Potature invernali, residui legnosi da gestire correttamente

Valutazioni puntuali preventive possono apportare notevoli vantaggi al terreno e all'ambiente. I consigli dei tecnici ALSIA

Residui di potatura trinciati ma eccessivamente grossi per una possibile degradazione

Residui di potatura trinciati ma eccessivamente grossi per una possibile degradazione

Data : 22 December 2021

La potatura invernale è importante per intervenire “chirurgicamente” su avversità o patologie del legno delle colture arboree, ma il materiale legnoso di risulta, che derivi da potatura agronomica o fitosanitaria, andrà correttamente gestito.

La trinciatura dei residui della potatura è una pratica agronomica raccomandabile perché restituisce parte della sostanza organica al terreno. Essa, tuttavia, va evitata negli impianti nei quali si sono insediati funghi parassiti del legno (agenti di cancri, mal del piombo ecc.) che, potendo vivere da saprofiti nel terreno, si avvantaggiano dei residui legnosi aumentando notevolmente il loro potenziale di inoculo.

Nei campi dove si esegue la trinciatura, preliminarmente occorre asportare i rami più grossi, che potranno essere utilizzati come legna da ardere. (Nella foto, residui di potatura trinciati ma eccessivamente grossi per una possibile degradazione. Questo materiale nel terreno può diventare una pericolosa fonte di inoculo di patogeni fungini del legno). Durante la trinciatura va verificato che l’attrezzo operi una buona sminuzzatura e sfibratura del materiale legnoso che dovrà essere prontamente interrato in modo da facilitare la sua rapida degradazione ad opera della microflora del terreno. Per accelerare e migliorare la degradazione del trinciato, prima dell’operazione meccanica è possibile distribuire sul terreno qualche quintale di letame o di prodotti commerciali appositamente studiati per apportare microrganismi utili alla degradazione del materiale vegetale.

Un’alternativa alla bruciatura o alla sfibratura sul terreno dei residui di potatura è il loro uso negli impianti di compostaggio per la valorizzazione dei rifiuti umidi sia urbani che dell’industria. Gli impianti di compostaggio, infatti, hanno bisogno di materiale legnoso ed a basso contenuto idrico, come i residui di potatura, da miscelare opportunamente con i rifiuti più umidi e facilmente fermentescibile. Da un’indagine effettuata di recente, non risultano attivi impianti di compostaggio nell’area metapontina o nelle vicinanze ma diverse ditte che gestiscono i rifiuti sono attive per il ritiro anche del materiale di risulta delle potature. Chi fosse interessato potrà trovare i recapiti in internet o rivolgendosi alla ditta che gestisce lo smaltimento dei residui solidi urbani nel proprio comune.

Arturo Caponero