Analisi climatica di gennaio 2020

Mese siccitoso, poca acqua negli invasi
didascalia.

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Data:29 Feb 2020

Dopo un autunno mite e parzialmente piovoso, la stagione invernale è cominciata con un dicembre dalle caratteristiche più autunnali che invernali. A quello ha fatto seguito un mese di gennaio molto siccitoso, che solo nelle prime due decadi è stato “normalmente” freddo. Negli ultimi giorni del mese, invece, quelli della “merla”, gennaio ha fatto registrare dei rialzi termici a livelli primaverili.

Anche a livello europeo, secondo le elaborazioni NOAA, l’anomalia termica è stata molto elevata, specie nel nord-est rispetto all’area mediterranea, con valori che hanno superato anche di 6°C la media del periodo 1981-2010 (figura 1).

In Basilicata, come accennato, le prime due decadi sono state complessivamente sotto la media (in particolare la prima, con scarti negativi fino a 4°C). Dal 24 fino ai primi giorni di febbraio, l’anomalia termica è diventata positiva raggiungendo +6°C. Infatti, i giorni a cavallo tra i due mesi sono stati i più caldi del periodo, grazie ad un’area anticiclonica posizionatasi sul Mediterraneo che ha favorito la formazione di cielo sereno o poco nuvoloso, che insieme ad una scarsa ventilazione ha permesso alla temperatura diurna di raggiungere anche i 20°C in alcune località del Metapontino. Nel complesso, il mese di gennaio si chiude con uno scarto termico positivo rispetto ai valori climatici medi attestandosi a +0,37°C per la stazione di Metaponto, dove il giorno più caldo è stato il 29, mentre quello più freddo è stato il 10.

Non ci sono da segnalare particolari ondate di freddo ma solo alcune gelate notturne dovute all’inversione termica. Dai dati riportati in tabella si evince che la temperatura minima è scesa sotto i -3,5°C solo nelle aree interne ed in quota, rispetto ai decimali negativi delle zone costiere ioniche.

Tabella. Dati medi mensili di gennaio 2020 (Fonte Servizio Agrometeorologico Lucano – ALSIA)

 

t med

t min

t max

ur med

ur min

ur max

prec

Et0

 

°C

°C

°C

%

%

%

mm

mm

Collina Materana

7,2

-1,4

18,5

70,9

22,9

94,9

2,8

2,9

Metapontino

8,1

-0,6

18,6

72,4

23,2

98,2

2,4

3,0

Medio Agri e Basso Sinni

6,9

-1,7

17,9

72,5

18,2

96,1

5,2

2,8

Vulture e Alto Bradano

6,4

-2,1

16,5

75,3

23,3

97,1

6,2

2,7

Mercure e Lagonegrese

6,7

-2,0

16,8

75,2

21,6

99,1

20,2

2,8

Sub Appenino e Valle Agri

4,3

-3,5

14,5

71,2

15,4

95,7

11,3

2,5

 

Per quanto riguarda la pioggia, gennaio è stato molto siccitoso: le precipitazioni sono state praticamente assenti in tutta la regione, e solo sul versante tirrenico ci sono stati eventi degni di nota ma comunque insufficienti per la stagione. Pertanto, il deficit idrico in tutte le località monitorate ha superato l’85%, rispetto ai valori medi stagionali (figura 2).

Tra gli eventi estremi ci sono da segnalare alcune giornate con forti raffiche di vento il 28 e il 29, specie nell’area bradanica e appenninica.

Per quanto riguarda il soddisfacimento del fabbisogno in freddo delle specie arboree, l’accumulo stagionale nell’area del Metapontino è di 840 unità con il metodo Utah e 500 ore con il metodo Weinberger. Per i dettagli, consultare le tabelle pubblicate nei bollettini agrometeorologici settimanali.

In conclusione, possiamo dire che l’andamento meteorologico mensile non è stato molto favorevole all’agricoltura regionale. I cereali, specie quelli seminati in dicembre, sono in forte sofferenza idrica e, per effetto delle alte temperature diurne di fine mese, sono state segnalate fioriture anticipate di varietà precoci di drupacee. Ma la cosa più preoccupante è la quantità di acqua presente negli invasi lucani: mancano all'appello circa 150 milioni di metri cubi e questo può essere un grande problema per i prossimi mesi.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale Alsia (www.alsia.it), nelle sezioni Temi e Servizi.

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Temi
Agrometeorologia
Autori
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