Basilicata, gennaio fortemente siccitoso

Preoccupazioni tra i cerealicoltori. L'analisi del Servizio Agrometeorologico Lucano dell'ALSIA

Campagna lucana

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Data : 12 February 2024

Anche nel mese di gennaio ha prevalso una fase di stabilità meteorologica con giornate la cui temperatura è stata al di sopra della media stagionale, in un contesto pluviometrico sempre decisamente siccitoso. Infatti, soprattutto nella prima parte del mese, l’alta pressione presente sul Mediterraneo ha fatto affluire aria mite con una temperatura più elevata della norma. Quindi, dal 12 al 15, per il rapido passaggio di una perturbazione artica, si è registrato un importante raffreddamento con pioggia e neve su tutta la regione. Dopo alcuni giorni di transizione, dal 17 al 20 la temperatura ha raggiunto livelli primaverili. Infine, nella terza decade, l’andamento termico ha avuto variazioni molto più contenute rispetto alla media stagionale (fig. 1).

Fig. 1 Andamento della temperatura media di gennaio 2024 rispetto al periodo di riferimento 1981–2023 (Fonte: Servizio Agrometeorologico Lucano- ALSIA)

 

A livello mondiale ed europeo, le elaborazioni del progetto Copernicus evidenziano che gennaio 2024 è stato il più caldo della storia, con una temperatura media globale è stata di 13,14°C, 0,70°C al di sopra della media di gennaio 1991-2020 e 1,66°C del periodo pre-industriale. Nel gennaio 2024 le temperature europee hanno avuto una elevata variabilità, poiché sono state al di sotto della media nei paesi nordici ma molto al di sopra della media nel sud del continente (fig. 2, 3).  

Fig. 2 Anomalie della temperatura a livello mondiale e in Europa (Fonte: Copernicus)

 

 

 

Fig. 3 Anomalia termica di gennaio 2024 (Fonte: Copernicus)

 

Dal punto di vista idrologico, gennaio è stato più umido in gran parte dell’Europa settentrionale. Condizioni più secche della media sono state osservate in molti paesi del bacino del Mediterraneo, Italia compresa (fig. 4).

 

Fig. 4 Le anomalie idrologiche di gennaio 2023 in Europa (Fonte: Copernicus)

 

A livello nazionale, le elaborazioni di ISAC-CNR confermano il trend di anomalia termica per un valore di 1,62°C, particolarmente elevato nel centro Italia, oltre al fenomeno della siccità che sta interessando tutta l’Italia (fig. 5, 6 e 7).

Fig. 5 Anomalia della temperatura di gennaio 2024 (Fonte: ISAC-CNR)

 

 

Fig. 6 Monitoraggio della siccità in Italia, confronto delle precipitazioni cumulate con la media del periodo 1991/2020 (Fonte: ISAC-CNR)

 

 

 

Fig. 7 Monitoraggio della siccità al sud Italia, confronto delle precipitazioni cumulate con la media del periodo 1991/2020 (Fonte: ISAC-CNR)

 

A livello regionale, l’andamento della temperatura media di molte località conferma “l’altalena” della stessa rispetto ai valori stagionali, con l’incremento termico di oltre 10°C in poco più di 48 ore nella seconda decade. Solo verso la fine del periodo abbiamo registrato una sostanziale stabilità termica, caratterizzato però dal cosiddetto fenomeno della “inversione termica”. Infatti, la presenza dell’anticiclone africano sul Mediterraneo faceva affluire sull’Italia aria molto mite. La Basilicata, come anche la Puglia e la Calabria, erano ai margini dell’alta pressione ed hanno maggiormente risentito dei flussi di aria fredda provenienti dai Balcani (fig. 8).

Fig. 8 Mappa sinottica a 850 hPa (Fonte: Osservatorio Meteorologico Lucano)

 

 

Quindi, la prevalenza di cielo sereno e la scarsa ventilazione hanno favorito l’innalzamento della temperatura a livelli primaverili durante le ore centrali del giorno (oltre 15°C in molte località) mentre, durante la notte, i valori termici sono sempre stati piuttosto bassi e in alcuni casi anche negativi per cui questo fenomeno meteorologico ha fatto stazionare l’aria fredda negli strati più bassi dell’atmosfera causando gelate più intense lungo la costa rispetto alle località in quota (tabella n. 1).

Tabella n. 1 Dati medi gennaio 2024 (Fonte Servizio Agrometeorologico Lucano – ALSIA)

AREA

t med °C

t min °C

t max °C

ur med %

ur min %

ur max %

prec mm

Et0 mm

Metapontino

9,8

-1,5

21,7

73,3

21,4

97,8

18,6

2,0

Collina Materana

8,7

-1,9

21,7

74,0

21,4

95,1

37,4

1,9

Vulture e Alto Bradano

8,3

-1,9

19,6

74,0

18,5

92,0

51,4

1,8

Medio Agri e Basso Sinni

8,7

-1,7

19,5

72,5

13,2

98,4

37,8

1,8

Sub Appenino e Alto Agri

6,0

-5,1

17,1

77,5

13,3

99,1

49,2

1,7

Mercure e Lagonegrese

9,0

0,4

18,1

76,4

18,6

95,1

141,2

1,7

 

Dal punto di vista pluviometrico, come sopra accennato, il mese è da definirsi fortemente siccitoso, non solo per la scarsa quantità di pioggia registrata, ma soprattutto in un’ottica di accumulo delle risorse idriche negli invasi regionali. Gli eventi più importanti sono stati registrati tra il 19 e 20 gennaio (fig. 9).

Fig. 9 Mappa delle precipitazioni cumulate del 19 e 20 gennaio 2024 (Fonte: Osservatorio Meteorologico Lucano)

 

Particolarmente ridotte sono state le piogge nel Metapontino, con quantità complessive inferiori ai 20 millimetri e quindi con deficit di circa il 70%. Anche nel Mercure e Lagonegrese, pur se caduta una maggiore quantità di pioggia, i deficit pluviometrici sono stati importanti (circa 25%). In tabella n. 1 sono riportati i dati meteorologici del mese di gennaio della regione.

Dal punto di vista agronomico, le ridotte precipitazioni destano preoccupazioni tra i cerealicoltori, soprattutto nelle aree interne e collinari. Nello stesso tempo però, le buone condizioni meteorologiche hanno consentito un agevole esecuzione delle operazioni colturali, quali la raccolta degli agrumi, delle ortive di stagione, delle colture protette e l’esecuzione dei trattamenti fitosanitari invernali. Per quanto riguarda la quantità di freddo sinora cumulato, certamente siamo al di sotto della media e le temperature elevate durante le ore centrali del giorno stanno stimolando le colture arboree ad un risveglio vegetativo anticipato. Il bollettino agrometeorologico settimanale del Metapontino riporta gli aggiornamenti del freddo cumulato, sia con il metodo Utah e sia con il metodo Weimberger. Le previsioni meteorologiche a lungo termine, prevedono ondate di aria fredda nella seconda decade di febbraio, per cui molto probabilmente dovrebbero essere soddisfatti i fabbisogni fisiologici delle colture arboree. Preoccupazioni invece ci potrebbero essere per le primizie, a causa degli eventuali ritorni di freddo: non ci resta che attendere e prepararci alle evenienze meteorologiche.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale ALSIA, nelle sezioni TEMI SERVIZI.

Emanuele Scalcione, Pietro Dichio

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