Riforma fondiaria: approvata in terza commissione la proposta di legge per la dismissione del patrimonio

Il direttore dell'Alsia Crescenzi: "Procedere celermente nella fase di trasferimento dei beni è un obiettivo per tutti noi"

Data : 28 January 2021

Riforma fondiaria: è stata approvata a maggioranza la proposta di legge, presentata in terza commissione consiliare dal consigliere regionale Pasquale Cariello, per la dismissione definitiva del patrimonio.  Un compito, questo, affidato dalla Regione Basilicata all’Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura.

“Procedere celermente nella fase di trasferimento dei beni per portare, finalmente, a compimento la riforma, è un obiettivo per tutti noi”. È stato questo l’auspicio del direttore dell’Alsia Aniello Crescenzi, che la commissione, presieduta da Piergiorgio Quarto, (Bp), ha audito nel corso dei lavori.

La proposta di legge nasce dalla necessità di “rinviare a un regolamento di dismissione il prezzo di vendita dei fabbricati, degli annessi e delle opere insistenti sui terreni, stabilendo di non ancorare il parametro a un valore fisso, così come previsto dall’articolo 40 della legge regionale n. 19, così da rendere il prezzo variabile in base alle circostanze che si presenteranno di volta in volta e di spostare i termini: in particolare per la detenzione dei beni deve essere corrisposto, entro il 31 dicembre di ogni anno, a partire dal 2021, un canone annuale d’uso pari all’1,5% dei prezzi, mentre per la detenzione pregressa dei beni, i detentori sono tenuti a corrispondere un analogo canone, per un periodo di cinque anni antecedenti al 31 dicembre 2020. Per la detenzione, a qualunque titolo, di immobili per i quali siano consentite utilizzazioni complementari all’agricoltura ed extra-agricole deve essere corrisposto, entro il 31 dicembre di ogni anno, a partire dal 2021, un canone annuale d’uso pari al 3% per i fabbricati e all’1% per i suoli edificati, edificabili e per i terreni extragricoli, dei prezzi di vendita, mentre per la detenzione pregressa dei citati immobili i detentori senza titolo sono tenuti a corrispondere un analogo canone per un periodo di cinque anni antecedenti al 31 dicembre 2020, mentre per l’avvenuta detenzione di immobili, oggetto di concessione amministrativa in vigore, si devono corrispondere i canoni fissati nelle concessioni medesime, maggiorati di rivalutazione monetaria”.

 “La proposta di legge, a cui è stato dato un contributo anche da parte dell’Alsia – ha precisato il direttore Crescenzi -  ha come obiettivo quello di accelerare i tempi e superare problemi nell’applicare il quadro normativo vigente relativamente alla dismissione dei beni. L’articolo 40 della legge 19 del 2017, che detta le procedure per la dismissione del patrimonio, è stato l’elemento che ha consentito di poter predisporre il censimento dei beni dell’ex riforma agraria, aperto ancora fino a fine mese per eventuali osservazioni da parte degli aventi diritto. All’interno dell’art 40 vengono richiamate delle procedure e dei riferimenti temporali certi a cui bisognava riferirsi per procedere alla dismissione ed eventualmente poter intervenire con il pagamento dei canoni da parte dei detentori dei beni e, in particolar modo, si riferisce a 5 anni antecedenti alla data del 31 dicembre del 2017. Abbiamo rilevato che se oggi andiamo ad applicare questa norma ci possono essere numerosi interventi ostativi sulla base di quanto dettato dal Codice civile, con l’art 2948, comma 3, rispetto alle pigioni delle case, i fitti dei beni rustici e ogni altro corrispettivo di locazioni la norma civile prevede la prescrizione di 5 anni. Ciò significa che di fatto non possiamo rispettare il dettato di legge se noi lo facessimo andremo incontro a una serie di ricorsi”. Le ragioni per cui si è arrivati fino ad oggi per applicare questa legge? Lo ha chiarito il direttore dell’Alsia Crescenzi con una dettagliata cronistoria: “Il censimento dei beni è stato pubblicato il 4 novembre del 2019, con una scadenza di 60 giorni. Prima della chiusura, prevista il 4 gennaio 2020, sono pervenute una serie di sollecitazioni e, tra queste, quella del Comune di Bella che chiedeva una proroga della chiusura del censimento. Proroga, poi accordata con scadenza maggio 2020, visto anche il numero esiguo di richieste pervenute a quella data. L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha richiesto la necessità di emanare un ulteriore provvedimento di differimento dei termini, anche sulla base delle condizioni di difficoltà economico-sociali e delle criticità in agricoltura nate a seguito della pandemia, evidenziate dal Dipartimento regionale all’Agricoltura”.

La proposta di legge, che dovrebbe consentire di arrivare alla dismissione definitiva dei beni della Riforma fondiaria, è stata approvata a maggioranza (hanno votato a favore Quarto, Bellettieri e Acito, Baldassarre, Aliandro con delega di Sileo, e Trerotola, contrari Carlucci e Cifarelli), con emendamenti presentati dai consiglieri Bellettieri e Cifarelli.

M. Agata