Analisi climatica del mese di febbraio

Invasi regionali con oltre 150 milioni di metri cubi di deficit idrico. Cereali e ortive in crisi per mancanza d'acqua
didascalia.

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Data:31 Mar 2020

All’autunno mite e poco piovoso ha fatto seguito una stagione invernale complessivamente poco fredda e molto siccitosa. Infatti, le elaborazioni stagionali dell’ISAC-CNR evidenziano nel trimestre invernale dicembre-febbraio, un’anomalia termica di 2.03°C (figura 1), con una forte incidenza del mese di febbraio, in quanto ha avuto caratteristiche più autunnali che invernali, con lunghi periodi in cui la temperatura media giornaliera è stata superiore ai valori stagionali fino 8°C. Del resto, anche in Europa il trend termico è stato anomalo e molto più intenso nei paesi dell’Est e Russia, specie nella seconda parte del periodo (figura 2).

A livello nazionale, febbraio è stato fortemente anomalo specie per la temperatura massima, facendo registrare un surplus di 3.39°C, il più elevato in assoluto dal 1800 ad oggi.

In Basilicata si possono evidenziare tre periodi con importanti anomalie termiche:

  • La prima iniziata nei giorni della merla e terminata il 3 febbraio;
  • La seconda tra il 10 e il 16 febbraio, la più intensa del periodo;
  • La terza iniziata il 24 e protrattasi ai primi giorni di marzo.

In particolare, negli ultimi giorni di gennaio una vasta area anticiclonica posizionatasi sul Mediterraneo ha impedito l’accesso alle perturbazioni, favorendo la formazione di cielo sereno o poco nuvoloso; il che ha permesso alla temperatura diurna di superare i 20°C in molte località della regione (tabella n.1).

Tabella n 1. Dati medi mensili di febbraio 2020 (Fonte Servizio Agrometeorologico Lucano – ALSIA)

 

t med

t min

t max

ur med

ur min

ur max

prec

Et0

 

°C

°C

°C

%

%

%

mm

mm

Metapontino

10,1

0,1

22,3

66,1

23,6

98,5

18,1

4,3

Collina Materana

9,2

-1,1

22,1

63,5

21,0

94,8

29,2

4,3

Medio Agri e Basso Sinni

9,7

-1,4

22,3

62,0

15,5

96,6

17,2

4,4

Vulture e Alto Bradano

8,8

-1,9

20,1

65,2

19,0

95,9

27,7

4,1

Mercure e Lagonegrese

8,5

-1,9

18,1

72,0

19,3

99,7

45,1

3,8

Sub Appenino e Valle Agri

6,6

-3,7

18,0

63,9

14,8

94,8

33,9

3,7

Quindi ci sono stati 5/6 giorni con valori termici nella norma, per poi registrare la seconda ondata di anomalia termica dal 10 al 16, la più intensa del mese, in quanto il giorno 11 la temperatura media del metapontino ha superato i 15°C e le massime i 22°C, con surplus termico anche di 8°C. Nei giorni seguenti, la temperatura ha subito lievi oscillazioni dalla norma, per poi nuovamente aumentare a fine mese. Nel complesso il mese si chiude con uno scarto termico positivo; per la stazione di Metaponto con +1,39°C rispetto ai valori climatici medi, dove il giorno più caldo è stato l’11 e quello più freddo il 29 (figura 3).

In questo contesto climatico, per fortuna non ci sono da segnalare gelate, ma solo qualche fenomeno dovuto all’irraggiamento notturno; pertanto, l’escursione termica giornaliera spesso ha raggiunto i 20°C, in quanto come riportato nella tabella 1, le temperature minime assolute sono state sempre piuttosto basse.

La nota dolente di questo periodo è l’assenza di piogge importanti; il deficit idrico comincia ad essere preoccupante e ancor più la quantità di acqua accumulata negli invasi regionali. La quantità di pioggia registrata varia da un minimo di 17 mm del Medio Agri e Metapontino ai 45 del Lagonegrese (tabella 1); quindi, il deficit idrico nelle località monitorate ha superato il 50%, con punte dell’80% dai valori stagionali (figura 4).

Tra gli eventi estremi ci sono da segnalare anche alcune giornate con forti raffiche di vento (5, 11, 26 e 27).

Per quanto il soddisfacimento del fabbisogno in freddo delle specie arboree, l’accumulo stagionale nell’area del Metapontino a fine febbraio è di 1.135 unità con il metodo Utah e 655 ore con il metodo Weinberger, con uno scarto negativo di circa il 20% rispetto alla media dell’ultimo ventennio. I valori delle singole località possono essere consultati nei bollettini agrometeorologici settimanali.

In conclusione possiamo dire che l’andamento meteorologico mensile non è stato molto favorevole all’agricoltura regionale, perché i cerali sono in forte sofferenza idrica e frequenti devono essere gli interventi irrigui, specie per le ortive. Inoltre, per effetto delle alte temperature diurne, molte specie arboree sono fiorite in anticipo, per cui sono da temere eventuali ritorni di freddo. Ma la cosa più preoccupante è la quantità di acqua presente negli invasi lucani: mancano oltre 150 milioni di metri cubi e questo sarà un grande problema per i prossimi mesi.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale Alsia (www.alsia.it), nelle sezioni Temi e Servizi.

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Temi
Agrometeorologia
Autori
Emanuele Scalcione

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