sono stati osservati attacchi diffusi di occhio di pavone (Spilocaea oleaginea), di piombatura (Mycocentrospora cladosporoides) o di lebbra (Gleosporium olivarum, G. clavatum), prima della fioritura andrà effettuato un trattamento specifico per proteggere la nuova vegetazione, devitalizzando la carica di inoculo localizzata sulle foglie e i rametti infetti o sulle drupe mummificate. I prodotti a base di rame sono ad ampio spettro e quindi attivi anche su altre malattie tra cui la rogna batterica. Il rame agevola la caduta delle foglie infette, soprattutto di quelle colpite da spilocea, più sensibili alla fitotossicità dello ione metallico il quale penetra più facilmente nel mesofillo fogliare attraverso le lesioni della cuticola provocate dal fungo. In alternativa ai composti rameici è sempre possibile l’uso della dodina o del mancozeb i quali non hanno effetti fitotossici e possono essere applicata anche a ridosso della fioritura sia per proteggere la nuova vegetazione che per devitalizzare i conidi ancora presenti. Contro la spilocea dell’olivo è registrata una miscela a base di tebuconazolo e trifloxystrobin attiva anche contro gli agenti fungini responsabili della lebbra.

Come evidenziato da sperimentazioni condotte in Puglia, per abbattere la carica di inoculo negli oliveti attaccati da lebbra, più che i trattamenti invernali, sono utili quelli contro le infezioni latenti primaverili. In primavera, infatti, il fungo colonizza i residui fogliari, le olivine, i teneri rametti e le foglie e si mantiene in forma di micelio fino alle prime piogge autunnali, quando differenzia i conidi e diffonde l’infezione sulle drupe. E’ questo, pertanto, il periodo migliore per intervenire.

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Temi
SeDI
Autori
Arturo Caponero

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