Quale sarà la disponibilità idrica per le coltivazioni del Metapontino da qui al 2050?
Uno studio scientifico a cura dell’Università della Basilicata e dell’Alsia ne analizza le previsioni
Il contorno nero indica il perimetro della Basilicata, il contorno rosso quello del bacino del fiume Bradano
Data : 30 June 2026
Previsione di scenari climatici futuri per la gestione sostenibile delle risorse idriche nel bacino del Bradano come misura di adattamento ai cambiamenti climatici è il titolo del nuovo lavoro a firma del Dipartimento per l'Innovazione Umanistica, Scientifica e Sociale (DIUSS), Università della Basilicata, sede di Matera; dell’Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura; e del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari e Ambientali (DAFE), UniBas di Matera.
Obiettivo principale di questo elaborato è stato quello di valutare l’impatto del cambiamento climatico sulle componenti del bilancio idrologico del fiume Bradano nel periodo 2025–2050.
Con i suoi 3000 chilometri quadri di superficie, il bacino si estende tra la Basilicata e la Puglia e alimenta, tra l’altro, l’invaso creato dalla diga di San Giuliano che rifornisce di acqua ad uso irriguo i campi che ricadono tra i comuni di Montescaglioso e Bernalda.
Con questo lavoro, si fornisce uno strumento a supporto della programmazione irrigua regionale, con la quale si dimostra che le probabilità di “rigenerare” l’accumulo di acqua nell’invaso di San Giuliano, molto importante per le colture del Metapontino come fragola, kiwi, agrumi, ecc., tenderanno in un futuro molto prossimo ad essere incerte e ridotte.
Ne consegue che bisogna agire rapidamente per razionalizzare ed ottimizzare al massimo la gestione di questo bene prezioso.
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Emanuele Scalcione, Pietro Dichio