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Archeologia della civiltà rurale, lectio magistralis di Joseph C. Carter

La chora di Metaponto e il sito di Pantanello, dove il passato incontra il futuro
didascalia.

Carter in collegamento da Austin (Texas).

Data:17 Feb 2022

Nella “Prima Giornata di studio sulla ruralità” non poteva mancare la testimonianza del noto archeologo Joseph C. Carter dell’Università di Austin, Texas, che per ben quarant’anni si è occupato di civiltà rurale concentrando i suoi studi soprattutto nel Metapontino. La sua interessante relazione, vera e propria lectio magistralis, può essere rivista integralmente cliccando QUI.

Nell’introdurre la sua relazione, Carter ha voluto ricordare il suo maestro e ispiratore, il famoso archeologo Dinu Adamesteanu, assunto al vertice della appena creata Sovrintendenza archeologica della Basilicata, che operò in Basilicata dal 1964 dedicandosi direttamente o in qualità di promotore agli scavi di Metaponto, Policoro, Matera, Melfi ed Heraclea. "Fu lui - dice Carter - che mi invitò a scavare a Metaponto".

La novità degli studi archeologici di Carter sta nell’approccio, non più limitato all’architettura, alla ceramica e ai centri urbani, bensì rivolto ai campi e alle colture, attraverso lo studio dei semi antichi e dei pollini, quindi uno studio sistematico di tutto il territorio. "Avvalendosi della collaborazione di numerosi esperti in vari campi, lo studio ha riguardato tre settori: quello dei semi antichi (che ha coinvolto il CNR e la banca del germoplasma), quello del bestiame (archeozoologia) e quello degli esseri umani". Così, dal 1974, Carter e la sua equipe inizia a scavare nel Metapontino e successivamente allarga il campo di azione ad altri due siti: Crotone (Calabria) e Chersoneso (antica città greca in Crimea sul Mar Nero). Il 1981 è una data importante poiché per la prima volta nel Metapontino viene fatta l’aratura profonda, il che porta in superficie tonnellate di cocci di ceramica.

"Il censimento dei siti antichi - ha ricordato Carter - è stato realizzato facendo ricognizioni a piedi, cioè camminando lungo i campi. In questo modo, su 50 kmq tra Basento e Bradano, è stato possibile individuare oltre 1000 siti tra fattorie, necropoli, santuari, etc. Successivamente, le ricerche hanno riguardato l’area tra il Basento e il Cavone rivelando altrettante ricchezze archeologiche (figura 1). Alcuni tra questi siti sono stati scavati, e tra questi c’è Incoronata in cui si trova il villaggio più antico risalente all’800 a.c. dove sono stati trovati indizi di coltivazione di uva e grano, Sant’Angelo vecchio, mentre a San Biagio è stato trovato un insediamento più recente risalente al 400 d.c. Ma il sito più redditizio, che ha dato cioè più informazioni sulla civiltà rurale, è stato quello di Pantanello (figura 2). Tra gli anni ’70-’80, durante gli scavi per la costruzione del centro ricerche Metapontum Agrobios in località Pantanello di Metaponto (MT), emergono reperti di grandissimo valore fino alla statale jonica. Questo posto fu sede di un insediamento neolitico del 3.000 a.c. Tra i ritrovamenti più significativi ci sono semi (lenticchie, orzo e uva), moltissimo polline, molte ossa di animali (pecore, cavalli e bovini con i buoi più grandi del mondo Romano), una necropoli (una delle più grandi della Magna Grecia scavate per intero) con 300 tombe coi i loro occupanti. Lo studio delle ossa umane qui ritrovate ha permesso di realizzare uno studio demografico che ha stabilito una età media di 40 anni per gli uomini e 39 per le donne. Una scoperta eccezionale, che ha avuto eco in tutto il mondo, è avvenuta studiando le ossa di quelle persone: fu rilevata la prima evidenza in Europa della sifilide, notizia che ha rotto il dogma secondo cui questa malattia era comparsa dapprima nel continente americano e da lì era poi stata introdotta in Europa".

"Un’altra straordinaria scoperta - ha aggiunto Carter nel suo intervento - è avvenuta grazie ad un progetto sponsorizzato dalla NASA, che ha permesso di osservare da foto aeree delle strane linee lungo il terreno, parallele tra loro e dirette verso la costa. Studi approfonditi hanno poi dimostrato che si trattava di canali di drenaggio realizzati nella prima metà del 5° secolo a.c., cioè 2.500 anni prima della Riforma fondiaria degli anni ‘50! Questo straordinario progetto di drenaggio della chora, che per creare questo sistema di canali ha comportato lo spostamento di tonnellate di terra, è forse il più grande lavoro pubblico del mondo greco, tanto da essere celebrato dalla prima emissione di monete di Metaponto: statere in argento con rappresentazione di Acheloo, un dio-fiume (figura 3). Tutti i risultati della ricerca sono stati pubblicati in 13 volumi, in lingua inglese". E Carter, da cinque anni in pensione, sta lavorando al 14° volume che dovrebbe uscire quest’anno.

In conclusione, Carter ha ringraziato l’ALSIA (allora ESAB) per la disponibilità e l’ospitalità ricevuta a partire dai primi scavi, ricordando la familiare accoglienza delle persone che vi lavoravano. “È stato un bellissimo rapporto”, ha detto, “che è continuato anche dopo il periodo lavorativo”.

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  • Giornata della ruralità - 2° Meeting annuale ALSIA - Matera, 2-3 dicembre 2021

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Temi
Ricerca e Innovazione
Autori
Maria Assunta  Lombardi

Funzionario ALSIA