La bioeconomia rappresenta una formidabile opportunità per affrontare, in chiave moderna, i temi della sicurezza alimentare, della scarsità delle risorse naturali, della dipendenza dalle risorse fossili e dei cambiamenti climatici, nel quadro di un reale sviluppo sostenibile.

La Commissione Europea ha adottato, nel 2012, una strategia proprio per indirizzare l’economia europea verso un più ampio e sostenibile uso delle risorse rinnovabili.
Questa strategia si basa su tre elementi chiave:

a. Investimenti in attività di ricerca, innovazione e competenze per sostenere la formazione di “biocluster” e comunità della conoscenza e dell’innovazione, lo sviluppo di nuove tecnologie promuovendone la diffusione;
b. lo sviluppo dei mercati e della competitività nei settori della bioeconomia, attraverso un’intensificazione sostenibile della produzione primaria, la conversione dei flussi di rifiuti in prodotti con valore aggiunto, nonché meccanismi di apprendimento reciproco per una migliore efficienza produttiva e delle risorse;
c. un più stretto coordinamento delle politiche e un maggior impegno delle parti interessate, attraverso la creazione di una piattaforma sulla bioeconomia e di uno specifico osservatorio.

La L.R. 38 del 1996 e ss.mm. e ii. attribuisce all’Alsia il compito di curare l'organizzazione e il funzionamento del Polo delle Biotecnologie Green (biocluster) di Metaponto sostenendo e promuovendo accordi di rete. L’attività dell’Agenzia, pertanto, si concretizzerà nel rendere operativo il biocluster e di contribuire allo sviluppo della bioeconomia in Basilicata.

In questo contesto il rafforzamento della cooperazione assume una valenza strategica. Il cooperativismo tradizionale assorbe, attraverso i conferimenti e gli acquisti di input, il 36% della produzione agricola italiana ed incide per il 24% sul fatturato dell’industria alimentare (Osservatorio sulla cooperazione agricola italiana, MiPAF). Le imprese cooperative situate nelle regioni settentrionali realizzano quasi l’80% del fatturato complessivo, mentre le cooperative meridionali, pur rappresentando il 43%, ne generano soltanto il 14% (Accordo di Partenariato Italia 2014-2020). Ciò comporta, tral’altro, un parziale utilizzo delle risorse finanziarie che l’Unione Europea corrisponde alle organizzazioni di produttori, in relazione alla quantità di produzione commercializzata.
Con il Piano, pertanto, si darà piena attuazione ai compiti che la citata L.R. 38 del 1996 e ss.mm. e ii.. assegna all’Alsia in materia di associazionismo e integrazione tra le imprese in perfetta coerenza non solo con il PSR Basilicata 2014-2020, ma operando con riferimenti intersettoriali ed interfondo, poiché la bioeconomia mette insieme in modo innovativo il settore agricolo ed il settore industriale, alla ricerca di un uso integrale e razionale delle biomasse vegetali e di quelle residuali.