Servizio fitosanitario nazionale, via libera alla riforma

Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri nella seduta del 29 gennaio. Riordino anche per i settori di sementi, fruttiferi, ortive e vite

Data : 01 February 2021

Via libero definitivo agli schemi dei Decreti-Legge di riordino del Servizio fitosanitario nazionale e sui controlli in materia di sanità delle piante: lo ha deciso il Consiglio dei Ministri nella seduta di venerdì 29 gennaio 2021, convocata alle ore 13.45 a Palazzo Chigi.

Si tratta di provvedimenti di grande rilevanza per il settore agricolo nazionale poiché consentiranno di recepire in Italia il nuovo regime fitosanitario europeo, introdotto con il regolamento 2016/2031, e di adeguare la normativa nazionale sui controlli ufficiali in materia di sanità delle piante al Regolamento (UE) 2017/625. 

"I decreti - si legge nel comunicato della Presidenza - mirano a raccogliere in testi unici, divisi per settore, le norme che riguardano la produzione e la commercializzazione di prodotti agricoli e sementi e la protezione delle piante dagli organismi nocivi, in modo da rappresentare un punto di riferimento unico ed omogeneo per gli operatori." Per questo motivo, "sono state coordinate le disposizioni preesistenti, apportate le modifiche necessarie a garantirne la coerenza giuridica, logica e sistematica, adeguando, aggiornando e semplificando il linguaggio normativo, anche tenendo conto dei consolidati orientamenti giurisprudenziali".

Si punta, in particolare, a rilanciare il ruolo e l'efficienza del Servizio Fitosanitario Centrale (SFC) e dei Servizi fitosanitari regionali (SFR), con l'obiettivo di rendere ancora più efficiente e veloce la capacità di risposta del sistema nei confronti delle minacce derivanti dall'introduzione di organismi nocivi. 

Nel dettaglio i decreti legislativi riguardano la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite, la produzione e la commercializzazione dei prodotti sementieri, la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piante da frutto e delle ortive, e la protezione delle piante dagli organismi nocivi. Per il contrasto alle emergenze, "si prevede l'adozione di un Piano di emergenza nazionale, con procedure e risorse finanziarie definite da mettere in campo in caso di ritrovamento di focolai di organismi nocivi in applicazione del regolamento (UE) n. 2017/625". Viene ridisegnata la rete dei Laboratori nazionali di riferimento e dei laboratori ufficiali, ed è prevista inoltre "la realizzazione di un sistema informatico, interconnesso con gli altri sistemi europei, per la raccolta e la registrazione di tutti i dati e le informazioni (dati di monitoraggi, intercettazioni, certificati, informazioni su controlli ufficiali) e la ridefinizione dell'impianto sanzionatorio".

Sul fronte della prevenzione si introduce maggiore responsabilità a carico degli operatori professionali per garantire la tracciabilità del materiale vegetale.

"Il pacchetto approvato - ha commentato in un'altra nota Giuseppe Labbate, sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - rilancia il ruolo e l'efficienza del Servizio Fitosanitario sia a livello nazionale che regionale, con l'obiettivo di rendere ancora più efficiente e veloce la capacità di risposta del sistema nei confronti delle minacce sempre più frequenti derivanti dall'introduzione di organismi nocivi sul nostro territorio".

"Sono state accolte - ha detto ancora L'Abbate - sia le richieste di rafforzamento dell'organico, così da rendere effettivamente realizzabile una più estesa opera di prevenzione e difesa della nostra produzione agricola, sia lo stralcio dei riferimenti agli OGM che avevano destato qualche preoccupazione. In realtà - chiarisce - il divieto di coltivazione in Italia risultava comunque garantito da specifiche normative, ma si è preferito affinare i testi in materia di sementi così da non ingenerare polemiche".

 

Redazione