Come prevenire le patologie del legno

Controllo degli alberi privi di foglie e “potatura chirurgica” contrastano la diffusione degli agenti di cancri e carie
didascalia.

Corpi fruttiferi di fungo agente di carie su pesco.

Data:25 Oct 2021

La potatura invernale, oltre che indispensabile per la gestione della chioma, è una buona occasione per ispezionare le piante, asportare i rami secchi o con alterazioni (corpi fruttiferi di funghi del legno, cancri, gommosi, gallerie di insetti etc.) ed eliminare il materiale di risulta se questo può essere una potenziale fonte di inoculo, allontanandolo dal campo e bruciandolo. A volte, però, si sottovaluta il problema, ed i residui della potatura vengono lasciati sul terreno, dove saranno trinciati.

La trinciatura del frascame è una pratica agronomica raccomandabile sia nei vigneti che negli impianti fruttiferi, perché restituisce parte della sostanza organica al terreno. Essa, tuttavia, va evitata negli impianti nei quali si sono insediati funghi parassiti del legno (agenti di cancri, mal del piombo, ecc.) che, potendo vivere da saprofiti nel terreno, si avvantaggiano dei residui legnosi aumentando notevolmente il loro potenziale di inoculo.

Nei campi dove si esegue la trinciatura, preliminarmente occorre asportare i rami più grossi (che possono tranquillamente essere utilizzati come legna da ardere). Durante la trinciatura va verificato che l’attrezzo operi una buona sminuzzatura e sfibratura del materiale legnoso che dovrà essere prontamente interrato in modo da facilitare la sua rapida degradazione ad opera della microflora del terreno. Per accelerare e migliorare la degradazione del trinciato, prima dell’operazione meccanica è possibile distribuire al terreno qualche quintale di letame o prodotti commerciali appositamente studiati per apportare microrganismi utili alla degradazione del materiale vegetale.

Un’alternativa alla bruciatura o alla sfibratura sul terreno dei residui di potatura è il loro uso negli impianti di compostaggio per la valorizzazione dei rifiuti umidi, sia urbani che dell’industria. Gli impianti di compostaggio, infatti, hanno bisogno di materiale legnoso ed a basso contenuto idrico, come i residui di potatura, da miscelare opportunamente con i rifiuti più umidi e facilmente fermentabili. Purtroppo questa utile destinazione del frascame non è facile da realizzare in Basilicata, dove mancano impianti di compostaggio.

Nei vigneti affetti da alterazioni del legno come il mal dell’esca, l’eutipiosi (Eutypa lata) o l'escoriosi (Phomopsis viticola), in questo periodo, o comunque prima della potatura invernale dell'intero vigneto, è una buona norma eliminare le piante o le loro parti colpite dalle malattie del legno e bruciare il materiale di risulta. Successivamente si potrà intervenire con le normali operazioni di potatura, riducendo i rischi di diffusione delle infezioni alle piante sane.

Per combattere il mal dell’esca, è disponibile un preparato specifico a base di Trichoderma asperellum e T. gamsii da utilizzare con finalità preventive. La sua distribuzione però andrà posticipata alla fase del “pianto”, quando la linfa che geme dai tagli di potatura facilita la colonizzazione del legno da parte dei Trichoderma che esercitano un’azione antagonista nei confronti dei funghi responsabili della sindrome del mal dell’esca.

Agrifoglio n. 105 -  

Temi
SeDI
Autori
Arturo  Caponero

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