Olio extravergine, mozione contro le sofisticazioni

Il Consiglio regionale della Basilicata ha approvato all'unanimità la mozione presentata dai consiglieri Acito, Piro e Bellettieri

I fiscoli usati nei frantoi tradizionali per la spremitura delle olive

I fiscoli usati nei frantoi tradizionali per la spremitura delle olive

Data : 11 February 2020

L’olio extravergine è un alimento prezioso per una corretta e sana alimentazione e la sua qualità va salvaguardata.  A tal proposito è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale  della Basilicata la mozione presentata dai consiglieri di Forza Italia  Enzo Acito, Francesco Piro e Gerardo Bellettieri sulla tutela del processo di produzione dell’olio extravergine.

L’attenzione del Consiglio si è soffermato sull’uso dei fiscoli per la spremitura delle olive nei frantoi tradizionali.

In passato i fiscoli, ovvero le ciambelle utilizzate per la pressatura della pasta delle olive, erano composti da materiale di fibre per uso alimentare.   Tra i produttori lucani di olio extra vergine, è stato evidenziato nella mozione, attualmente c’è “il sospetto che molti frantoi, magari inconsapevolmente, stiano invece ora utilizzando fiscoli composti da materiale di plastica riciclata, prodotti in Cina ed arrivati in Italia tramite una triangolazione con la Romania. L’unico solvente in grado di sciogliere la plastica riciclata è lacido linoleico, ampiamente presente nell’Evo, con il paradosso che più l’olio è di buona qualità, maggiore è la possibilità che in esso siano contenuti i residui di plastica”.

Con la mozione si impegna il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e l’assessore alle Politiche agricole e Forestali Francesco Fanelli  ad approfondire lo studio di questo problema, coinvolgendo l’Università di Basilicata e la Guardia di Finanza, ai quali si potrebbe demandare il controllo della provenienza e della composizione dei fiscoli utilizzati intervenendo, come già fatto in passato dalla nostra Regione, nella lotta alle sofisticazioni alimentari.

Margherita Agata