Botanicum premia il miglior agricoltore 2019 della filiera delle officinali lucane

Il riconoscimento dell'edizione 2020 del convegno scientifico a Pio Scaramuzzo, dell'azienda San Felice di Lavello (PZ)
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Pio Scaramuzzo, titolare dell'azienda agricola Sanfelice di Lavello premiata a BotanicuM 2020 .

Data:30 Sep 2020

La scommessa è importante, e da cinque anni è ampiamente superata. Lo dimostra il premio che gli ha assegnato BotanicuM 2020, l'undicesima edizione del convegno scientifico sulle piante officinali della Basilicata, tenutosi quest'anno a Castelluccio Superiore (PZ). Pio Scaramuzzo, fondatore dell'azienda Sanfelice di Lavello (PZ) e considerato oggi il "miglior agricoltore della filiera officinale per il 2019", in realtà prima svolgeva un'altra professione. 

“Ero presidente di una cooperativa sociale – racconta – e poi ho deciso di gestire i terreni di famiglia, cambiando attività”. In tutto, la Sanfelice si sviluppa su quattro ettari di terreno. “Poco più di un ettaro – prosegue Scaramuzzo – è destinato alle erbe officinali, mille metri circa a zafferano e il resto è un oliveto”. Lo zafferano offre spunti e segnali interessanti che però devono fare i conti con le difficoltà della commercializzazione soprattutto nel post-Covid. “In questi giorni stiamo preparando alcuni campioni per uno chef di origini lucane che lavora a Hong Kong , ma ci muoviamo anche sul mercato locale”.

BotanicuM 2020, promosso dall’ALSIA, l’Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, insieme a Comuni della Valle del Mercure, all’Ente Parco nazionale del Pollino, al GAL “La Cittadella del Sapere” e all’azienda EVRA Italia di Lauria (PZ), è stata un’occasione di confronto e di approfondimento sulla filiera delle piante officinali lucane, ma soprattutto una opportunità di riconoscimento del valore delle aziende del territorio. In quella circostanza, Domenico Cerbino, responsabile dell’Azienda agricola sperimentale dell’ALSIA “Pollino” di Rotonda, che promuove e assiste le attività e gli operatori lucani della filiera delle officinali, ha sottolineato la necessità di puntare sulla meccanizzazione per potenziare le fasi della filiera, ma ha anche ricordato quanto siano significativi alcuni passaggi come l'essiccazione. L’obiettivo è quello di ridurre i costi di produzione senza rinunciare alla qualità, potenziando questo comparto che presenta ottime potenzialità

Pio Scaramuzzo, che si è aggiudicato quest'anno il premio, lavora ogni giorno circondato dal patrimonio naturale che gli è valso anche l'importante riconoscimento: le erbe officinali. “Attraverso l'EVRA (azienda che insieme ad Alsia cura il progetto di microfiliera delle piante officinali nel Parco del Pollino, ndr) che è un vero punto di riferimento, la nostra attività si muove in modo organico e proficuo. In un'area di oltre un ettaro coltiviamo melissa, salvia e menta piperita. Siamo in fase sperimentale inoltre nella coltivazione di malva e camomilla ma la produzione verrà avviata il prossimo anno”.

Insieme a Pio Scaramuzzo lavorano in azienda quattro ragazzi che si dividono in turni, seguendo la stagione di raccolta e coltivazione. “In questo periodo lavorano due collaboratori, ma i periodi di riferimento per la nostra attività vanno da marzo-aprile fino a ottobre-novembre”.

La nuova generazione della famiglia Scaramuzzo sarà composta da sole donne, le due figlie di Pio: “Una delle due si è appena laureata e l'altra frequenta il liceo, ma non è detto che non proseguano l'attività di famiglia. Sono molto interessate alla coltivazione delle officinali – racconta – ma nel caso in cui decidessero di trasformarlo in lavoro, sanno bene che questo vorrà dire impegno totale”.

 

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Agrifoglio n. 99 - Settembre 

Temi
Biodiversità
Autori
Antonella  Ciervo

FPA srl