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Multifunzionalità "light", idee alternative con piccoli investimenti

Necessari comunque il rispetto delle norme, la coerenza con il contesto e il contributo al consolidamento e alla valorizzazione dell’attività primaria
didascalia.

Agrievento con prodotti aziendali: il bancone è stato realizzato con semplici pallet recuperati.

Data:19 Oct 2021

Il concetto di multifunzionalità negli ultimi anni è andato via via ampliandosi per accogliere sia un maggior numero di attività connesse a quella agricola sia i cambiamenti culturali e dei consumi che hanno ridisegnato la nostra società: dalla maggiore sensibilità nei confronti della natura e del paesaggio, alla forte propensione per una vita più sana. 

Si considera “multifunzionale” un'azienda agricola che non si limita alle attività di coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali ma svolge almeno un’altra attività fra quelle considerate “connesse” dal Codice Civile, indirizzate soprattutto ad offrire prodotti e servizi al cittadino-consumatore.

Grazie ai nuovi e più ampi significati del concetto di multifunzionalità le persone che hanno deciso di investire nel comparto spinte dal desiderio di realizzare un proprio sogno, un proprio progetto agricolo, hanno avuto una molteplicità di opportunità che prima non esisteva.

Anche se la prima forma di multifunzionalità light, l’agricampeggio, esisteva sin dalle prime normative sull’agriturismo possiamo tranquillamente affermare che in principio la multifunzionalità era identificata quasi esclusivamente con la ristorazione agrituristica e con l’ospitalità ovvero il pernottamento in camere o appartamenti ricavati dal patrimonio immobiliare rurale. E, quindi, attività che comunque necessitavano di grossi investimenti per la fase di avvio.

La disciplina dell'agriturismo (art. 2 comma 3 della legge n. 96 del 20 febbraio 2006), il consolidamento del settore delle fattorie didattiche prima e la legge nazionale sull’agricoltura sociale (art. 2 comma 1 lettere b e d della legge n.141 del 18 agosto 2015) dopo, hanno dato un grosso impulso alle forme di multifunzionalità light. A queste due importanti innovazioni legislative è necessario aggiungere tutte le iniziative volte a semplificare gli aspetti burocratici della vendita diretta (la più recente contenuta nella legge di bilancio 2019 all'art.1 comma 700).

Ma cosa intendiamo esattamente quando parliamo di multifunzionalità light?

Possiamo semplificare affermando che si tratta di attività realizzabili con piccoli investimenti, in genere al di sotto dei 20.000 € e che non necessitano di particolari infrastrutture o dotazioni di beni immobili che non siano il semplice fondo agricolo.

Partiamo da tutte quelle attività collegate alla didattica in fattoria e rivolte agli adulti (Figura 1): dai corsi di avvicinamento alle filiere alimentari, a quelli sul consumo consapevole, dalle attività rivolte alle famiglie nella loro interezza, a tutti quei piccoli corsi o attività di team building in cui l’azienda agricola diventa sia laboratorio che contesto educante.

Anche le forme di vendita diretta si sono parecchio evolute ed oggi è possibile vendere al di fuori dell’azienda stessa sia attraverso il commercio itinerante (tramite i cosiddetti “food truck” cioè chioschi-furgone per la somministrazione di cibi e bevande, o i “street vending truck” cioè mezzi/furgoni che fanno solo vendita), sia nei mercati contadini, sia organizzando consegne a domicilio.

Ancora nel novero delle attività che contraddistinguono la multifunzionalità light abbiamo tutte le forme di “feste” e “cerimonie” che possono essere realizzate anche senza disporre di strutture “al coperto”. Infatti, attraverso la collaborazione con altre aziende a cui è consentita la preparazione e somministrazione di cibo è possibile utilizzare l’azienda agricola per esempio per eco-feste, eco-cerimonie che partendo dal valore della semplicità riescono ad esaltare la relazione con l’ambiente naturale.

Concludiamo questa rassegna di attività possibili citando quelle forme di ristorazione agrituristica light che sono l’agribar e l’agripicnic. In questi casi è necessario comunque disporre di una licenza agrituristica ma non sono necessari tutti gli investimenti legati all’acquisto di una cucina “da ristorante” o legati alla realizzazione di sale dove svolgere l’attività di ristorazione. Tali formule di diversificazione sono particolarmente snelle e possono essere tranquillamente erogate solo nelle stagioni in cui c’è una effettiva richiesta di tali servizi.

 

Cosa occorre non trascurare

La base giuridica della multifunzionalità, e dunque anche delle forme di multifunzionalità light, si può riscontrare nell’articolo 2135 del Codice Civile, come modificato dal Dlgs n. 228 del 18 maggio 2001.

Quindi, restano comunque quei paletti tesi ad evitare che le nuove attività consentite all'imprenditore agricolo fossero sostitutive o prevalenti rispetto a quella tipica di coltivazione e allevamento animali.

Anche le attività di multifunzionalità light devono essere, pertanto, coerenti con il contesto in cui esse vengono realizzate, e contribuire al consolidamento e alla valorizzazione dell’attività primaria.

Altro elemento centrale derivante direttamente da quella visione, precedentemente illustrata, in cui l’azienda agricola è anche soggetto attivo nel tessuto sociale di riferimento è la necessità di creare e consolidare una rete di relazionali ampia e diffusa. Molte attività di multifunzionalità light infatti possono essere erogate solo realizzando sinergie con altri attori del territorio che possono portare competenze e infrastrutture di cui l’azienda agricola è deficitaria. Abbiamo fatto precedentemente riferimento alle autorizzazioni per la somministrazione di cibo, ma vale lo stesso ad esempio per le competenze sanitarie necessarie per accogliere gruppi di persone con disabilità. Sarebbe dunque importante analizzare la propria rete di relazioni e se necessario rafforzarla. A scopo esemplificativo riportiamo un elenco di soggetti che potrebbe essere utile contattare rispetto alla specifica attività che si vuole svolgere:

  • Somministrazione di cibo e bevande in maniera estemporanea: ristoratori o società di catering in possesso delle necessarie autorizzazioni per la somministrazione en plain air (all'aria aperta);
  • Visite e degustazioni: associazioni di consumatori, associazioni ambientaliste, circoli ricreativi;
  • Eventi ed ecofeste: ludoteche, cooperative sociali, librerie e club di lettori;
  • Accoglienza di soggetti fragili: Asl, ambiti sanitari territoriali, associazioni che operano nel settore;
  • Mercati contadini: altri contadini, associazioni di consumatori, gruppi di acquisto.

 

Come mai è avvenuto questo cambiamento

Innanzitutto per cogliere nuove opportunità di reddito, soprattutto in una realtà rurale italiana caratterizzata da imprese agricole per lo più di piccola dimensione dove con le sole attività primarie, di coltivazione e allevamento, si fa sempre più fatica a dare al lavoro continuità e adeguata remunerazione, e poi per valorizzare nuove risorse e professionalità in ambiti collaterali al fine di creare nuovo valore sociale.

Inoltre, terminata la stagione dei grandi (e semplici) investimenti finanziati dai Programmi di Sviluppo Rurale, e compreso che questi strumenti ben si adattano alle aziende di grande e media dimensione ma che a volte per loro stessa natura sono inaccessibili alle micro aziende e soprattutto ai giovani che magari desiderano recuperare piccoli fondi di famiglia, si è ritenuto opportuno semplificare alcuni processi e liberalizzare il mercato pur sempre nel rispetto della legge sull’agricoltura sociale che pone l’azienda agricola quale attore protagonista dello sviluppo del territorio e quindi come luogo che può offrire tutti quei servizi alle comunità e alle persone che altrimenti in un territorio rurale difficilmente potrebbero essere erogati dal sistema pubblico o da investitori privati.

Questi ambiti collaterali stanno realizzando una vera e propria rivoluzione culturale che sta contribuendo a creare una più diffusa sensibilità per i valori della natura, del paesaggio, della sana alimentazione, dell’enogastronomia e delle tradizioni contadine (Figura 2).

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Autori
Giuseppe  Orefice

Associazione Agrigiochiamo, didattica e comunicazione rurale