Patriarchi da frutto: già 110 segnalazioni, ma il censimento dell'Alsia continua

Nella seconda videoconferenza #dalcampo presentato il progetto Fi.No.Pom

Una delle slide della videoconferenza

Una delle slide della videoconferenza

Data : 04 June 2020

Il censimento dei patriarchi da frutto della Basilicata è stato il tema del secondo appuntamento di #dalcampo, il ciclo di seminari didattici dell'Alsia su piattaforma Zoom.  

“Gli alberi patriarchi ci raccontano la storia del paesaggio e la storia dell’alimentazione- ha spiegato il direttore dell’Alsia Aniello Crescenzi- e a livello scientifico sono custodi di testimonianze genetiche preziosissime. Un autentico archivio vivente di memorie, insomma, da tutelare e salvaguardare”.

Ed è proprio questo l’obiettivo di Fi.no.Pom, il progetto condotto come capofila dall’Alsia e finanziato dalla Regione Basilicata nell’ambito della misura 10.2 “Agrobiodiversità” del PSR, il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

“Gli alberi monumentali sono portatori di un fascino e di un interesse innegabile – spiega Pietro Zienna, funzionario Alsia responsabile del progetto- L’attività di Fi.No.Pom è mirata a studiare, caratterizzare e conservare tutte quelle varietà da frutto a rischio estinzione genetica. Bio.Dru.Ba è il progetto “gemello” portato avanti dal CNr di Bari. Finalità comune è aggiungere nuove varietà nei siti di conservazione e avere una mappa aggiornata delle piante presenti sul territorio.”

Olivi, castagni, fichi, ciliegi, viti, gelsi centenari sono presenti un po’ ovunque sul territorio regionale. Alcuni ancora in buone condizioni meccanico-vegetative. La loro conservazione è molto importante per il valore storico, culturale e scientifico che rivestono.

Ecco il motivo del censimento dei patriarchi degli alberi frutto presenti in Basilicata avviato dall'ALSIA.

“Le segnalazioni arrivate- ha fatto sapere Domenico Cerbino, responsabile del settore Biodiversità e dell'azienda "Pollino" dell’Alsia- sono già 110. Le schede riguardano piante dislocate in una trentina di comuni della Basilicata e si concentrano in particolar modo nell’Area Sud e nel Melfese. Ma siti interessanti non mancano a Ferrandina con i suoi ulivi, Matera e Rotondella”.  

Dodici finora in tutto le specie segnalate: melo, fico, ciliegio, gelso, vite, olivo, sorbo, noce, mandorlo, carruba, castagno e giuggiolo. Ma l’opera di ricerca dell’Alsia certo non si ferma. Il censimento degli alberi da frutto monumentali prosegue. Tutti possono segnalare un albero ritenuto di interesse storico: agricoltori, tecnici e anche semplici viandanti.

“Le piante oggetto del censimento- ha spiegato Cerbino-  dovranno avere determinate caratteristiche, come ad esempio la dimensione della circonferenza del tronco, la longevità, la rarità della varietà, il rischio di erosione genetica. Il censimento consentirà d’individuare, mappare e catalogare tutti i patriarchi di fruttiferi presenti in regione, costituendo così la base per future politiche di conservazione e valorizzazione.  Alla segnalazione di un potenziale albero patriarca,  seguiranno la ricerca storica  e documentale,  l’attività di campo, la creazione di un database, il dossier per il riconoscimento e la pubblicazione finale. Nel lavoro di censimento sono inclusi  anche frutti minori come il sorbo o il corbezzolo”.

L’obiettivo del progetto è quello di frenare non solo il fenomeno dell’erosione genetica di antiche varietà da frutto, ma anche di contenere la perdita di tutti quei prodotti e produzioni agroalimentari tradizionali legati ai territori, e che rappresentano la conoscenza ed i saperi legati alle attività agricole tradizionali orami patrimonio solo degli agricoltori più anziani.

Tutto il patrimonio genetico censito sarà oggetto di tutela e di conservazione ai sensi della normativa nazionale sugli alberi monumentali - Legge 10 del 14 gennaio 2013 - e della Legge n. 194 del 2015 sulla biodiversità di interesse agricolo. Per eventuali segnalazioni, gli interessati possono rivolgersi agli uffici e alle aziende sperimentali dell’ALSIA.

M. Agata