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Aglianico del Vulture, tutti i numeri della prima eccellenza lucana

Oggi le aziende produttrici di uve iscritte al sistema dei controlli sono 254, per circa 20.000 ettolitri di vino tra DOC e DOCG
didascalia.

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Data:30 Sep 2020

È di circa 4.000 ettari la superficie della Basilicata coltivata a vite, di cui 47% in montagna, 45% in collina e 8% in pianura, con una produzione di vino nel 2018 di 94.000 ettolitri (fonte AGEA): 1.300 sono gli ettari che possono essere potenzialmente destinati alla produzione di vini a DOC. Il settore vitivinicolo incide del 2.6% sulla produzione agricola regionale. (fonte CCIAA 2015)

Tra le produzioni vinicole lucane, emergono l’Aglianico del Vulture DOC e l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG, le cui zone di produzione si estendono nel nord est della Basilicata, in provincia di Potenza, tra i comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi, Genzano di Lucania, escluse le tre isole amministrative di Sant’Ilario, Riparossa e Macchia del comune di Atella. Questi territori presentano superfici vitate che possiedono le caratteristiche previste dal disciplinare di produzione riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica già dal 18 febbraio 1971, modificato nel 1987 e successivamente nel 2010 con l’introduzione di alcune novità relative alle tecniche di coltivazione e alle modalità di imbottigliamento e confezionamento.

Il paesaggio dell’Aglianico è dominato dalla presenza del vulcano Vulture (l’accento va sulla prima u) che dà il nome al territorio, esteso per circa 45.000 ettari e alto 1326 metri sul livello del mare. Nella zona del cratere trovano ora posto i due laghi vulcanici di Monticchio, mentre intorno si estendono colline di conformazione argillosa comprese tra 500 e 800 metri slm.

La fertilità del terreno originatosi dalle rocce laviche, il clima temperato freddo e la posizione isolata hanno permesso la formazione di un habitat circoscritto, un contesto ambientale che regalano al vino Aglianico del Vulture la sua grande unicità.

Nei primi 30 anni dal riconoscimento del disciplinare, le denunce di produzione per l’Aglianico del Vulture DOC sono state di gran lunga inferiori al prodotto potenzialmente ottenibile; infatti, dalla lettura dei dati della Camera di Commercio di Potenza si registrano i seguenti valori:

Anno

Produzione Uva potenziale (q.li)

Produzione Vino Potenziale (hl)

Produzione Uva Reale (q.li)

Produzione Vino Reale (hl)

1990

129299

90509

22060

15442

1996

139047

97332

14050

9835

1997

44348

31043

16573

11601

 

Per quanto riguarda il numero delle aziende che producono uve Aglianico, a cavallo della metà degli anni 90 calano vistosamente: infatti si passa da 1.361 aziende nel 1996 a 306 nel 1997. Ciò è dipeso dal fatto che la Camera di Commercio di Potenza, per la mancanza di alcuni requisiti (es. denuncia all'albo delle produzioni DOC almeno una volta ogni tre anni) cancella dall'albo delle produzioni DOC le numerosissime aziende inadempienti. 

Nel 1998 i produttori iscritti si riducono ulteriormente a 301, nel 1999 inizia una leggera risalita a 311 aziende, 315 nel 2000, nel 2001 le aziende di produzione sono 328, nel 2002 sono 370. Oggi le aziende iscritte al sistema dei controlli sono 254 e la produzione degli ultimi 9 anni di uve Aglianico è riportata nella tabella seguente:

   

La Camera di Commercio di Potenza è l’autorità pubblica per lo svolgimento dei controlli, di cui all'art. 90 del Regolamento (UE) n. 1306/2015, nei confronti di tutti i soggetti che operano all'interno delle filiere delle denominazioni di origine della Aglianico del Vulture Superiore DOCG e dell’Aglianico del Vulture DOC.

Dal 1° maggio 2015 sono applicati i contrassegni di Stato agli imbottigliamenti di Aglianico del Vulture DOC e DOCG. Il Consorzio di tutela, su delega della Camera di Commercio di Potenza, in qualità di organismo di controllo, distribuisce i contrassegni su richiesta delle aziende e riscuote i relativi pagamenti. I contrassegni (fascette), che sono prodotti dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, garantiscono i consumatori, autenticano il prodotto e tutelano il vino contro le contraffazioni.

Le aziende che nel 2019 hanno ritirato i contrassegni di Stato da applicare sulle bottiglie di Aglianico DOC e DOCG, sono 58. La tabella seguente riporta il numero di contrassegni ritirati nel corso degli ultimi anni (fonte ALSIA):

Anno

N. Contrassegni DOC

N. Contrassegni DOCG

 2015

1199042

11344

2016

2346949

59299

2017

2408174

46980

2018

2606569

61111

2019

2593124

119011

 

I numeri di contrassegni permettono di quantificare le produzioni di Aglianico del Vulture DOC e DOCG messe in commercio annualmente ma non basta conoscere il numero di fascette utilizzate per risalire alla quantità di vino prodotto, poiché nel caso della DOC le bottiglie di vetro possono avere un volume nominale fino a 5 litri mentre per la DOCG fino a 3 litri. Pertanto il calcolo è più laborioso e nella tabella seguente si riportano le produzioni in ettolitri:


 

Agrifoglio n. 99 - Settembre 2020

Temi
Autori
Michele  Baldantoni

Funzionario Alsia

Giuseppe Ippolito

Funzionario Alsia