La “Pu’iata” di San Giorgio Lucano è il piatto a base di menta pulegio, per generazioni consumato come colazione nel paese delle mille grotte.

Un piatto povero, ma ricchissimo di profumi e tradizione fatto di ingredienti semplici  e genuini,  inserito, grazie alla proficua sinergia tra Alsia e “popolo dei grottaroli”,  dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft) nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) e pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.60 del 12-03-2019 - Suppl. Ordinario n. 9.

E’ anche per brindare a questo prestigioso riconoscimento che, martedì 16 luglio, alle ore 21, a San Giorgio Lucano, presso la Grotta Ripa, in via Franz De Pinedo, nell’ambito dell’evento “Il popolo dei grottaroli profuma di pulegio”, si terrà il convegno  su “La Pu’iata sangiorgese, l’uso del pulegio nel popolo dei grottaroli”.

Ne parleranno Domenico Cerbino, responsabile dell’Azienda agricola sperimentale dimostrativa Alsia “Pollino” di Rotonda, Rudy Marranchelli, vice presidente nazionale Agia- Cia  e Pietro Valicenti, erborista.

Seguirà una degustazione della pu’iata  con la tipica vaccarella con salumi.

Menta pulegio, aglio, peperoncino, peperone dolce di Senise in polvere, pane raffermo, sale, un goccio di olio extravergine: questi gli ingredienti necessari per realizzare questa pietanza, resa inconfondibile dalla presenza di  un aroma quasi “canforato“ che dona un senso di freschezza e pulizia per la presenza di olio pulegione.  

Semplicissima la preparazione.  Per un’ottima pu’iata è sufficiente mettere a bollire in una “pignata” circa un litro d’acqua con tre-quattro spicchi d’aglio spezzettati grossolanamente e un peperoncino. Quando l’acqua bolle e l’aglio è cotto, ma ancora tenace, si mette in infusione il mazzetto di puleggio e si spegne il fuoco. Si lascia riposare tre minuti, si cola, si aggiunge il sale e il peperone dolce di Senise in polvere. Con un mestolo si versa nel piatto, sul pane raffermo;  un goccio d’olio e il piatto è pronto.

L’ideale per le fredde giornate invernali, anche se ormai la pu’iata  si utilizza per tutto l’anno per le sue proprietà fitoterapiche e culinarie.