Focus

Basilicata, apicoltura in crescita negli ultimi 5 anni

Trend positivo anche per i programmi della Regione per il sostegno alle imprese e la professionalizzazione degli addetti
didascalia.

Arnie su prato fiorito.

Data:05 Apr 2022

Il settore dell’apicoltura rappresenta oggi più che nel passato un volano di sviluppo per l’imprenditoria agricola e agroalimentare del territorio, capace di conciliare economia e sviluppo sostenibile. Rappresenta una realtà produttiva in costante espansione che interessa tutto il territorio regionale, seppure con specifiche caratteristiche che riflettono differenti condizioni ambientali e sociali e che si concretizzano nel differente livello professionale degli operatori.

Parlare di consistenza dell’apicoltura risulta importante per capire il settore, le potenzialità e le modalità di gestione di tale attività. Fino al 2014, i dati sulla consistenza del patrimonio apistico venivano desunti principalmente dai censimenti annuali che gli apicoltori erano tenuti a comunicare alle Aziende Sanitarie Locali. Con l’approvazione del Manuale operativo per la gestione dell’anagrafe apistica (D.M. 11/08/2014), dal 2015 è stata resa obbligatoria, con procedura informatizzata, la denuncia e la registrazione degli apicoltori e degli allevamenti apistici in Banca Dati Apistica (BDA) effettuata direttamente dagli interessati o da loro delegati.

Le principali finalità dell’anagrafe apistica nazionale sono:

  • tutela economico-sanitaria e valorizzazione del patrimonio apistico;
  • supporto nella trasmissione di informazioni, a tutela del consumatore, sul miele e degli altri prodotti dell’alveare;
  • miglioramento delle conoscenze del settore apistico sotto il profilo produttivo e sanitario, anche in riferimento alle politiche di sostegno e alla predisposizione di piani di profilassi e di controllo sanitario;
  • registrazione delle aziende e degli apicoltori.

Dall’analisi dei dati estrapolati dalla BDA si evidenzia una crescita considerevole delle potenzialità del settore con un incremento in numero sia di alveari che di apiari di oltre il 50% negli ultimi 5 anni. In Fig. 1, infatti, vengono messi a confronto il numero degli apicoltori, degli apiari e degli alveari per il quinquennio 2017-2021, da cui è possibile notare un trend crescente sia degli apiari che degli alveari, mentre per il numero degli apicoltori in attività l’andamento risulta essere costantemente in decrescita per l’intero periodo considerato.

Figura 1. Trend quinquennale (2017-2021) per la Basilicata del numero di apicoltori, alveari e apiari e ipotesi di andamento per il 2022. (Fonte: Ministero della Salute – Sistema Informativo Veterinario - Banca dati apistica 2017-2021. Elaborazione propria dell’immagine)


Con oltre 500 apicoltori e un numero di alveari vicino a 20.500, l’apicoltura in Basilicata dimostra un aumento di professionalità, nonostante il calo numerico degli apicoltori, sia in termini di quantità prodotta, sia sul piano della qualità/identità raggiunta per i diversi tipi di miele e per l’importanza del comparto nel contesto agro-economico. Oltre 1.300 (censimento 2021) sono gli apiari aperti su tutto il territorio regionale, condotti al 50% con metodo di allevamento nomade, distribuiti con densità diverse dovute sia all’altimetria del territorio sia alla presenza di specie mellifere e nettarifere che contraddistinguono le svariate tipologie di miele lucano identificabili in circa 15 varietà tra cui 6 mieli rari e non ricorrenti. 

Per avere un’idea generale del comparto, in Fig. 2 sono riportati alcuni dati riepilogativi relativi al patrimonio apistico regionale estratti sempre dalla BDA in cui sono distinti le categorie di apicoltori e i metodi di allevamento.

Figura 2 – Rappresentazione della consistenza degli alveari in Basilicata tenendo conto della categoria di apicoltori e del metodo di allevamento. (Fonte: Ministero della Salute – Sistema Informativo Veterinario - Banca dati apistica, dati aggiornati al 2021. Elaborazione propria dell’immagine)

  

Dal diagramma a torta, che esprime la consistenza percentuale delle categorie di apicoltori, emerge che l’83 % degli alveari totali sono condotti da apicoltori professionisti, questo costituisce l’elemento fondamentale che ha determinato l’aumento della produzione, sia pure con oscillazioni importanti soprattutto negli ultimi anni a seguito delle condizioni climatiche avverse.

Analizzando sempre gli stessi dati, la categoria degli apicoltori si presenta piuttosto disomogenea, caratterizzata da un livello professionale estremamente variabile. A dimostrazione di ciò, nella Fig. 3 viene riportata la distribuzione degli apicoltori in base al numero di alveari dichiarati in BDA.

Figura 3 – Distribuzione degli apicoltori per numero di alveari in Basilicata al fine di inquadrare le tre categorie di apicoltori: hobbisti, semiprofessionisti, professionisti. (Fonte: Ministero della Salute – Sistema Informativo Veterinario - Banca dati apistica dati aggiornati al 2021. Elaborazione propria dell’immagine)

 

Tale categorizzazione così rappresentata, “presuppone” l’individuazione di tre categorie professionali avanzando una prima distinzione tra hobbisti, semiprofessionisti e professionisti, anche se non è ancora netta la correlazione tra categorie di apicoltori e numero di alveari posseduti. Gli hobbisti (quelli che detengono da 1 a 10 alveari) da un’analisi dei dati spaziali sono distribuiti generalmente su tutto il territorio regionale ma con maggiore concentrazione nella provincia di Matera, mentre quella dei semiprofessionisti e dei professionisti, ovvero apicoltori che detengono più 10 alveari, oltre ad essere presenti in maniera uniforme su tutto il territorio regionale, risultano in costante crescita soprattutto nella provincia di Potenza (Fig. 4).

Figura 4. Rappresentazione delle categoria di apicoltori per sede legale tra le due province lucane. (Fonte: Ministero della Salute – Sistema Informativo Veterinario - Banca dati apistica dati aggiornati al 2021. Elaborazione propria dell’immagine)

   

La fotografia che ne risulta dai dati della BDA permette di affermare che nella regione Basilicata: 

  • l’attività apistica è estremamente diffusa sul territorio regionale risultando strettamente legata alle produzioni agricole ed alla presenza di vegetazione spontanee;
  • la tipologia professionale prevalente in regione risulta essere di apicoltori professionisti con piccole differenze percentuali tra le due province come rappresentato in Fig. 4;
  • l’attività apistica evidenzia negli ultimi anni un trend di crescita positivo;
  • risulta di poco prevalente l’attività di nomadismo rispetto a quello stanziale rispettivamente il 51% e 49% (Fig. 2);
  • la conduzione di alveari con sistema biologico appare poco presente, rappresentando circa il 10% degli apicoltori (Fig. 5).

 

Figura 5. Rappresentazione delle categoria di apicoltori biologici e convenzionali. (Fonte: Ministero della Salute – Sistema Informativo Veterinario - Banca dati apistica dati aggiornati al 2021. Elaborazione propria dell’immagine)


Questi elementi di conoscenza si rivelano molto interessanti al fine di comprendere le dinamiche di gestione del settore sia dal punto di vista produttivo che ambientale ed ecologico.

L’uniforme distribuzione degli apicoltori nel territorio materano e la  prevalenza di hobbisti (circa il 52%) ha una duplice valenza in quanto da un lato garantisce una presenza diffusa degli insetti pronubi, che possono essere considerati sia come sentinelle ecologiche sia come servizi all’impollinazione negli arboreti intensivi, dall’altra la conduzione amatoriale potrebbe comportare delle criticità dal punto di vista sanitario il che richiede uno sforzo all’utilizzo delle migliori tecniche apistiche e all’aggiornamento professionale. Per quanto riguarda il potentino, il 56% degli apicoltori risultano essere professionisti, con una distribuzione spaziale degli apiari piuttosto disomogenea nella provincia, che può indurre ad ipotizzare una maggiore produttività legata soprattutto a specie nettarifere spontanee e presenti nei territori collinari e montani, molto più resilienti rispetto ad alcune coltivazioni intensive.

La Fig. 6 mostra le classi di densità spaziale sia degli alveari (mappa con tonalità di rosso) sia degli apiari (mappa con tonalità di blu) con distribuzione a base comunale. Dalle mappe è possibile notare come le aree a più elevata concentrazione risultano quasi tutti i territori comunali ricadenti nella provincia di Matera, caratterizzati da ambienti di pianura e di collina quest’ultimi prevalentemente di origine calanchiva ed afferenti alla classe altimetrica 0-600 metri slm. Per quanto riguarda la provincia di Potenza, le aree a maggiore concentrazione risultano per lo più distribuite a macchia di leopardo interessando solo alcuni comuni ricadenti nell’area del Vulture Alto Bradano (area Nordorientale), dell’Alto Basento (area Centrale) e del Lagonegrese Pollino (area Sudoccidentale), e tutti territori dell’Appennino meridionale inquadrabili in ambienti di alta collina e di montagna ed afferenti alla classe altimetrica tra i 700 e oltre i 1.000 m. slm.

Figura 6. Densità e analisi altimetrica degli apiari e degli alveari sul territorio lucano con dati aggiornati al 31/12/2021. (Fonte: Banca dati apistica al 2021. Elaborazione propria delle mappe di densità regionali e grafico altimetrico)

 

In definitiva si può sintetizzare che l’apicoltura in Basilicata è un settore in continua evoluzione, le cui potenzialità sono state raggiunte anche grazie all’attività svolta con i programmi finanziati ai sensi del Reg. UE 1308/2013 a livello nazionale e regionale per il sostegno diretto delle imprese e per la professionalizzazione degli addetti al settore, aiuti che proseguiranno con il nuovo Piano Strategico Nazionale in un’ottica di durata quinquennale (PSN 2023-2027), consentendo di prefigurare delle azioni di più ampio respiro prevedendo anche misure atte ad assicurare il miglioramento degli habitat a beneficio diretto degli insetti impollinatori.

Video

  • L'intervento integrale di Maria Teresa Giacomino al Consutivo Apistico 2021 della Basilicata

Agrifoglio n. 108 -  

Temi
Apicoltura
Autori
Teresa Giacomino

Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Regione Basilicata

Luigi Fanelli

Direzione Generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Regione Basilicata

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