Analisi climatica del mese di ottobre

Mese caldo con temperature da record. Piogge scarse e invasi carenti di acqua
didascalia.

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Data:25 Nov 2019

Solo i primi giorni di novembre ci hanno ricordato che ci stiamo avviando, pur molto lentamente, verso la fine della stagione autunnale, poiché le temperature registrate ad ottobre sono state sistematicamente superiori alla media stagionale, nonostante spesso qualche anomalia si sia sempre verificata. Al Sud, Basilicata compresa, ha fatto caldo ed è piovuto poco o nulla: famose sono le cosiddette “ottobrate romane, napoletane", ma non certo la persistente e consistente anomalia climatica delle ultime settimane.

Secondo il Centro Europeo per le previsioni meteorologiche, le temperature medie nel mese di ottobre sono state le più calde mai registrate; si tratta del quinto mese consecutivo con temperature da record o estremamente elevate. A livello mondiale, le temperature del mese di ottobre 2019 sono state più calde di 0,69°C rispetto alla media del periodo dal 1981 al 2010, aggiudicandosi il record dell'ottobre più caldo mai registrato.

A livello regionale, in base ai dati rilevati dalla rete SAL, possiamo affermare che, a parte la prima decade, in cui la temperatura è scesa leggermente al di sotto dei valori stagionali, nei restanti giorni, la presenza quasi costante sul Mediterraneo di un’area di alta pressione ha determinato condizioni di stabilità meteorologica e la temperatura media giornaliera ha superato i valori stagionali di 2-3°C. Ciò ha impedito l’ingresso delle perturbazioni e il periodo è stato molto siccitoso, eccetto qualche pioggia a carattere temporalesco molto più frequente sul versante Tirrenico e aree interne e montuose della regione.

In particolare:

  • Nella prima decade, abbiamo registrato l’ingresso di aria fresca dal 3 al 9 e le temperature sono scese sotto media di un paio di gradi, con minime sotto i 10°C quasi ovunque, mentre le massime hanno raggiunto i 25°C nel metapontino;
  • Nella seconda e terza decade invece, l’alta pressione sul Mediterraneo ha riportato la temperatura sui livelli quasi estivi, almeno nelle ore centrali della giornata, con massime oltre i 25°C nelle zone costiere e temperature notturne a circa 8/10°C. I giorni più caldi sono stati registrati dal 10 al 23, con temperature medie di oltre 20°C in numerose località del Metapontino e della Valle del Bradano.

Nella tabella 1 sono riportati i dati mensili regionali, da cui si può rilevare che la temperatura media della fascia Bradanica, Metapontino e Medio Agri è stata compresa tra i 17 e 18°C, mentre nelle aree interne e montuose, Lagonegrese compreso, la temperatura media è stata di 14-16°C. Per quanto riguarda l’umidità relativa, essa è stata molto più omogenea con un valore medio di circa il 70%, mentre l’evapotraspirazione è stata di circa 2 mm/giorno.

Tabella n. 1 Dati medi mensili di ottobre 2019 (Fonte: S.A.L. – ALSIA)

 

t med (°C)

  t min   (°C)

t max (°C)

ur med (%)

 ur min  (%)

ur max (%)

  Prec.   (mm)

 Et0  (mm)

Collina Materana

17,6

6,8

29,5

68,4

19,4

96,9

19,9

2,2

Metapontino

18,0

8,1

28,4

71,6

30,9

96,8

17,2

2,1

Medio Agri e Basso Sinni

17,1

6,8

30,9

69,7

20,5

96,5

18,8

2,2

Vulture e Alto Bradano

16,5

5,9

29,5

70,3

22,5

98,6

36,7

2,2

Alto Agri e Lagonegrese

16,2

6,9

29,1

74,9

24,7

99,5

30,2

2,1

Sub- Appenino Lucano

14,0

4,8

26,3

62,5

13,5

92,8

30,7

1,9

Dal punto di vista pluviometrico, come già accennato, ottobre è stato molto siccitoso e solo qualche temporale nella prima decade ha in parte attenuato la “grande sete” di questo autunno. Piogge superiori ai 30 mm sono state registrate nelle aree interne del Sub-Appennino, Vulture e Lagonegrese, mentre nelle restanti aree sono scese a circa 20 mm. Quantità queste che, confrontate con la piovosità media mensile, evidenziano un deficit idrico medio regionale del 70%, con punte del 90% nel Metapontino e basso Agri e Sinni.

E’ ovvio che la mancanza di pioggia ha fatto nascere qualche preoccupazione, anche perché la stagione estiva è stata tipicamente mediterranea (calda e siccitosa), interrotta solo da qualche pioggia a carattere temporalesco, per cui negli invasi Lucani mancano circa 120 milioni di metri cubi di acqua (fonte Autorità di Bacino della Basilicata). Considerato che in questo mese vi sono in campo già tutte le ortive autunno-vernine ed è tempo di trapianto per le fragole, le richieste idriche sono notevolmente aumentate. Da non dimenticare inoltre, la preparazione dei terreni per la semina dei cereali che sta subendo ritardi per le difficoltà di lavorazione nei suoli troppo asciutti. D’altro canto invece, contenti sono gli olivicoltori, in quanto il clima mite e la mancanza di piogge sta agevolando le operazioni di raccolta.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale Alsia (www.alsia.it).

Agrifoglio n. 90 -  

Temi
Report Climatici Annuali
Autori
Emanuele  Scalcione
Pietro Dichio
Giuseppe Fabrizio