Focus

La salute delle piante, con lo sguardo sul pianeta ed i piedi in Basilicata

Fondamentale il ruolo dell'ALSIA per la sostenibilità e il miglioramento della difesa delle colture
didascalia.

riprese con drone nei siti di conservazione della biodiversità del Pollino.

Data:31 Jul 2020

Su proposta della FAO, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2020 “Anno Internazionale della Salute delle Piante (IYPH 2020)”. Obiettivo principale dell’iniziativa è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla necessità di preservare la salute delle piante per la loro importanza a livello globale. Le piante hanno un ruolo ecosistemico fondamentale e costituiscono l’80% del cibo che consumiamo ed il 100% dell’alimentazione degli erbivori di cui ci nutriamo. Tuttavia sono esposte alla costante minaccia di patogeni, parassiti animali e condizioni agro-climatiche avverse che i cambiamenti climatici e l’azione dell’uomo rendono spesso più aggressivi. Questo non riguarda solo le coltivazioni (si stima una perdita annuale di circa il 40% delle produzioni agricole mondiali) ma anche le aree naturali e le foreste che producono il 98% dell’ossigeno che respiriamo, e contribuiscono a mediare l’equilibrio dei diversi fattori del pianeta con quello idrogeologico, preservando la biodiversità.

L’IYPH 2020 rappresenta – secondo la FAO - uno strumento fondamentale per perseguire e raggiungere molti degli obiettivi di “sviluppo sostenibile” approvati dalle Nazioni Unite (ridurre la povertà, sconfiggere la fame, proteggere l’ambiente e incrementare lo sviluppo economico), con un approccio del tipo “one health”, che considera legate e correlate la salute dell’ecosistema e degli organismi che lo popolano con quella della specie umana e dove, quindi, la cura dell’ecosistema è necessaria alla stessa sopravvivenza dell’uomo.

Il focus che in questo numero di Agrifoglio dedichiamo all’IYPH 2020 vuole essere un contributo a livello nazionale a perseguire l’obiettivo della “sensibilizzazione” e dell’informazione sulla tematica della salute delle piante, declinata sotto diversi aspetti e scale territoriali. Vuole essere inoltre un momento di riflessione sulla realtà regionale delle piante spontanee, forestali e coltivate e su quale possa essere il contributo concreto da parte della nostra Agenzia regionale di sviluppo agricolo sul fronte della gestione fitosanitaria delle piante.

La riduzione delle aree naturali per le attività antropiche, i cambiamenti climatici, l’inquinamento diffuso, i commerci mondiali, l’uso intensivo di mezzi chimici in agricoltura, il depauperamento della variabilità genetica con la conseguente uniformità genetica delle colture, incidono sempre più pesantemente sulla salute delle piante (e, più in generale, degli ecosistemi) favorendo la diffusione e l’aggressività di parassiti e patogeni.

Per contrastare gli effetti negativi delle attività umane sull’ambiente, l’Unione europea ha introdotto norme sempre più restrittive di “sostenibilità” che stanno interessando l’agricoltura in generale e la gestione fitosanitaria in particolare (es. la direttiva 128/96/CE sull’uso sostenibile dei pesticidi o i vari regolamenti sulla commercializzazione e sull’uso dei prodotti fitosanitari). Anche la gestione del rischio di introduzione di organismi nocivi o della loro diffusione in nuove aree è sempre più normato (es. Nuovo Regime Fitosanitario europeo, entrato in vigore lo scorso anno).

Il mutato scenario normativo europeo (e, di conseguenza, nazionale e regionale) interessa molti attori dell’intera filiera agroalimentare, dai vivaisti agli agricoltori, dai produttori di mezzi tecnici ai commercianti, dalle società di consulenza e laboratori fitopatologici alle autorità di vigilanza e controllo, e impone a tutti scelte imprenditoriali o adeguamenti organizzativi e strutturali sempre più rapidi.

La Basilicata, pur essendo definita uno “scrigno di biodiversità”, è direttamente interessata da criticità che impattano sulla salute delle piante, sia in ambienti agrari che nelle diverse aree naturali: ad esempio i “colpi di calore” che stanno interessando alcuni boschi lucani, la riduzione della sostanza organica nei terreni del Metapontino e della collina materana che li espone al rischio di “desertificazione”, l’aumento della salinità delle falde lungo la fascia costiera jonica, l’erosione costiera, la degradazione delle pinete litorali, l’inquinamento diffuso e puntiforme da prodotti fitosanitari nelle aree più intensamente coltivate, associato al costante rischio di introduzione di nuovi parassiti delle piante coltivate e spontanee (la tristeza degli agrumi, la sharka delle drupacee, il cinipide galligeno del castagno, la drosofila dei frutti, la cimice asiatica, solo per citarne alcuni in ordine cronologico di comparsa).

L’ALSIA, ente strumentale della Regione Basilicata per l’attuazione delle politiche di sviluppo agricolo, è direttamente coinvolta sia nella gestione fitosanitaria che delle diverse attività di informazione, divulgazione e assistenza tecnica finalizzate proprio alla “sostenibilità” ed al miglioramento della difesa delle colture. Alla storica attività di monitoraggio fenologico e fitosanitario per la redazione dei bollettini fitosanitari, l’ALSIA ha da diversi anni affiancato l’uso di modelli previsionali per alcuni fitofagi e patogeni e potenziato la rete agrometeorologica e i sistemi di supporto all’irrigazione (un’equilibrata fertirrigazione migliora lo stato di salute delle piante e le rende più resistenti alle avversità).

Su delega regionale, inoltre, l’ALSIA gestisce il servizio di controllo e regolazione delle macchine irroratrici dei prodotti fitosanitari, il cui uso razionale è fondamentale per la riduzione dell’impatto degli agrofarmaci.

Formazione, informazione e consulenza sono servizi fondamentali per supportare le aziende agricole, soprattutto in un settore molto dinamico come è quello della difesa fitosanitaria. Per questo l’ALSIA, in modo sinergico con l’Ufficio fitosanitario regionale, organizza i corsi per il “patentino” per l’uso dei fitofarmaci, organizza giornate formative per gli agricoltori, diffonde il “consiglio alla difesa” e i messaggi di allerta tramite i bollettini e gli strumenti multimediali oggi disponibili.

Tra le attività per la difesa delle piante, non solo coltivate, che vedranno impegnata l’Agenzia già dal prossimo autunno, in collaborazione con il Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata ed altri enti ed istituzioni locali, sono da ricordare un progetto organico di lotta alla processionaria del pino (primo passo per la difesa integrata delle pinete costiere) e, in fase di implementazione, un progetto per prevenire l’introduzione del CoDiRO da Xylella fastidiosa in Basilicata.

Agrifoglio n. 97 -  

Temi
SeDI
Autori
Aniello Crescenzi

direttore ALSIA