Bioeconomia a Km 0: scarti di foraggio trasformati in biogas e alimento zootecnico

Dal progetto GO del CRPA di Reggio Emilia un esempio di filiera agroalimentare corta e sostenibile
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Data:30 Sep 2020

Gli scarti e i sottoprodotti dei foraggi possono diventare una risorsa? I dati del progetto “GO Bioeconomia a km 0”, portato avanti dal CRPA - Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia, insieme al team di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, dicono di sì.

I Gruppi Operativi (GO) del Partenariato europeo per l'Innovazione in agricoltura (Pei-Agri) sono sostenuti dalla Sottomisura 16.1 del PSR, il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Basilicata 2014-20, e riguardano progetti in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura per introdurre, applicare e trasferire le innovazioni già disponibili nel settore agricolo e agroalimentare. Il Gruppo Operativo per l’Innovazione Bioeconomia a km 0 ha lavorato nell’ottica di sviluppo di una filiera agro-alimentare corta, integrata e sostenibile per il riutilizzo dei sottoprodotti e degli scarti di lavorazione all’interno dell’azienda agricola, per l’alimentazione dei bovini e per la produzione di biomasse utili all’impiego nei biodigestori.

A completare il gruppo di lavoro, l’Associazione Regionale Allevatori dell’Emilia-Romagna e la Società Agricola Ferrari Giuseppe & C. di San Giorgio Piacentino, azienda tipica della provincia con 200 bovine in lattazione e impianto di biogas dal 250 kW, dove sono state svolte le attività e testate le innovazioni del progetto.

“Si tratta dell’unica azienda della provincia di Piacenza – ci spiega Aldo Dal Prà del CRPA - che conferisce il latte per la produzione di Grana Padano. Sfalci non essiccati, trebbie esauste, se non si trova un modo per riutilizzarli per l’azienda diventano un rifiuto da smaltire, quindi un costo. Il progetto ha avuto lo scopo di mettere a punto, testandola sul campo, una metodologia per individuare la combinazione ottimale dei diversi fattori utilizzabili per conservare sottoprodotti o foraggi freschi che non possono essere pre-appassiti o essiccati”.

L’insilamento di foraggi verdi con polpe essiccate di bietola e trebbie umide di birra ha fatto riscontrare un evidente miglioramento  dei processi fermentativi e della qualità del prodotto finale. La prova è stata svolta su erba medica con trebbie umide di birra.  “Il prodotto ottenuto – racconta Dal Prà - è stato fatto assaggiare ai bovini dell'azienda partner del progetto. Gli animali hanno mostrato una preferenza della dieta nella quale veniva impiegata la trincea di trebbie umide, con un aumento di ingestione di circa il 5-10% giornaliero rispetto alla dieta che includeva il trinciato di frumento. Essendo l'azienda Ferrari produttrice di latte per la produzione di Grana Padano, le prove di somministrazione hanno interessato solo capi da rimonta, per rispettare il disciplinare di produzione del formaggio Dop”.

I dati ottenuti dal progetto “Bioeconomia a Km 0” dimostrano che questo approccio circolare all'utilizzo di sottoprodotti e scarti di lavorazione può portare non solo a una effettiva riduzione dei costi di produzione, in particolare dell'alimentazione, ma anche risparmi energetici qualora si avviino gli insilati ricavati da foraggi e sottoprodotti in eccesso alla digestione anaerobica.

“Per quanto riguarda l'utilizzo dei sottoprodotti per produrre metano – dice Dal Prà - sono stati effettuati diversi test di biometanazione con strumentazione di laboratorio messa a punto dal Crpa. I test hanno avuto la du­rata di 27 giorni  e sono stati effettuati con metodica ISO  su diverse matrici  con differenti trattamenti. Le potenzialità delle diverse matrici a produrre metano sono state messe a confronto con quelle del silo mais che è il prodotto più utilizzato”.

Ciò ha permesso di introdurre nell’allevamento coinvolto nel progetto un modello di economia circolare che può abbassare i costi di produzione. Ne è emerso che un'oculata gestione, l'impiego di sottoprodotti e la produzione di energia rinnovabile forniscono performance ambientali paragonabili a quelle delle aziende da latte più efficienti del Centro Europa.

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Agrifoglio n. 99 - Settembre 

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agrinnova
Autori
Margherita Agata

FPA srl - Roma