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"Adotta una pianta": così si conserva la biodiversità del Pollino-Lagonegrese

Il presidente dell'Associazione Vavilov, Antonio Vozzi, presenta la nuova campagna realizzata con ALSIA per allargare la "rete degli agricoltori-custodi"
didascalia.

Antonio Vozzi, presidente dell'associazione Vavilov.

Data:28 Oct 2020

“Salvaguardare la biodiversità e diffonderne la conoscenza è la nostra “missione”.  Antonio Vozzi, neo-presidente dell’Associazione Vavilov, è riuscito a racchiudere in una sola frase la preziosa attività svolta dal sodalizio all’interno del territorio del Pollino, fianco a fianco con istituzioni ed enti di ricerca.  L’associazione, nata nel 2009, con la consulenza dell’Università degli studi della Basilicata e dell’ALSIA, lavora infaticabilmente alla conservazione delle specie vegetali di interesse alimentare, officinale e naturalistico del Parco Nazionale del Pollino e del Lagonegrese, oltre che alla promozione del loro utilizzo, alla ricerca di tecniche tradizionali e moderne di valorizzazione.

“In collaborazione con l’ALSIA - racconta Vozzi - sono tante le varietà di frutti dimenticati che siamo riusciti a recuperare e salvare da una sicura estinzione. Ma tantissimo è ancora il lavoro da fare. Il territorio del Pollino-Lagonegrese è una miniera a cielo aperto di piante, fruttiferi e specie vegetali spontanee che rischiano di andare persi per sempre”.

È per questo che ad affiancare l’attività dell’associazione che, non a caso, porta il nome di Nikolaj Ivanovič Vavilov - l’agronomo, botanico e genetista russo considerato il padre degli studi sulla biodiversità - ci sono gli "agricoltori-custodi". Autentiche sentinelle del territorio, istituzionalizzate nel 2008 dalla legge regionale n.26 della Basilicata.

“Il loro - spiega il presidente di Vavilov - è un ruolo fondamentale per mettere al riparo l’ambiente da coltivazioni intensive e conservare intatto l’ecosistema che lo caratterizza. L’agricoltore-custode è colui che coltiva, conserva e protegge in uno specifico areale antiche varietà di frutta, ortaggi o cereali (la cosiddetta biodiversità domesticata), e molto spesso prima di lui lo hanno fatto i suoi antenati. Si diventa agricoltore-custode per amore verso la natura e per il proprio territorio”.

La prossima sfida? Antonio Vozzi non ha dubbi: “La diffusione e la valorizzazione della Majatica di Chiaromonte, una cultivar di ulivo che si riteneva ormai irrimediabilmente scomparsa e che, insieme all’Azienda agricola sperimentale dimostrativa dell'Alsia “Pollino” di Rotonda, siamo riusciti a recuperare e mettere a dimora in vivaio. Il passo successivo, adesso è  innestarlo e darlo ai soci”.

Ma la rete degli oltre 80 soci dell’Associazione Vavilov da sola non basta per assicurare un “esercito” sufficiente di custodi dell’agrobiodiversità. Da qui l’idea di una nuova campagna per rendere l’attenzione alla biodiversità e alla sua salvaguardia una pratica diffusa. “ ‘Adotta una pianta’- anticipa ad Agrifoglio, il presidente Vozzi -  è il nome del progetto che l’Associazione Vavilov ha in cantiere insieme all’ALSIA, e consente ai cittadini la possibilità di salvare una determinata pianta,  adottandola. Si potrà così sostenere a distanza le fasi di crescita, cura e vegetazione della propria pianta, in cambio dei frutti quando arriverà il momento della raccolta.  Ci sembra questo un modo per salvare dall’estinzione un numero più elevato di varietà, in particolare quelle frutticole”.

Resta fermo l’impegno di Vavilov a continuare a diffondere una maggiore cultura ambientale. “Pur con le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria causata dal Covid - conferma Antonio Vozzi - sono in programma corsi di formazione sia per “addetti ai lavori”, come i corsi di potatura, vitivinicoltura, di conoscenza e selezione delle piante officinali, sia corsi di tipo divulgativo rivolti alle scuole e ai più giovani, per educare al rispetto dell’ambiente e della biodiversità. Sono i ragazzi gli agricoltori custodi del futuro.”

Agrifoglio n. 100 -  

Temi
Biodiversità
Autori
Margherita Agata

Fpa srl

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Il Comitato Unico di Garanzia dell' ALSIA