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Friuli Venezia Giulia, crescono numero di aziende e superfici a officinali

Spicca la biodiversità vegetale nell'area di convergenza botanica fra specie balcaniche, centro europee e mediterranee
didascalia.

Fiori raccolti a mano in un'azienda a filiera corta sita in zona montana.

Data:10 Jun 2021

Negli ultimi anni anche in Friuli Venezia Giulia si è consolidato un trend positivo nella coltivazione delle piante officinali, con incrementi sia in termini di numero di aziende che di superficie, come confermato dai censimenti svoltisi nel 2000 e 2010. In un decennio le aziende sono passate da 6 a 37. Con certificazione biologica sono stati rilevati 13 coltivatori a titolo esclusivo, 4 produttori-preparatori/importatori ed 1 preparatore o preparatore/importatore. Nello stesso periodo l'incidenza delle aziende coltivatrici di piante officinali, rispetto al totale delle aziende agricole regionali, è aumentata dallo 0,1 all'1,3%, con un incremento della superficie dallo 0,2 al 0,7%. La superficie coltivata ad officinali è, infatti, passata da 3,7 a 50,7 ha, uno degli incrementi più alti fatti registrare a livello nazionale. Si stima che attualmente la superficie abbia raggiunto e superato i 100 ha.

Secondo i dati della Direzione Agricoltura FVG, fra le specie officinali maggiormente coltivate nel 2020 figurano l'Olivello spinoso con 45 ha e l'Aronia 13 ha; la Lavanda, il Goji, la Camomilla, il Coriandolo, l'Arnica e lo Zafferano sono presenti su superficie minore ma sempre superiore all'ettaro. Rosmarino, Melissa, Issopo, Tarassaco, Calendula e Menta vengono segnalate su superfici totali fra 1 ettaro e 0,3 ha, mentre Echinacea, Salvia, Timo e Ricino occupano la fascia fra 0,3 e 0,1 ha. Infine, risultano poco più di 12 ettari di specie officinali non meglio identificate.

Tutte le aziende coinvolte sono a filiera corta, la gran parte delle specie vengono immesse sul mercato come prodotto trasformato. I prodotti principali sono infusi, miscele per cucina, sciroppi, oli essenziali, conserve. Diverse realtà si affidano a laboratori conto terzi (regionali ed extraregionali) per la produzione di cosmetici e di integratori alimentari.

La vendita è prevalentemente diretta, in azienda o attraverso e-commerce. Le realtà più strutturate riforniscono piccoli punti vendita o medie catene specializzate.

Tra i punti di forza della produzione regionale figurano l'elevata qualità delle produzioni, la presenza di una spiccata biodiversità vegetale (area di convergenza botanica fra specie balcaniche, centro europee e mediterranee), una vocazionalità ben differenziata del territorio e un know how di coltivazione su alcune specie affinato nel tempo. Fra i punti di debolezza, comuni al resto del Paese, si possono indicare gli alti costi di produzione, gli elevati investimenti necessari per la trasformazione dei prodotti, la polverizzazione e la difficoltà di aggregazione dell'offerta.

Come testimoniato dalla presenza di una ricca tradizione etnobotanica, l'uso delle piante officinali è ben radicato in tutte le aree del FVG. Anche in ambito culturale, infatti, la regione rappresenta un crocevia di diversi ambienti. Questo si è tradotto da tempo in attività di raccolta per scopi domestici, per piccolo commercio locale ma anche estero, attraverso l'emigrazione stagionale. Discorso a parte meriterebbe la presenza del porto di Trieste, punto focale per industrie alimentari, in particolare bevande, e liquoristiche importanti.

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Agrifoglio n. 103 -  

Temi
Piante Officinali
Autori
Costantino Cattivello

ERSA, Agenzia regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia

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