Agriturismo in Basilicata, cali importanti durante la pandemia da covid-19

E' comunque il comparto del settore turistico regionale che ha limitato meglio di tutti la perdita di presenze (-19,9%)
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Data:29 Mar 2022

La diffusione della pandemia di Covid-19 in Basilicata, benché più contenuta nel confronto con altre aree del Paese, ha avuto un impatto significativo sull’economia regionale. Il turismo, comparto tra i più colpiti a livello globale dal blocco delle attività, ha risentito del forte calo della domanda. Nei primi otto mesi del 2020, le presenze di turisti presso le strutture ricettive regionali si sono più che dimezzate (fonte: Rapporto Banca d’Italia). La flessione è stata particolarmente elevata nel periodo interessato dalle misure più restrittive per il contenimento della pandemia, per poi ridursi nei mesi successivi, quando le presenze hanno in parte recuperato i livelli dell’anno precedente.  

In questo scenario senza precedenti nella storia recente, le aziende agrituristiche lucane hanno subito un forte impatto. Proprio alla vigilia della stagione primaverile, si sono azzerate tutte le attività legate all’accoglienza turistica, alla ristorazione, alla didattica e ai servizi alla persona, provocando uno shock di liquidità per l’intero comparto. Nonostante ciò, il comparto agrituristico, grazie alla disponibilità di spazi all’aperto e di soluzioni abitative indipendenti e autonome, alla localizzazione delle strutture in campagna e in aree generalmente meno affollate si è confermato più resiliente rispetto al contesto generale (fonte: Rete Rurale nazionale). Le attività primarie, di trasformazione e vendita diretta, unitamente a una grande capacità di adattamento, hanno consentito, seppure tra mille difficoltà, la sopravvivenza delle aziende nei mesi di lockdown, permettendo di arrivare all’estate, quando è stato possibile riattivare l’accoglienza turistica.

Nella figura 1 sono riportati i dati in termini di variazione di presenze negli agriturismi italiani nel periodo tra 2019 e il 2020. I dati regionali evidenziano perdite su tutto il Paese, uniche eccezioni il Molise (+26% di presenze) e l’Abruzzo (+2,8% presenze). Le province autonome di Trento e Bolzano a Nord, le Marche al Centro e la Puglia, la Basilicata e la Calabria al Sud, sono i territori che hanno registrato le perdite minori.

Figura 1. Variazione delle presenze negli agriturismi italiani (valori percentuali) (Fonte: Elaborazioni Ismea - RRN su dati Istat)

 

Nonostante le forti perdite, il mercato ha privilegiato l’agriturismo rispetto ad altre tipologie di accoglienza (Figura 2).

Figura 2. Variazione delle presenze nel comparto Turismo in Italia (valori percentuali) (Fonte: elaborazioni Ismea-RRN su dati Istat)

 

In Basilicata l’agriturismo è il comparto turistico che si è difeso meglio, il settore ha saputo reagire allo shock di mercato imposto dalla pandemia, limitando le perdite di presenze (-19,9%) meglio degli altri comparti turistici che hanno avuto una perdita media del -41,7%.

Figura 3. Variazione delle presenze nel comparto Turismo in Basilicata (valori percentuali) (Fonte: Ns. elaborazioni su dati APT Basilicata)

 

Allo stesso tempo, il settore ha dimostrato una notevole capacità di risposta adottando nuovi sistemi di prenotazione, puntando sulle filiere locali, riuscendo a rinnovare, in tempi rapidissimi, la propria offerta di prodotti e servizi. Qualità apprezzate soprattutto durante il periodo estivo in cui il richiamo delle vacanze all'aria aperta ha determinato un aumento della domanda di ospitalità.

La ripresa è stata più intensa nei mesi primaverili ma ha riguardato anche quelli estivi, in cui si sono concentrate la gran parte delle presenze.

Negli agriturismi lucani, gli italiani hanno rappresentato il 93% degli arrivi nel 2020 con una riduzione del -28% rispetto al 2019. Gli arrivi degli stranieri nello stesso periodo hanno fatto registrare un -76%.

Figura 4. Arrivi negli agriturismi lucani (Fonte: Ns elaborazioni su dati APT Basilicata)

 

La provenienza degli ospiti è stata prevalentemente dalla stessa regione Basilicata, seguita dalla Puglia e dalla Campania. Ha probabilmente influito la decisione di spostarsi con mezzi di trasporto privato e per tragitti di breve percorrenza.

Interessante è il dato sulla permanenza media dei soggiorni in agriturismo: in Basilicata è passata dal 2.61 giorni del 2019 a 3.27 giorni del 2020. Ciò probabilmente perché sono mutare le esigenze lavorative e/o personali quali smart working, e la voglia di staccare per più giorni.

Figura 5. Durata media del soggiorno negli agriturismi lucani (gg) (Fonte: Ns elaborazioni su dati APT Basilicata)

 

Nel periodo pandemico il 39% delle aziende agrituristiche è rimasto sempre chiuso, mentre le altre hanno subito riduzioni almeno del 30% (fonte CREA).

Figura 6. Periodo di chiusura delle aziende agrituristiche (% su base annua) (Fonte: CREA Basilicata)

 

A tal proposito la Regione Basilicata, insieme ad altre 18 Regioni italiane, ha attivato la Misura 21 “Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e PMI particolarmente colpiti dalla crisi di COVID-19" del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020, finalizzata a fornire liquidità alle imprese per non mettere a rischio la continuità delle attività aziendali. L'avviso era indirizzato alle aziende agrituristiche e alle fattorie didattiche operanti in Basilicata che, in conseguenza delle chiusure e delle restrizioni alla circolazione delle persone, erano state danneggiate in modo particolare a causa delle numerose disdette delle prenotazioni ricevute prima dell'inizio del periodo di diffusione del virus COVID-19, con una caduta sostanziale delle prenotazioni e delle presenze. L'avviso ha realizzato ottimi livelli di spesa ed ha finanziato la quasi totalità delle aziende agrituristiche lucane.

Concludendo, secondo un’indagine realizzata dalla Rete Rurale Nazionale per gli operatori l’agriturismo del prossimo futuro avrà le caratteristiche della sostenibilità, dell’accoglienza e dell’innovazione; sarà sempre più multifunzionale, familiare, autentico, di qualità e risponderà alle esigenze di benessere, salute, genuinità e natura, sempre più presenti nella società.

 

Autori
Diego De Luca

CREA Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia