Comunità del cibo, Veneto Agricoltura presenta 3 proposte alla Fieragricola 2022

Antichi cereali, Terre Carraresi e Città Murate, e Prealpi e Dolomiti Bellunesi. L'esperienza ALSIA ripresa in un opuscolo e in un video-documentario

L'evento di Veneto Agricoltura alla Fieragricola di Verona 2022

L'evento di Veneto Agricoltura alla Fieragricola di Verona 2022

Data : 03 March 2022

Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, ovvero un modo innovativo di fare rete e promuovere il territorio attraverso i suoi protagonisti e i suoi prodotti. Anche la Regione Veneto, come altre Regioni che già hanno avviato percorsi del genere partendo dalla L. 194/2015, ci crede. E attraverso il suo braccio operativo di Veneto Agricoltura, l'Agenzia veneta che supporta la Giunta Regionale nelle politiche per i settori agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca, sta promuovendo tre Comunità che prendono il via proprio in questi giorni.

 

Se ne è parlato in un incontro sul tema organizzato nello stand di Veneto Agricoltura in occasione della Fieragricola di Verona, in corso dal 2 al 5 marzo 2022, alla presenza dei rappresentanti dei 3 raggruppamenti temporanei che hanno risposto con altrettante proposte alla manifestazione di interesse promossa in occasione di Biodiversiton, l'ultima Giornata della Biodiversità organizzata appunto dal Veneto. Per dare voce, si è detto, alle risorse genetiche e tipiche agroalimentari del Veneto attraverso specifici percorsi che ne divulghino la conoscenza. 

 

Secondo la Legge 194/2015, sono definiti "comunita’ del cibo e della biodiversita’ di interesse agricolo e alimentare» gli ambiti locali derivanti da accordi tra agricoltori locali, agricoltori e allevatori custodi, gruppi di acquisto solidale, istituti scolastici e universitari, centri di ricerca, associazioni per la tutela della qualita’ della biodiversita’ di interesse agricolo e alimentare, mense scolastiche, ospedali, esercizi di ristorazione, esercizi commerciali, piccole e medie imprese artigiane di trasformazione agraria e alimentare, nonche’ enti pubblici". Un percorso di grande interesse per lo sviluppo territoriale, quindi, al quale Veneto Agricoltura sta dedicando da tempo molta attenzione. Come  quando, tra luglio del 2020 e febbraio 2021, proprio sull'esperienza dell'ALSIA per la Comunità del cibo e della biodiversità del Pollino-Lagonegrese - prima in Italia - realizzò un video-documentario.

Alle domande di Michele Giannini, di Veneto Agricoltura, ha risposto innanzitutto Tecla Soave, di AVEPROBI, l'Associazione Veneta dei produttori biologici e biodinamici, in rappresentanza della proposta della prima Comunità incentrata in prevalenza sulla valorizzazione degli antichi cereali. "Ci riconosciamo nei valori della agrobiodiversità - ha detto Soave - intesa anche come agroecologia, e nella volontà di portare avanti una cultura diversa del cibo, promuovemendo le materie prime e il loro valore. Proponiamo una comunità-incubatore non solo di filiere corte ma anche di "filiere colte", come le ha chiamate un nostro panificatore, Luca Vidorin: filiere cioè che non si misurino solo sul km, ma anche sulla formazione e sull'educazione del consumatore e sul fatto che si voglia comunicare in modo forte quello che si vuole rappresentare. Le azioni - ha concluso Soave - saranno rivolte verso i consumatori, ma anche verso i cittadini, cioè verso chi vive il territorio e non solo verso chi consuma. Su questo è molto attivo il confronto con gli operatori, per decidere quali prodotti abbia più senso promuovere".

 

 

E' stata poi la volta della seconda Comunità, rappresentata da Stefano Cremasco."L'idea è stata quella di dare alla nostra idea il nome di Comunità del Cibo Terra dei Carraresi e della Città murate - ha detto Cremasco - a sottolineare in questa proposta la ricerca della storicità quando appunto queste terre univano molti possedimenti del Veneto e anche del Friuli. La nostra Comunità affonda quindi le radici nella tradizione. Le città murate rappresentano poi la maggior parte delle città del veneto, e la merlatura delle torri ci faceva pensare alla "protezione" da dare alle varietà orticole e anche agli animali da preservare. Saremo un piccolo incubatore - ha aggiunto - e al momento raccogliamo 27 aziende: abbiamo anche allevatori custodi, soprattutto di razze avicole, scuole agrarie e centri di ricerca, e anche utilizzatori come i trasformatori dei nostri prodotti di eccellenza, i ristoratori, e chi trasporta e assicura la sanità dei prodotti".

Per la Comunità del cibo Prealpi e Dolomiti Bellunesi è intervenuto infine Michele Nenza. "Il nome non è definitivo - ha detto Nenza - ma qui è molto forte la componente territoriale con 21 comuni coinvolti: non solo aziende, quindi, ma anche una comunità locale con le amministrazioni. Oggi i soggetti aderenti sono in tutto 61, non tutti imprenditoriali. Fondamentale è l’aspetto culturale, per arrivare alle nuove generazioni, come per l'utilizzo dei prodotti nella ristorazione pubblica, cioè le mense scolastiche. In questo territorio - ha aggiunto - la zootecnia da latte è molto forte, con prodotti trasformati molto vari. Poi c’è una parte notevole anche di allevamento. L’idea è quella di ceare una filiera collegata al turismo perché abbiamo difficoltà a far conoscere i nostri prodotti fuori dalle nostre zone. Non ci manca infatti la vendita diretta, perché il chilometro zero è quello che le nostre aziende sanno fare e che le ha tenute in piedi sino ad ora. Fondamentale sarà dialogare con ristoratori e albergatori, oltre che con i consumatori".

Nelle conclusioni, Michele Giannini ha ricordato le attività svolte da Veneto Agricoltura sul tema della agrobiodiversità, e ha omaggiato i relatori con un opuscolo divulgativo che tratta tra l'altro proprio le esperienze realizzate sulle Comunità del cibo in Garafagnana e in Basilicata.

CLICCA QUI e vai all'opuscolo di Veneto Agricoltura per scaricarlo.

CLICCA QUI per vedere il video-documentario di Veneto Agricoltura sulle Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agrario e alimentare.

 

S. Gallo

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Il Comitato Unico di Garanzia dell' ALSIA