Basilicata, la comunità prende in consegna la memoria dei "patriarchi" da frutto

Un progetto dell'ALSIA che parte da 3 itinerari e 12 alberi plurisecolari per valorizzare il territorio anche dal punto di vista turistico. Nuova intesa con l'APT
didascalia.

L'antico gelso nero di circa 500 anni a S. Paolo Albanese (PZ).

Data:25 Sep 2022

Dall'Agricoltore custode alla Comunità custode, da uno a molti. Ovvero come garantire che la "memoria" rappresentata dai grandi "alberi padri" da frutto della Basilicata, che vantano un'età di diverse centinaia di anni, non vada perduta con gli ultimi agricoltori custodi, che al momento ne garantiscono da soli la cura e manutenzione, ma venga consegnata ad una comunità consapevole che ne moltiplichi il valore, educando in tal senso soprattutto le nuove generazioni.

Un vero e proprio passaggio di testimone, insomma, quello previsto del progetto "PATRINET.BAS - Itinerari in rete dei Patriarchi da frutto della Basilicata", finanziato dal MIPAAF, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, alla Regione Basilicata con la Legge 194 del 2015 sulla biodiversità di interesse agricolo, e delegato all’ALSIA per la sua realizzazione. 

L'attenzione ruota attorno a piante plurisecolari di pero, ad esempio, oppure di gelso, mandorlo, olivo, castagno, carrubo e molto altro ancora. Ma se l'aspetto della valorizzazione dell'agrobiodiversità rappresentato da queste antiche varietà da frutto, che hanno attraversato molti secoli per arrivare sino a noi, rappresenta il punto di partenza del progetto, gli interventi previsti si sviluppano in altri "strati": tutela e valorizzazione ambientale, didattico-culturali e turistici. Un modo, insomma, per raccontare il territorio della Basilicata attraverso la memoria dei Patriarchi da frutto, “grandi vecchi” che affondano radici e si alimentano nel terreno del passato e fioriscono in una chioma generativa di frutti e semi, cibo per le nuove generazioni. Veri "alberi padri", protagonisti di fiabe, miti e leggende, attraverso i quali recuperare la storia dei luoghi, le tradizioni e le culture popolari.

E non è un caso che PATRINET.BAS rappresenti, assiema al progetto MerSiSar per la valorizzazione delle Aree interne della Basilicata, uno dei primi ambiti operativi di applicazione della nuova intesa sottoscritta a fine agosto 2022 tra ALSIA e APT, l'Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, per una strategia di intervento condivisa nella valorizzazione delle peculiarità del territorio lucano.

PATRINET.BAS, concepito come un format replicabile anche in altre regioni d’Italia, punta quindi a generare un circolo virtuoso, che consenta al patrimonio dei Patriarchi da frutto di essere identificato, archiviato e trasmesso di generazione in generazione, trasformando queste ultime in testimoni attivi e vivaci, investiti della responsabilità del ruolo di custodi in grado di attivarsi per il mantenimento nel tempo di questo ruolo per garantire la cura e il mantenimento dei Patriarchi stessi. Per il momento, 12 "Patriarchi" e 3 itinerari lungo i quali si svilupperà questo primo racconto dei territori della Basilicata: Pollino-Lagonegrese, Melfese, Materano. Ma già una nuova iniziativa è stata candidata dalla Regione Basilicata al finanziamento del MIPAAF, per incrementare gli itinerari e coinvolgere tutti i territori lucani.

Un ruolo di primo piano nella Comunità custode è riservato alla scuola, in particolare quella di primo grado: nel progetto saranno coinvolte 12 classi in Basilicata e 12 del Veneto, per sviluppare percorsi di conoscenza del valore biologico, agronomico, storico ed ambientale degli "alberi Padri" fruttiferi, e sull'importanza della loro tutela anche tramite azioni di "adozione a distanza". Le scuole, infatti, saranno invitate ad adottare un "albero Padre", a sostenerlo e ad elaborare specifici progetti di valorizzazione tramite il pieno coinvolgimento degli insegnanti. Il coordinamento didattico sarà affidato all’Associazione Humanitas Act di Legnago (Verona), partner del progetto, che da anni si occupa di progetti di cittadinanza attiva attraverso i quali promuove il dialogo tra pubblico e privato, in particolar modo tra la scuola e la società per lasciare un’ impronta sul territorio, e che garantirà la condivisione tra le scuole custodi in Basilicata e adottanti in Veneto. Altri partner del progetto sono la Comunità del Cibo e della Biodiversità dell’area sud della Basilicata (Pollino-Lagonegrese), e l'associazione di agricoltori custodi "Vavilov": con loro si svilupperanno le azioni sul territorio. A questo scopo saranno coinvolti referenti in loco (Pro Loco, associazioni, guide etc.) nella realizzazione di progetti di cittadinanza attiva per la valorizzazione del sito in cui si trova l’albero, attraverso la creazione di itinerari tematici, incontri con gli agricoltori custodi e la ricerca di testimonianze storiche e leggende dedicate, da trasformare in “impronte” identitarie ed emozionali per i visitatori.

Tutte le informazioni anche scientifiche e le testimonianze raccolte attorno ai 12 "Patriarchi" e ai loro territori, nonché i prodotti sviluppati durante il lavoro con le scuole, andranno ad alimentare la "Mappa di Comunità" che, attraverso il sito web dell'ALSIA, costituirà una rappresentazione cartografica elettronica e mediatica in cui la comunità si potrà identificare, un “archivio” permanente e dinamico, sempre aggiornabile. Un mèta-luogo, nato dall’interazione tra i vari soggetti della rete (co-narrazione) che include le memorie passate, le azioni svolte nel presente e le relazioni invisibili fra questi elementi, con cui la Comunità custode (in loco e adottante) disegna i contorni dell’intero progetto per evitare la perdita delle conoscenze puntuali, della storia e della saggezza dei luoghi.

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Il Comitato Unico di Garanzia dell' ALSIA