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Apicoltura in Italia, 2021 con pesanti perdite di produzione e mancati redditi

Tutti i dati dell’Osservatorio Nazionale Miele al Consuntivo apistico della Regione Basilicata
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Data:10 May 2022

L’apicoltura italiana ha dimostrato di avere grandi potenzialità, anche sul piano produttivo, superando le 20.000t/anno, fino a 35.000t (2010). Sussistono tuttavia pesanti criticità, minacce e fattori limitanti, che condizionano negativamente la produzione, abbattendola in modo significativo.

Per impostare strategie di valorizzazione e sostegno è necessario ribadire queste ed altre grandi potenzialità: l’Italia garantisce una varietà climatico-vegetazionale che, unita all’abilità degli apicoltori nel praticare il nomadismo, consente di produrre oltre 30 monoflora e diversi millefiori fortemente caratterizzati sul territorio, con quindi ampia diversificazione e caratterizzazione del prodotto miele (dal rododendro delle Alpi all’agrumi, dall’acacia  fino all’asfodelo di Sardegna).

In questo contesto, l’ultimo censimento rileva che gli apicoltori in Italia sono 73.148, di cui il 29% quelli con partita IVA che producono per il mercato: guardando però al numero degli alveari e sciami detenuti, si nota che il 76% del totale appartiene ad apicoltori commerciali. Questi numeri sottolineano pertanto l’elevata professionalità del settore e l’importanza del comparto nel contesto agro-economico.

Da sottolineare inoltre come la produzione italiana di miele, nelle annate migliori, soddisfi appena il 50% del fabbisogno nazionale, determinando uno spazio teorico di mercato molto ampio, peraltro con margini considerevoli di aumento del consumo pro-capite. La grande opportunità di questo dato va tuttavia coltivata con strategie nazionali opportune, in quanto quello spazio di mercato ora viene saturato da mieli d’importazione di scarsa qualità. Ciò sottolinea la necessità di strategie di promozione e valorizzazione dei prodotti italiani di qualità e l’introduzione di tutti quei fattori in grado di contenere i costi di produzione.

La stima della produzione nazionale di miele per la stagione 2021, effettuata da Osservatorio Nazionale Miele, è quantificabile in circa 12.450 tonnellate, con una produzione annuale media stimata per le aziende professioniste che praticano nomadismo di circa 15 kg/alveare.

 

 

Per quel che riguarda la regione Basilicata, la produzione più colpita dalla situazione metereologica estrema della primavera 2021 è stata sicuramente l’agrumi. Anche i raccolti e le rese successive sono stati compromessi dal meteo incostante, e le rese stimate sono state inferiori alle attese, anche se fortunatamente non completamente azzerate come in altre regioni.            
La stima delle principali produzioni regionali nella stagione 2021, per tipo di miele, è riportata di seguito:

 

  • AGRUMI – Si stimano rese di circa 3-4 kg/alveare di miele di agrumi, talvolta di colore scuro e pertanto da valutare per quanto riguarda le caratteristiche di unifloralità;
  • SULLA – I raccolti di miele di sulla sono stati inferiori alle attese, in media di 8-9 kg/alveare;
  • CASTAGNO – Nella zona del Vulture, nel nord della Basilicata, sono state registrate rese medie di miele di castagno inferiori alle aspettative, stimabili in 10 kg/alveare;
  • EUCALIPTO – Nell’arco ionico tarantino e sulla costa lucana sono stati prodotti circa 10 kg/ alveare di eucalipto;
  • MILLEFIORI PRIMAVERILE – In alcune zone è stato possibile produrre del millefiori primaverile a base di sulla e nettari di altre piante erbacee, con rese medie di 10 kg/alveare;
  • MILLEFIORI ESTIVO – Si stimano rese di circa 8 kg/alveare di millefiori estivo.

 

La stagione apistica 2021 è stata drammatica dal punto di vista produttivo, in termini di perdita di produzione e di mancato reddito. Le avversità metereologiche della primavera 2021 hanno sostanzialmente azzerato la produzione dei principali mieli monoflora (compresa l’acacia al Nord e l’agrumi al Sud) e dei millefiori primaverili, accentuando l’impatto negativo del cambiamento climatico sull’apicoltura. All’assenza di produzione si è sommato l’aumento dei costi di produzione per la necessità di ricorrere alla nutrizione forzata e ad un maggior nomadismo. L’insieme di queste criticità determinano il rischio di perdita di parte della struttura produttiva per insostenibilità economica dell’impresa.

Gli eventi climatici anomali della primavera 2021, che purtroppo sono susseguiti anche nei mesi estivi, sono stati tali da configurare per il settore apistico le condizioni per la richiesta dello stato di calamità.
Diverse regioni hanno deliberato la proposta di declaratoria di eventi avversi di carattere eccezionale, individuando i territori colpiti e l’entità del danno subito, per poter far accedere ai benefici previsti le aziende in difficoltà.

È tuttavia necessario sottolineare come il meccanismo delle calamità naturali si applichi difficilmente al settore apistico, che richiederebbe un regime apposito di gestione del rischio. In tale contesto l’Osservatorio, in collaborazione con ISMEA, ha provveduto a realizzare un Report di stima delle mancate produzioni primaverili e del conseguente mancato ricavo, con evidenziato il danno economico subito dall’apicoltura imprenditoriale e un approfondito studio sull’andamento meteorologico ai fini della valutazione d’impatto sulla produzione apistica e il rapporto di causa-effetto fra situazione meteo e perdita produttiva.

 

L’Osservatorio Nazionale Miele è l’organismo di supporto per il mondo produttivo e per le istituzioni competenti in materia, in tal senso svolge la funzione di centro studi nazionale del settore apistico, assicurando l’attività di monitoraggio del mercato e della produzione, nonché di monitoraggio e miglioramento della qualità dei mieli italiani, analizzando oltre 1200 mieli/anno.

Attraverso una rete di rilevatori distribuita sul territorio nazionale, l’Osservatorio studia ed elabora 12 Report mensili su mercato e dinamiche produttive, oltre a due Report annuali e eventuali report di allerta, per fornire tempestivamente agli enti e alle istituzioni preposte gli elementi necessari ad attivare le misure di sostegno.           

Grazie al Concorso Tre Gocce d’Oro, giunto alla 42° edizione, l’Osservatorio fornisce assistenza tecnica e formazione per il miglioramento della qualità e per l’approccio con il mercato, e realizza studi scientifici specifici per affrontare eventuali criticità individuate, in un’ottica di promozione e valorizzazione delle produzioni italiane di qualità.             
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Video

  • L'Intervento integrale di Giancarlo NALDI al Consuntivo Apistico 2021 della Basilicata

Agrifoglio n. 108 -  

Temi
Apicoltura
Autori
Giancarlo  Naldi

Direttore dell’Osservatorio Nazionale Miele

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