Basilicata in bicicletta, opportunità per l‘agriturismo lucano

Aumentano i ciclo-viaggiatori, un modo alternativo per riscoprire e valorizzare il territorio. Ma occorre aggiornare la rete dell'ospitalità
didascalia.

ciclOstile, ovvero la bici come mezzo (di trasporto e non solo) in un territorio Ostile.

Data:06 Apr 2021

La nostra associazione di promozione sociale, FIAB Potenza ciclOstile, si occupa dal 2015 di sensibilizzare all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano e di scoperta del territorio: per noi la bicicletta è uno strumento evolutivo importante, può supportare e alimentare, in maniera sostanziale, la revisione dello stile di vita, del modo di vivere le città, gli spazi, l’ambiente e la convivenza.

Nel corso della nostra esperienza associativa, arricchita dall’adesione alla FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), abbiamo organizzato diverse iniziative di scoperta del territorio, sia in modalità ciclo-turistica (tramite veri e propri viaggi a tappe di più giorni, percorrendo lunghe distanze e pernottando in strutture ricettive lungo il percorso), che in chiave escursionistica (gite di un giorno, spesso con proposte di degustazioni o pranzi in agriturismo), e svolto attività di animazione territoriale e di interlocuzione con le istituzioni.

La sensazione che abbiamo è che la consapevolezza di questo modo rivoluzionario di fare turismo e conoscenza del territorio stia conquistando sempre più persone di tutte le età: la percezione di tutto ciò che ci circonda attraverso il “non-filtro” bicicletta è senz’altro accentuata e per questo più cosciente e piacevole.

Questo tipo di esplorazione, che si sta diffondendo moltissimo anche grazie alle e-bike (bici a pedalata assistita) si rivela sempre ricca di sorprese e garanzia di appagamento per chi vuole sperimentare un modo diverso, nella sua assoluta semplicità, di trascorrere una giornata all’aria aperta in compagnia, integrando in una sola attività la conoscenza di risorse naturalistiche, culturali ed enogastronomiche.

Il ciclo-viaggiatore, indipendentemente dal fatto che la sua attività duri ore o giorni, è spontaneamente portato a una fruizione attenta, etica e compatibile con l’ambiente e con le sue risorse naturali: nell’attraversare lentamente i paesaggi ha tutto il tempo di riconoscerne le vocazioni e le peculiarità, di ricucire un legame autentico con il territorio, fatto di silenzi e, come spesso accade nella nostra splendida regione, di fatica e di lavoro nei campi.

Abbiamo proposto moltissime gite nella formula intermodale bici+treno, che consente di abbattere sensibilmente le distanze perché offre la possibilità di trasportare le bici sui treni regionali e raggiungere mete più lontane: una modalità che aiuta a scoprire il territorio in maniera minuziosa, e a garantire una microeconomia diffusa. Questi viaggi, infatti, sono stati sempre valorizzati da soste in agriturismi, degustazioni, e accompagnati dalla scoperta di produzioni agricole di qualità.

Il legame tra bici e cibi (che sembra così spontaneamente sugellato dall’uso inverso di due sole sillabe!) è fondamentale, non solo per la naturale necessità dell’organismo di incamerare il carburante per svolgere attività fisica, ma perché la gastronomia è una fedele rappresentazione del territorio, e la convivialità avvicina i luoghi e le persone. Non c’è nulla di più meritato, dopo una bella pedalata, di un ricco pasto condiviso, a base di prodotti tipici di cui la nostra regione ha una straordinaria varietà.

Il cicloturismo offre un contatto diretto con l’ambiente circostante, la sua cultura e la sua tradizione, ad una velocità a misura d’uomo che consente di “vivere” i percorsi, sostandovi per visita, ristoro, ospitalità. Il ciclo-viaggio, infatti, necessita di una permanenza turistica prolungata e capillare; spesso si approda in luoghi senza tempo, che in auto non verrebbero nemmeno attraversati perché le strade tutte curve sono evitate in favore delle arterie a scorrimento veloce. Ed è esattamente questo, che rende la nostra regione meta ideale per il viaggio lento: un patrimonio inestimabile di strade provinciali a scarso - o nullo - traffico automobilistico, costruite in passato per connettere i borghi più piccoli e remoti, rendendo giustizia ai luoghi e alle loro ricchezze più nascoste.

L’incremento di interesse verso un turismo di qualità, ricchissimo da un punto di vista esperienziale e soprattutto eco-sostenibile, costituisce un meraviglioso input alla necessità di crescita del territorio. Si concretizzano aspetti estremamente positivi come la microeconomia diffusa tipica del cicloturismo, e la soddisfazione di molte persone che in modo salutare hanno avuto la possibilità di aggregarsi, fare attività fisica all’aria aperta e scoprire il proprio territorio in tutte le sue sfumature.

Dal canto loro, i territori dovrebbero essere in grado di fornire una serie di risposte al cicloturista, tra cui ospitalità e ricettività adeguata, comunicazione e informazione corretta, risorse culturali fruibili. L’importanza economica e le ricadute positive per l’indotto turistico sono tutt’altro che trascurabili e per questo occorre trattare l’argomento con la serietà che merita: il cicloturista che si ferma in un luogo, pernotta, mangia (tanto!) e spesso acquista. Le strutture ricettive dovrebbero essere in grado di fornire servizi primari, come la possibilità di riporre al sicuro la bici, fare manutenzione di base e gonfiare le ruote grazie alla disponibilità di semplici attrezzi, lavare i propri indumenti e avere a disposizione un’abbondante colazione, indispensabile per affrontare la giornata in sella. Da questo punto di vista la FIAB offre una possibilità tramite l’adesione al circuito Albergabici, una rete di ospitalità che risponde alle necessità del cicloturista e garantisce visibilità alle strutture che rispondono ai requisiti necessari.

Purtroppo, la situazione ospitalità “ciclistica” in basilicata è al punto zero. Non esiste neanche un albergabici e nella nostra esperienza cicloturistica (che si è svolta soprattutto nella provincia di Potenza) non abbiamo mai trovato servizi specifici, ma solo tanta disponibilità. La questione è trasmettere ai titolari delle aziende di ospitalità che ci vuole davvero poco per allinearsi alle richieste minime di un cicloturista... e noi siamo a disposizione per fornire suggerimenti.

È tuttavia necessario che sul territorio sia presente una rete di percorsi cicloturistici, realizzati anche sfruttando la viabilità secondaria esistente, che possa facilitare gli spostamenti lenti. Questa rete deve essere supportata da una cartografia e da una informazione adeguata: banalmente, un cicloturista non può permettersi di sbagliare strada, perché costa fatica, tempo e frustrazione.

Questo implica un grande sforzo di concertazione al livello istituzionale, un coordinamento con tutti gli attori territoriali che concorrono alla crescita del territorio: associazioni, produttori e albergatori, enti locali e operatori economici. Nel quadro complessivo di interscambio tra paesaggio, ambiente, cultura e turismo, una rete di itinerari rappresenta una risorsa strategica per la valorizzazione delle aree interne e delle loro produzioni.

Animazione territoriale significa accogliere, accompagnare, far vivere al ciclo viaggiatore una “esperienza del territorio”, che può essere declinata in infinite attività di narrazione, scoperta, accompagnamento, visite, degustazioni, laboratori e coinvolgimento negli innumerevoli appuntamenti di comunità come le sagre, le feste patronali, gli eventi della tradizione. Tutto questo, che porta ai territori benefici diffusi in termini sociali ed economici è ciò che si definisce microeconomia diffusa del cicloturismo.

La creazione dei percorsi e la sua promozione è il primo grande passo verso la crescita territoriale: da questo punto di vista ci siamo attivati in prima persona, dal momento che siamo attualmente impegnati nella redazione di un primo volume di una Guida Cicloturistica della Basilicata, dal titolo BIKEWAYS Basilicata (edito da Typimedia), che si concentra su un itinerario di quasi 400 km lungo la dorsale appenninica, nella parte occidentale della Basilicata, attraverso boschi, valichi e meravigliose discese. Questa pubblicazione è un punto di partenza concreto per coordinare azioni di promozione e realizzare una rete cicloturistica regionale. Speriamo davvero che gli enti locali colgano questa opportunità, perché il cicloturismo costituisce una grande risorsa per una valorizzazione etica, coerente e sostenibile della nostra regione, in netta contrapposizione con lo scellerato sfruttamento del sottosuolo attraverso le estrazioni petrolifere.

La diffusione delle e-bike consente di vincere le resistenze di molti rispetto alla fatica e alla propria capacità di coprire distanze e affrontare salite.

Per questo invitiamo tutti a concedersi la libertà di un viaggio in bicicletta: i silenzi, la tranquillità di poter pedalare con il proprio ritmo, la scelta della bicicletta come mezzo e filo conduttore per soffermarsi e scoprire testimonianze ricche di ambiente, storia, enogastronomia, cultura e il territorio.

 

Per qualsiasi info: ciclostilepz@gmail.com

FIAB Potenza ciclOstile ha un blog ed è presente sui canali social Facebook e Instagram

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Agrifoglio n. 102 -  

Temi
Agricoltura multifunzionale
Autori
Manuela Lapenta

Presidente FIAB Potenza "CiclOstile"