PAC 2023-27, sì di Strasburgo al nuovo Piano

De Castro: "Sono serviti anni di negoziato, ma la futura politica agricola sarà forte e davvero comune, più equa e più sostenibile"

Paolo De Castro

Paolo De Castro

Data : 24 November 2021

Con oltre il 65% dei voti a favore del regolamento sui Piani strategici e il 70% a favore del regolamento Orizzontale e del regolamento sulla Organizzazione comune dei mercati si sono concluse il 23 novembre le votazioni sulla riforma della PAC, la Politica Agricola Comune 2023-2027, approvata in Plenaria a Strasburgo.

"La Politica agricola comune che oggi presentiamo ai cittadini europei e che accompagnerà i nostri agricoltori dal 2023 al 2027 - ha commentanto in una nota Paolo De Castro, primo vicepresidente a Bruxelles della commissione Agricoltura e sviluppo rurale della UE - è frutto di un negoziato durato tre anni, e rappresenta un equilibrio ambizioso tra i tre livelli di sostenibilità - economica, sociale e ambientale - del nostro sistema agricolo. Un lungo negoziato, ma ne è valsa la pena per una futura politica agricola forte e davvero comune, più equa e più sostenibile". 

I testi verranno validati definitivamente dal Consiglio nei primi giorni di dicembre, e saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione entro la fine del 2021. Dei 387 miliardi che la Ue destinerà alle politiche agricole fino al 2027, 50 (compreso il cofinanziamento) andranno all'Italia. La nuova Pac entrerà in vigore il 1° gennaio 2023: fino ad allora ci sarà un regime provvisorio, necessario per via il protrarsi dei negoziati.

"Senza la spinta del Parlamento, punti qualificanti di questo accordo non avrebbero mai visto la luce - ha detto ancora De Castro. A partire dal risultato storico sul fronte dei diritti dei lavoratori: per la prima volta, abbiamo inserito infatti un sistema di condizionalità che eviterà che fondi pubblici finiscano nelle tasche di chi non rispetta i diritti dei lavoratori, ponendo fine alla concorrenza sleale di quegli imprenditori che lucrano a discapito della tutela dei diritti dei lavoratori".

"Questa riforma - ha sottolineto – determinerà anche il contributo fondamentale della PAC e dei nostri agricoltori al raggiungimento degli obiettivi che l’Unione si è posta con il Green Deal, destinando almeno un quarto degli aiuti diretti agli eco-schemi e almeno il 35% dei fondi per lo Sviluppo rurale a misure ad alto valore ambientale. Ma per vincere le sfide ambientali e sociali che ci attendono, sarà necessaria quella conoscenza delle dinamiche territoriali che caratterizza le nostre amministrazioni regionali: proprio per questo abbiamo voluto salvaguardare il loro ruolo, rendendole protagoniste nella redazione dei Piani strategici nazionali".

Redazione

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