Natura, cultura, biodiversità, cibo e tradizioni popolari. Sono gli “ingredienti” del Festival del cibo e delle tradizioni – IX Palio del grano che si terrà sabato 3 e domenica 4 agosto a Terranova di Pollino.  Due giorni in cui  si rinnova la rappresentazione del lavoro di mietitura e trebbiatura dei campi, facendo rivivere momenti di comunità e valorizzazione delle identità.  Il Festival, organizzato e promosso da Parco Nazionale del Pollino,  Gal La Cittadella del Sapere , in collaborazione con la Comunità del Cibo e della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare dell’Area Sud della Basilicata e con l’Alsia, è un momento prezioso per valorizzare la biodiversità di interesse agricolo ed alimentare,  il paesaggio e il cibo con i suoi sapori, aromi, odori e le sue tradizioni.

E’ in questa cornice che l’Alsia, il 4 agosto, alle 20, in Largo Marsala,  presenta il Quaderno pubblicato  sul n.85/2019 della Rivista Agrifoglio su “Le antiche varietà di cereali dell’area sud della Basilicata”.

ALSIA, insieme all’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in questo Quaderno,  approfondisce la sua attività relativa ad alcuni antichi cereali del Pollino e dell’Appennino lucano: il miscuglio di grano tenero Carosella e la segale, varietà Jermana. Due specie che nel passato hanno avuto un grande ruolo nell’economia delle popolazioni della montagna meridionale,  avendone assicurato, insieme alle patate ed al mais,  il fabbisogno di carboidrati.

Questo studio sulla caratterizzazione fenotipica e genetica della Carosella o della segale Jermana, unito alla ricerca storica sulla loro antica diffusione nelle contrade lucane, ha consentito, oltre che ad approfondire le conoscenze  di questi due cereali, di raccogliere tutti gli elementi necessari alla loro iscrizione al Repertorio delle varietà a rischio di erosione genetica e di estinzione della Regione Basilicata, al Registro delle varietà da conservazione, e, per la farina di Carosella, a presentare al Ministero una richiesta di riconoscimento della Dop.

La strada della valorizzazione, anche attraverso i marchi di tutela, è sempre la strada migliore per assicurare la conservazione delle antiche varietà, in quanto ne riduce, di conseguenza, il rischio dell’erosione genetica e dell’estinzione.