Mercati agricoli, ISMEA: "Necessario diversificare produzioni e fonti di approvvigionamento"

Gravi ripercussioni per pandemia, cambiamenti climatici e conflitto Russia-Ucraina. Incontro sul tema alla Fieragricola 2022

Uno stand espositivo della Fieragricola 2022

Uno stand espositivo della Fieragricola 2022

Data : 05 March 2022

"In questa fase di incertezza le imprese agricole devono diversificare le produzioni, e le imprese di trasformazione devono diversificare le fonti di approvvigionamento, perché la soluzione dell’acquisto di materie prime nel breve periodo può mettere in difficoltà le aziende". Si dice preoccupato, Angelo Frascarelli, presidente di ISMEA - Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare - e docente di economia all'Università di Perugia, durante il suo intervento al convegno su «I mercati agricoli nel 2022: previsioni, attese e strategie" tenutosi alla Fieragricola 2022, in corso a Verona dal 2 al 5 marzo.

Un 2022 all’insegna della volatilità, quello descritto nell'incontro. Con i prezzi delle materie prime alle stelle, soprattutto cereali (il mais è passato da 170 a 287 €/tonnellata, il grano duro da 280 a 522 €/ton, il grano tenero da 186 a 307 €/ton, l'orzo da 159 a 295 €/ton) e semi oleosi (soia da 357 a 627 €/ton, farina di soia da 320 a 549 €/ton, farina di girasole da 161 a 281 €/ton) che stanno mettendo sotto pressione le catene di approvvigionamento a livello mondiale, con la previsione per buona parte del 2022 che i listini si mantengano su livelli alti. 

"Serve maggiore trasparenza dei mercati e rafforzare le filiere nazionali - ha detto Frascarelli - cogliendo questa fase di tensione dei prezzi per ipotizzare nuove soluzioni operative. I rialzi sui prezzi, in particolare per il mais, sono stati generati dall’import crescente della Cina, che detiene il 65% delle scorte mondiali. Ma altre tensioni dei listini coinvolgono soia, frumento tenero e frumento duro, con prevedibili rincari su pane, pasta e prodotti da forno. In questa fase a soffrire maggiormente sono le filiere zootecniche in quanto i costi di produzione tra energia, mezzi tecnici, trasporti, razione alimentare sono cresciuti, comprimendo così la redditività dei produttori, in particolare di latte e di suini".

"L’agricoltura ha davanti a sé tre sfide enormi – ha affermato nell'occasione Maurizio Martina, vicedirettore aggiunto della Fao e già ministro delle Politiche agricole. La pandemia, i cambiamenti climatici e il conflitto che si è aperto fra Russia e Ucraina». Per l’Europa sarebbe assolutamente necessario impostare un piano di autonomia strategica, perché Russia e Ucraina sono player fondamentali dei mercati agricoli globali: insieme rappresentano il 30% del commercio di grano, il 32% dell’orzo, il 50% del volume totale dei semi oleosi, il 18% dei volumi totali del mais. Di autonomia strategica -ha aggiunto Martina - il Consiglio europeo, sta parlando dal 2020, come conseguenza della crisi pandemica. Oggi il contesto è cambiato dal punto di vista strutturale: il cambiamento climatico e la questione ambientale non sono più varianti temporanee, ma strutturali. L’agricoltura è l’infrastruttura economico-sociale più importante e decisiva, perché coinvolge 4 miliardi e mezzo di persone, che lavorano e vivono attraverso la loro partecipazione ai sistemi agroalimentari. E con la crisi in Ucraina il tema dell’autonomia strategica deve riguardare sia l’agroalimentare che l’energia, senza per questo condannare a priori la globalizzazione, perché gli scambi internazionali hanno contribuito in questi anni a far uscire dalla povertà milioni di persone.

S. Gallo

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