Resto al Sud, il decreto Rilancio aumenta le misure di sostegno

In agricoltura, ammissibili domande per la trasformazione dei prodotti. Gian Marco Verachi, Invitalia: "Occorre fare rete"
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Risultati incoraggianti anche in Basilicata per il progetto "Resto al Sud" .

Data:16 Sep 2020

C'è un modo per evitare lo spopolamento delle aree di regioni del Mezzogiorno o delle aree terremotate che, al tempo stesso, valorizza le potenzialità dei giovani imprenditori e mette a sistema un meccanismo di sostegno reale. “Resto al sud”, promosso da Invitalia, ha il vantaggio di utilizzare strumenti di sostegno economico del tutto inaspettati. Lo confermano i dati sulle domande presentate quest'anno, aggiornati ai primi giorni di settembre 2020: nelle 11 regioni coinvolte sono state presentate 14.688 domande complessive per un valore totale di più di 994 mila euro e una occupazione prevista di circa 53 mila unità. Il 40% circa di queste cifre è quello che è giunto all'approvazione finale. Le principali attività di riferimento per la presentazione delle domande sono quelle turistiche culturali, manifatturiere artigianali, e dei servizi alla persona. 

In sintesi i progetti approvati sono pari a 409 milioni di euro di investimenti, con una media di 70 mila euro a progetto e occupazione di circa 23 mila unità. E' Gian Marco Verachi, responsabile della Service Unit di “Resto al sud” di Invitalia a illustrare le modalità del progetto: “I numeri sono rilevanti – spiega. Il decreto Rilancio di maggio introduce novità sostanziali, a cominciare dal contributo di liquidità che viene erogato alle imprese che concludono il programma di spesa. Nella conversione in legge del decreto, è stato alzato il tetto per le aziende individuali con 60 mila euro. Per le società il contributo è di 50 mila euro pro socio. A questo si aggiunge una ulteriore novità, per le domande presentate a partire dal 19 luglio scorso, che ridetermina il mix agevolativo – prosegue: 50% a fondo perduto e altrettanto in finanziamento bancario”. 

La Basilicata ha presentato quasi 300 domande (dati sempre riferiti all'inizio di settembre 2020), 113 delle quali sono state approvate, per un totale di investimenti pari a 7.174 euro e una occupazione prevista di 427 unità. Dati che seguono il trend nazionale e che si concentrano nella ricettività diffusa extralberghiera e nella ristorazione. “I numeri, comunque, sono in continua evoluzione – spiega ancora Verachi: circa 6000 progetti sono stati approvati. La Basilicata, in particolare, indica segnali interessanti come confermano anche i casi che abbiamo descritto nello spazio 'In viaggio con Resto al sud'”. 

Due infatti le storie emblematiche di progetti finanziati da questo strumento. Il primo è quello di Luciano Pergola, potentino di 33 anni che ha dato vita a “BoatAndGo”, società che si occupa di comparazione di offerte nei servizi di noleggio e boat sharing e che si prepara a creare un vero e proprio motore di ricerca specializzato. Il secondo caso, descritto nella rubrica video di Invitalia riservata a questo progetto, è quello di Salvatore Anastasio e Adil Rafia, soci della Hydris Lab di Viggianello una società che importa olio di Argan dal Marocco come prodotto cosmetico e lo vende alla grande distribuzione e in e-commerce. 

“Le domande del settore agricolo non sono ammissibili, ma fanno eccezione quelle relative alla trasformazione del prodotto che rientrano nei possibili finanziamenti – chiarisce Gian Marco Verachi – e i dati della Basilicata, pur trattandosi di una regione piccola, ci dicono che Resto al Sud si conferma una misura potente e rapida. In 30 giorni diamo riscontro così come il sistema bancario che ci segue e può far partire i progetti finanziati in pochi mesi”.

Lo stop imposto dal covid-19 non ha influito sulla operatività di Resto al sud. “L'attività del nostro team – conferma Verachi – per fortuna non ne ha risentito. La domanda, invece, in particolare ad aprile, ha registrato un rallentamento comunque molto contenuto. La nostra misura è gestita in modo totalmente digitale anche dal punto di vista personale: gli incontri infatti avvengono via Skype. Da maggio è arrivata la ripresa, tanto che ad agosto abbiamo registrato dati record nella presentazione delle domande; le novità normative poi contribuiranno ad aumentare questo aspetto. Oltre alle agevolazioni che il Governo fornisce alle imprese, Invitalia consente liquidità aggiuntiva a fondo perduto e senza necessità di rendicontazione pari a 15 mila euro, a condizione ovviamente che gli iter finanziari vengano rispettati".

"Se dovessimo tracciare un identikit di chi sceglie Resto al sud, devo dire che si tratta di un universo variegato – conclude Verachi. Andiamo dalle iniziative innovative, in particolare nel settore informatico, con competenze cresciute senza tradizione familiare a quelle già avviate. La nostra misura infatti è aperta sia a start up che a iniziative nate dopo il 21 giugno 2017. Si tratta di tipologie differenti: prevalgono le ditte individuali e in particolare al Sud dove purtroppo c'è ancora qualche freno sul concetto di rete. Invece l'unione fa la forza, e consente di unire diverse competenze: quindi credo che in questo senso il lavoro sul territorio debba puntare a sviluppare questo meccanismo”. 

 

 

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Antonella  Ciervo

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